Per una volta, questa volta e per ogni fine dell'anno in cui continueremo a sparare i botti, che ben venga una visione antropocentrica per comprendere cosa prova un animale nel momento in cui la nostra specie festeggia allegramente il Capodanno.

"Botti: la trincea di Capodanno… nella sua pelle" è il video realizzato da Aniello Ferrone, video production coordinator di Ciaopeople, e dal suo team. E' un pugno nello stomaco, semplicemente. Espressione che subito chiarisce, del resto, il senso stesso dell'opera: far provare davvero, fisicamente, il dolore e la pena che causiamo a un cane, un gatto o a un qualsiasi altro animale mentre noi ci lasciamo andare alla spensieratezza di una notte in cui pretendiamo di lasciar andare il vecchio e aprirci al nuovo.

Dopo aver alzato i calici, infatti, diventiamo attori/spettatori di fuochi e fiamme nel cielo, trasformandoci in realtà in artefici di sofferenza altrui, mentre accendiamo micce che incendiano e devastano l'anima di altri esseri viventi, specie selvatiche incluse, verso un destino di pochi minuti che può anche portarli alla morte.

L'anno scorso su Kodami e in giro per la Rete abbiamo voluto diffondere la saggezza dei bambini attraverso il video "Gli effetti dei botti sugli animali". Il loro messaggio ha fatto da cassa di risonanza del silenzio che dovrebbe calare la notte di Capodanno per rispetto di chi abita questo Pianeta insieme a noi.

Questa volta invece abbiamo scelto di non usare parole, ma rivolgerci all'interiorità e invitare le persone a sentire il battito del cuore che aumenta sempre di più. A percepire il tremito del corpo che diventa irrefrenabile e la saliva che cade dalla bocca senza sosta. A entrare nella pelle di chi non può frenare un terrore vacuo che non concede ristoro nemmeno attraverso il contatto di chi ci vuole bene.

Il corpo di Vincenzo De Rosa, performer e ballerino della Dresden Frankfurt Dance Company, si è così generosamente offerto per dare vita all'espressione simbolica di un dolore che non viene vegliato, proprio in quella notte di Capodanno che è caratterizzata da quell'accrescitivo – Veglione – che sottolinea la nostra necessità di rimanere all'erta mentre si compie il "moto di rivoluzione", il passaggio della Terra intorno al Sole.

E la veglia e la rivoluzione, appunto, dovremmo farle per riflettere e cambiare questo costume culturale che veste la nostra specie.

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Gli effetti dei botti sugli animali

  1. Non solo quelli che vivono con noi ma tutti gli animali, anche le specie che abitano nelle aree limitrofe alle città e quelle selvatiche, subiscono stress e spavento a causa dei botti. Si stima che ogni anno in Italia almeno 5000 animali muoiano a causa dei botti di fine anno. Circa l’80% sono animali selvatici, soprattutto uccelli che spaventati perdono il senso dell’orientamento. Altri abbandonano il loro giaciglio invernale (alberi, siepi e tetti delle case), vagano al buio anche per chilometri e non trovando altro rifugio muoiono per il freddo a causa dell’improvviso dispendio energetico a cui sono costretti in una stagione caratterizzata dalla scarsità di cibo che ne riduce l’autonomia. Fonte WWF, 2019
  2. Gli effetti più noti causati dai botti di Capodanno sono:
    – Tremori;
    – vocalizzazioni;
    – senso di disorientamento e perdita dell’orientamento;
    – attacchi di panico;
    – aggressività;
    – urinazione e defecazione incontrollata;
    – peggioramento stati epilettici con nuove crisi;
    – peggioramento cardiaco in stati patologici;
    – aumento della frequenza del respiro e respirazione a bocca aperta;
    – vomito e inappetenza.

“Negli animali degli allevamenti come mucche, cavalli e conigli, le conseguenze delle esplosioni possono provocare nelle femmine gravide addirittura l’aborto da trauma da spavento”. Fonte: WWF, 2019

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