28 Dicembre 2022
10:13

Uno sciacallo dorato è stato investito alle porte di Udine

Un sciacallo dorato è stato trovato morto in tangenziale alle porte di Udine. In FVG la specie è in continua crescita ed è a tutti gli effetti un fenomeno nuovo e di enorme importanza dal punto di vista scientifico e conservazionistico.

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Nella mattinata del 26 dicembre, il personale del servizio di vigilanza e recupero della Federazione Cacciatori FVG ha recuperato il corpo di uno sciacallo dorato che è stato molto probabilmente investito e ucciso da un'auto sulla tangenziale ovest di Udine. La segnalazione era partita da un automobilista di passaggio, che aveva avvistato quello che sembrava essere un cane morto ai lati della carreggiata. Ma appena giunta sul posto, la pattuglia si è invece accorta che si trattava di un esemplare maschio adulto di sciacallo dorato, ormai presenza fissa in Friuli-Venezia Giulia, vera roccaforte della specie in Italia.

Arrivato per la prima volta dai Balcani e dall'Europa orientale negli anni 80, lo sciacallo dorato (Canis aureus) sta vivendo una rapidissima espansione a partire proprio dalle regioni del nord-est, che lo ha portato in pochissimi anni a stabilirsi e ad essere avvistato in quasi tutte le regioni settentrionali, a Sud del Po e recentemente anche in Toscana e persino in Lazio. Fino a una decina d'anni fa, infatti, in il FVG contava pochissimi esemplari, ma grazie all'estrema adattabilità della specie e ai nuovi arrivi da Ungheria, Croazia e Slovenia, la popolazione è cresciuta ed ora è piuttosto abbondante.

Stando alle stime più recenti, in Italia settentrionale sono presenti circa 50 nuclei riproduttivi, mentre una prudente stima totale degli esemplari si aggira intorno ai 250/300, a cui vanno sommati anche i circa 50 giovani maschi in dispersione e in cerca di nuovi territori. Di recente, un nuovo gruppo riproduttivo è stato avvistato in Val di Fiemme, in Trentino, mentre una fototrappola è riuscita a catturare i suggestivi ululati dei canidi che rispondono al suono delle campane a Domegge di Cadore, in Veneto, pochi giorni prima di Natale.

Finora, però, gli avvistamenti nei pressi degli insediamenti urbani come questo erano stati piuttosto isolati, anche perché lo sciacallo è una specie decisamente timida e schiva. Vive in gruppi familiari composti, generalmente, dai due individui adulti e dai loro cuccioli, che vengono allevati talvolta anche da una helper, ovvero una femmina nata l'anno prima e che aiuta i genitori a crescere i fratelli e le sorelle. Tuttavia, come hanno imparato ormai da tempo volpi e lupi, anche questi canidi opportunisti si faranno vedere sempre più spesso in città, dove possono trovare facilmente riparo e cibo a volontà.

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Non c'è però nulla di cui aver paura, nemmeno per gli allevatori. Gli sciacalli non attaccano il bestiame e gli altri animali d'allevamento e fortunatamente questo li tiene al sicuro da persecuzioni e conflitti con gli esseri umani che abitano queste zone. Ciò a cui stiamo assistendo, comunque, è a tutti gli effetti un fenomeno nuovo e di enorme importanza dal punto di vista scientifico e conservazionistico, poiché in Italia non esiste alcun reperto fossile o sub fossile che riguardi lo sciacallo dorato e ciò significa che la sua diffusione nella Penisola non ha precedenti ed è, da un po' di anni, uno dei casi zoologici più interessanti e affascinanti del nostro Paese.

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Salvatore Ferraro
Redattore
Naturalista e ornitologo di formazione, sin da bambino, prima ancora di imparare a leggere e scrivere, il mio più grande sogno è sempre stato quello di conoscere tutto sugli animali e il loro comportamento. Col tempo mi sono specializzato nello studio degli uccelli sul campo e, parallelamente, nell'educazione ambientale. Alla base del mio interesse per le scienze naturali, oltre a una profonda e sincera vocazione, c'è la voglia di mettere a disposizione quello che ho imparato, provando a comunicare e a trasmettere i valori in cui credo e per i quali combatto ogni giorno: la conservazione della natura e la salvaguardia del nostro Pianeta e di chiunque vi abiti.
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