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18 Giugno 2021
13:00

Scoperta una grande estinzione di squali avvenuta nel Miocene

Un articolo pubblicato recentemente su Science dimostra che gli squali hanno avuto un declino del numero di specie di ben il 70% e del 90% della popolazione mondiale. Non si conoscono ancora le cause di questa grande estinzione, ma ciò ci dimostra che sono più fragili di quel che eravamo portati a pensare.

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Gli squali vivono su questo pianeta, nuotando come grandi predatori negli oceani, da ben oltre 400 milioni di anni. Un tempo piuttosto lungo durante il quale sono riusciti anche a superare la più famosa estinzione di massa avvenuta circa 66 milioni di anni fa, che ha causato la scomparsa di solo il 30% degli squali. Ma quanto è cambiata l'abbondanza e la diversità di queste specie nel corso del tempo? Sono davvero così "invincibili"? A fare un'incredibile scoperta è stato un team di ricercatori composto da Elizabeth C. Sibert dell'Università di Yale e Leah D. Rubin del College of the Atlantic a Bar Harbor. In un articolo recentemente pubblicato su Science hanno infatti rivelato che c'è stata un'altra estinzione di massa che ha coinvolto presumibilmente solo gli squali, avvenuta circa 19 milioni di anni fa, all'inizio del Miocene e che ne ha ridotto la diversità delle specie di circa il 70%.

La scoperta: una nuova estinzione di massa

Le ricercatrici stavano studiando i sedimenti marini dell'Oceano Pacifico, in realtà per tutt'altro motivo: volevano infatti vedere come variava l'abbondanza di pesci e squali nel corso di 85 milioni di anni. Durante gli studi si sono però imbattute in alcuni resti fossili di squali, come denti e dentelli dermici, ossia le squame che ricoprono il loro corpo. Si sono accorte però, con grande sorpresa, che dagli strati di sedimento corrispondenti a circa 19 milioni di anni fa, questi resti fossili diminuivano fortemente. Cos'era potuto succedere?

Per capirlo le ricercatrici hanno cominciato a catalogare i reperti trovati, dividendoli in gruppi diversi rispetto alla forma e i bordi, così da poter fare una stima delle specie presenti allora. Fino allo strato di sedimento corrispondente a 19 milioni di anni fa i gruppi catalogati erano 88, ma da quel momento in poi c'è stato un grande stravolgimento: i resti infatti corrispondevano solo a nove gruppi diversi. Non c'era più alcun dubbio: qualcosa, 19 mila anni fa, deve essere per forza successo e ha portato a una riduzione dell'abbondanza e della diversità degli squali. Secondo la stima delle ricercatrici si sono estinte ben il 70% delle specie con un declino del 90% della popolazione totale.

Sconosciuta la causa dell'estinzione

Ancora non si sa qual è la causa della decimazione degli squali avvenuta nel Miocene, ma, secondo le ricercatrici, non è riconducibile a fattori climatici o ambientali. Inoltre quest'evento potrebbe essere stato "una disgrazia" per gli squali, ma un gran fortuna per molte altre specie: milioni di anni dopo infatti molti animali come balene, uccelli marini e tonni hanno cominciato a prosperare creando tutta la diversità che conosciamo oggi. Per gli squali però questa scoperta non è di certo una buona notizia e ci dimostra che sono probabilmente molto più fragili e vulnerabili di quello che eravamo portati a pensare. L'attuale popolazione è infatti in declino: dal 1970 il numero totale di squale e razze è calato drasticamente del 70% a causa principalmente della pesca eccessiva. Purtroppo possiamo solo immaginare ad oggi quante forme diverse di squali potessero esistere prima del Miocene, circa 20.000 anni fa.  Gli squali hanno inoltre un ruolo fondamentale nel regolare gli equilibri dell’ecosistema marino. Essendo predatori apicali, la loro scomparsa porterebbe portare a un effetto domino su tutto il sistema, facendo crescere in eccesso il numero dei pesci di cui si nutrono e di conseguenza portando a una diminuzione dei pesci erbivori prede di questi ultimi. Infine la vegetazione degli oceani potrebbe crescere a dismisura modificando così tutti gli equilibri.

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