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9 Novembre 2022
11:32

I fratelli Bianchi indagati per maltrattamento di animali

A pochi mesi dalla condanna all’ergastolo per l’omicidio di Willy Monteiro Duarte, i fratelli Gabriele e Marco Bianchi sono stati indagati per maltrattamento e uccisione di animali.

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A pochi mesi dalla condanna all’ergastolo per l’omicidio di Willy Monteiro Duarte, il giovane cuoco di Paliano ucciso a calci e pugni nel centro di Colleferro, Comune del Frusinate, la notte tra il 5 e il 6 settembre del 2020, i fratelli Gabriele e Marco Bianchi sono stati indagati per maltrattamento e uccisione di animali.

La procura di Velletri, concluse le indagini preliminari, ha notificato al 21enne e al 23enne di Artena il provvedimento nei giorni scorsi, includendo anche il padre Ruggiero e due amici dei “gemelli” (così venivano ribattezzati). Al centro dell’inchiesta ci sono i video trovati sugli smartphone dei Bianchi, filmati in cui li si vede accanirsi su pecore e uccelli, torturandoli e uccidendoli. Per i pm i due fratelli, appassionati di arti marziali miste e picchiatori senza scrupoli che si sono accaniti con tutte le loro forze sul 19enne Willy sino a ucciderlo, «si stavano allenando a uccidere». E per farlo prendevano di mira creature più fragili e deboli su cui sfogare tutta la brutalità e vantarsene poi con gli amici in chat: «Possiamo immaginare – scriveranno poi i carabinieri osservando i filmati- quanto quei colpi possano essere devastanti se inferti su una persona non strutturata fisicamente come poteva essere il giovane Willy».

I filmati erano stati scoperti nel corso delle indagini sulla morte di Willy, e avevano spinto la Animalisti Italiani, Lav e la Lega Nazionale per la Difesa del Cane a denunciare i due fratelli per maltrattamento di animali. Le associazioni avevano invitato i pm a rinviarli a giudizio, rilanciando l’appello a inasprire le pene per questa tipologia di reati, a oggi puniti con la reclusione da tre mesi a diciotto mesi o con la multa da 5.000 a 30.000 euro (i maltrattamenti) o con la reclusione da quattro mesi a due anni (l’uccisione). E adesso la procura di Velletri ha deciso di dare seguito alla richiesta: i video sono due, uno risalente al 2017 e uno del 2019, e riprendono i fratelli picchiare brutalmente un uccello e una pecora, usando poi un fucile – registrato a nome del padre Ruggiero – per ucciderli.

Immagini che agli inquirenti sono apparse da subito inquietanti, dimostrazioni di un’indole violenta, a stento tenuta a bada e a volte sfogata sugli animali. Comportamenti che rientrano a pieno titolo nella casistica analizzata dalla zooantropologia della devianza, una disciplina relativamente recente che sfrutta nozioni di criminologia, psicologia, sociologia della devianza, veterinaria forense ed etologia per studiare proprio il fenomeno dei maltrattamenti sugli animali.

Numerosi studi hanno confermato la relazione esistente tra la violenza sugli animali e quella sugli essere umani, il cosiddetto “link”. In Italia una delle voci più autorevoli nel capo della zooantropologia della devianza è Francesca Sorcinelli, fondatrice e presidente di Link-Italia, che con la sua associazione si batte anche per vedere riconosciuti i diritti degli animali a livello sociale e giuridico. Sorcinelli ha firmato numerose ricerche e studi che analizzano la correlazione tra violenza sugli animali e sulle persone, identificando il maltrattamento e l’uccisione degli animali come «sintomo di una situazione esistenziale patogena ed efficiente indicatore di pericolosità sociale».

Un campanello d'allarme, una spia che andrebbe tenuta altamente in considerazione sia dalle forze dell'ordine sia dall'autorità giudiziaria nel corso delle indagini, approfondendo episodi che riguardano torture, sevizie, maltrattamenti e uccisioni di animali: «La mancanza per lungo tempo dello studio scientifico del link nel nostro paese ha portato ad una diffusa non conoscenza e/o estrema sottovalutazione della pericolosità sociale del maltrattatore e/o uccisore di animali – ha spiegato Sorcinelli – In alcuni casi l’orizzonte di senso comune è addirittura gravemente dissociato dalla realtà tanto che gli addetti ai lavori paradossalmente rassicurano le donne che denunciano aggressioni agli animali domestici da parte dei partner violenti. Nei contesti familiari dove il partner agisce minacce o atti violenti nei confronti degli animali i dati scientifici rilevano che le donne e i minori sono anch’essi esposti  a tali atti 7,6 volte in più dei contesti  in cui gli animali non vengono né aggrediti né minacciati».

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Andrea Barsanti
Giornalista
Sono nata in Liguria nel 1984, da qualche anno vivo a Roma. Giornalista dal 2012, grazie a Kodami l'amore per gli animali è diventato un lavoro attraverso cui provo a fare la differenza. A ricordarmelo anche Supplì, il gatto con cui condivido la vita. Nel tempo libero tanti libri, qualche viaggio e una continua scoperta di ciò che mi circonda.
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