Membro del Comitato Scientifico di kodami
Etologa

Con la bella stagione la natura si risveglia: molti animali, umani e non umani, escono dal caldo delle rispettive tane e i boschi si ripopolano. Aumenta così la possibilità, nel corso di un’amena passeggiata, di incontrare qualche specie selvatica. Può trattarsi di un gufo, di un pettirosso o di un riccio. Altre volte, invece, davanti a noi potrebbe comparire un orso, un lupo, una volpe o, se siamo sulle Alpi, persino una lince. Che si fa in questi casi? Gli incidenti, in tali circostanze, sono davvero rari. Tuttavia, è possibile scongiurali del tutto, seguendo poche regole di base. Ecco un breve vademecum per imparare a gestire, o, meglio ancora, a evitare, incontri certamente emozionanti, ma che potrebbero avere spiacevoli conseguenze.

Prevenire gli incontri con animali selvatici

“Prevenire è meglio che curare”, recitava un vecchio, ma sempre utile, slogan pubblicitario. Quando si intende esplorare un’area nuova, dunque, è bene informarsi prima, facendo qualche ricerca sulle specie che la abitano, e sulle loro abitudini. Generalmente, si tratta di animali timidi e schivi, che, accorgendosi di noi, si allontanano cercando di non dare nell’occhio.

Un’altra regola fondamentale è evitare di lasciare a disposizione il nostro cibo. Come abbiamo già avuto modo di spiegare, alimentare la fauna selvatica non è quasi mai una buona idea e uno dei motivi è proprio l’aumentato rischio di incontri ravvicinati. Non dimenticate che non solo i lupi, ma anche gli orsi bruni, sono dotati di un ottimo olfatto e poi hanno gusti decisamente onnivori. Sono ghiotti del nostro cibo e sono molto abili nel rintracciarlo.

Regola numero uno: rimanere lontani

Se proprio capita di trovarsi davanti a uno di questi esemplari la prima regola è, senza dubbio, dare molto spazio all’animale. Ma come sappiamo se la distanza è sufficiente? In linea di massima, se la nostra presenza provoca una reazione nell’animale vuol dir che siamo già troppo vicini. Un centinaio di metri è considerata una buona distanza da lasciare tra noi e un grande predatore. La regola dello spazio, comunque, vale pure per gli ungulati selvatici: anche un cervo, infatti, può reagire in modo aggressivo nei confronti nostri o dei nostri cani. È un’evenienza che si può verificare se incontriamo una femmina coi piccoli, o un maschio in pieno corteggiamento. In questo caso, a 30 metri ci si può ragionevolmente sentire tranquilli.

Se l'animale è lontano, è bene rimanere calmi e in silenzio

Se si avvista un animale selvatico, è importante rimanere in silenzio e osservarlo senza arrecare disturbo, finché non si sarà allontanato. A quel punto, non si dovrà assolutamente seguirlo. Rimanere composti può essere difficile se davanti ai nostri occhi si palesa un "simpatico" gruppetto di cuccioli: a maggior ragione, però, sarà necessario mantenere il controllo e la discrezione poc’anzi descritti, perché la loro madre è certamente vicina, e non sarebbe per nulla felice di trovarci vicino a loro.

Che fare, invece, se sì è già vicini?

Nella sventurata ipotesi in cui ci si ritrovi, all’improvviso, molto vicini a un lupo, a un orso, o a una volpe, non bisogna assolutamente urlare né scappare, o tentare di arrampicarsi su un albero. L’ideale è parlare pacatamente, per farsi riconoscere (come si è detto, la fauna selvatica, se può, è portata ad evitarci). Se l’animale rimane fermo, allora ci si può allontanare con calma, indietreggiando o spostandosi lateralmente.

Non sempre le dimensioni contano

Anche se a far più paura sono sempre i grandi predatori, anche i piccoli mammiferi possono rappresentare un rischio. Per quanto rari, anche in Italia sono riportati casi di morsi di animali selvatici di piccole dimensioni, e apparentemente innocui, come gli scoiattoli, che possono sempre essere fonte potenziale di malattie.