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19 Dicembre 2021
9:42

Violenze sui disabili nella Rsa: un operatore indagato anche per torture contro un animale

I paramedici della residenza per anziani Suor Rosina La Grua Onlus a Castelbuono, in provincia di Palermo, non torturavano solo gli umani, come hanno scoperto i militari delle Fiamme Gialle. Uno di loro, infatti, è stato indagato anche per maltrattamenti e sevizie agli animali. Precisamente nei confronti di un cucciolo di gatto.

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Violenza e maltrattamenti: era questo il modo in cui 35 operatori assistevano i pazienti disabili gravi ospiti della struttura “Suor Rosina La Grua Onlus” di Castelbuono, in provincia di Palermo. Ma i paramedici non torturavano solo gli umani, come hanno scoperto i militari delle Fiamme Gialle che hanno eseguito nei loro confronti un’ordinanza cautelare emessa dal gip del tribunale di Termini Imerese. Uno di loro, infatti, è stato indagato anche per maltrattamenti e sevizie agli animali. Precisamente nei confronti di un cucciolo di gatto.

Secondo quanto scritto nell’ordinanza, l’episodio è avvenuto il 14 settembre del 2020. L’uomo dopo aver cercato di conquistarsi la fiducia del micio, lo aveva colpito violentemente con un calcio, lanciandolo contro il sottotetto del cortile e provocandogli gravi lesioni. Il gattino dopo l’urto, era precipitato sul pavimento contorcendosi per il dolore. 

Le 35 persone sono accusate, a vario titolo, di tortura, maltrattamenti, sequestro di persona, corruzione, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, malversazione e frode nelle pubbliche forniture. Il gip ha anche disposto il sequestro della casa di cura e di disponibilità finanziarie per un valore di oltre 6,7 milioni di euro.

Il legame tra maltrattamento animale e pericolosità sociale

Nella letteratura scientifica, soprattutto statunitense, è in corso dagli anni 60 in poi un acceso dibattito sulla relazione tra la crudeltà su animali e la violenza interpersonale. Nel 2009, per studiare tale fenomeno, è nato un progetto italiano, LINK-ITALIA, fondato da Francesca Sorcinelli, educatrice Professionale in ambiti quali il recupero minori dalla prostituzione e dalla tossicodipendenza.

È proprio in questo contesto che, così come accadde ai primi ricercatori statunitensi, Sorcinelli ha iniziato a scontrarsi ripetutamente col fenomeno della violenza su animali, tanto da voerlo approfondire, studiare e capire soprattutto nelle implicazioni psicosociali.

A differenza dei primi ricercatori anglosassoni, però potendo beneficiare di un’ampia bibliografia scientifica internazionale già operativa in tutti gli ambiti professionali statunitensi, l'educatrice ha potuto avvalersi fin da subito di un prezioso modello di riferimento nella pianificazione del Progetto, riadattando le consapevolezze internazionali alla realtà italiana e producendo nuove conoscenze applicabili specificatamente al nostro Paese.

Di qui è partita la ricerca finalizzata a fornire un primo stato dell’arte a livello nazionale. Sono stati analizzati 278 casi in cui a uno o più maltrattamenti su animali sono seguiti reati contro la persona. È risultato che nel 93% dei casi i maltrattanti sono uomini, di cui il 17% bambini o adolescenti.

Che le vittime sono donne nel 54% dei casi, bambini 24%, anziani 3%, uomini 5%, vittime miste 14%. Quindi che nel 61% dei casi la vittima donna per timore di ciò che l’abusatore avrebbe potuto fare contro i propri animali, ha evitato o rallentato l’allontanamento da lui. Nel 19% dei casi la vittima umana è deceduta.

Violenza domestica, violenza sessuale, stalking, bullismo e reati collegati alla malavita organizzata, sono le tipologie di abuso principali collegati sia a vittime animali che a vittime umane.

La ricerca è servita non solo a fornire una fotografia statistica del fenomeno, grazie a una raccolta dati più completa e approfondita, ma ha portato ad attivare protocolli di intesa e collaborazione con unità di polizia giudiziaria, associazioni di avvocati, comunità di assistenza vittime, scuole, carceri e associazioni.

La legge sul maltrattamento animale

In Italia il maltrattamento di animali è un reato penale disciplinato dalla legge 189 del 2004, la quale lo ha elevato da semplice contravvenzione a delitto, prevedendo la reclusione per i reati più gravi e la confisca degli animali oggetto di maltrattamento, prima non prevista, condannando non solo coloro che li uccidono senza necessità, ma anche chi li fa soffrire inutilmente, costringendoli per esempio a vivere in condizioni degradanti.

Secondo l’ultimo rapporto annuale Zoomafia di Lav, la Lega Antivivisezione, sui maltrattamenti degli animali, quello riguardante il 2020, i dati presentati non danno grandi speranze, ma ribadiscono un andamento negativo. Infatti, se le denunce di reati nei confronti degli animali sono diminuite, che potrebbe far pensare ad un miglioramento della situazione, i maltrattamenti non lo sono affatto.

L’analisi dei crimini contro gli animali consumati in Italia, evidenzia che ogni 58 minuti è stato aperto un fascicolo giudiziario per reati a danno di animali e che ogni giorno si contano in media 25 fascicoli e circa 14 indagati, uno ogni 103 minuti.

Il reato più contestato è quello di uccisione di animali, con 2.785 procedimenti (432 noti e 2.353 ignoti), pari al 36 per cento del totale dei procedimenti per crimini contro gli animali (7.708 con 557 indagati) registrati presso le procure che hanno risposto (129).

Inoltre, per la prima volta da quando viene redatto il report, nel 2020 il reato di uccisione supera quello di maltrattamento. Per quel che riguarda gli altri reati a danno degli animali, nell’elenco del rapporto Zoomafia troviamo: reati venatori, abbandono o detenzione di animali in condizioni incompatibili con la loro natura, uccisione di animali altrui, traffico di cuccioli, organizzazione di combattimenti tra animali e competizioni non autorizzate, spettacoli e manifestazioni vietati.

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Simona Sirianni
Giornalista
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