In un terreno privato di quel di Taranto, è nata un'amicizia davvero singolare, quella tra Andrea e Tika, una femmina di gheppio: «Lei presenta una caratteristica molto particolare – ha raccontato Andrea a Kodami -, ovvero non è più in grado, a causa di un problema all'ala, di praticare la tecnica dello spirito santo, una tecnica molto utilizzata dai gheppi durante la caccia». Andrea, che di professione fa l'avvocato, è anche un appassionato di fotografia. E proprio nel terreno di famiglia, a stretto contatto con la natura, ha sviluppato fin da piccolo una grande curiosità per gli animali.

Si è dedicato, infatti, alla loro documentazione, condividendo sui social gli scatti degli esemplari più affascinanti che popolano questo piccolo pezzo di terra. Tra tutti, Tika è l'animale che ha maggiormente conquistato l'attenzione di Andrea: «La nostra amicizia ha avuto inizio qui, nel terreno di famiglia, su un palo dove lei trascorre ore e ore – ha spiegato Andrea -, anche a una notevole vicinanza da me». Tika è un gheppio inanellato con anello Ispra (vi avevamo già raccontato in cosa consiste la tecnica dell'inanellamento) e il suo nome, come ci ha spiegato Andrea, deriva proprio dalle iniziali del suo anello: ovvero, TK.

In questo lasso di tempo, Andrea ha avuto modo di osservare le abitudini e i comportamenti di Tika, che, metro dopo metro, ha iniziato a mostrare sempre più fiducia nei suoi confronti. Un’amicizia unica, perché Andrea è il solo umano da cui Tika si lascia avvicinare, nel rispetto degli gli spazi che bisogna sempre lasciare a ogni animale selvatico: «Le ore trascorse insieme hanno fatto sì che questa confidenza possa valere esclusivamente nei miei confronti – ha affermato Andrea -, perché più persone hanno provato ad avvicinarsi a lei, ma nessuna è riuscita a raggiungere la distanza così breve che ci può separare».

Un rapporto di fiducia che si è consolidato nel tempo e che li ha visti protagonisti di episodi davvero particolari. Un giorno, ci ha raccontato Andrea, Tika aveva avuto difficoltà a cacciare, non riuscendo a spostare un pullo di piccione che aveva predato: «Istintivamente avevo la voglia di salvare quel pullo, lei mi ha visto arrivare molto velocemente e si è spaventata, mentre il povero pullo mi è morto tra le mani. Mi resi conto che non avevo ottenuto nulla, lei aveva ancora fame e quel pullo era morto. Decisi allora di alzarlo in maniera evidente verso di lei e posizionarglielo in un punto ben preciso. Tika si è avvicinata e ha iniziato a mangiare la sua preda vicinissima a me, senza timore».

Tika ormai «fa parte della quotidianità» di Andrea, consapevole che un giorno potrebbe non più rivedere la sua amica: «Vedere un giorno quel palo, senza di lei, per me sarà un motivo di dispiacere. Ma alla fine Tika è figlia dell’aria, e per questa ragione so che prima o poi andrà via. Ma ci sarà un posto dove lei resterà per sempre e quel posto è il mio cuore».