È piuttosto comune il pensiero che l'uomo tenda a dare maggior valore agli individui della stessa specie piuttosto che a quelli di una specie diversa. In fondo, da un punto di vista prettamente biologico ed esente da giudizio, è anche sensato: ogni specie tende infatti alla sopravvivenza della specie stessa e quindi ha un maggior vantaggio, sempre da un punto di vista biologico, a prendersi cura e prestare più attenzione ai propri simili.

Questa preferenza dell'uomo per l'uomo, rispetto ad altri animali, è definita dai filosofi come specismo e fa sì che inquadriamo gli altri animali con un pregiudizio, lo stesso che può poi dare origine al razzismo o al sessismo. Un team di ricercatori si è chiesto se lo specismo è una caratteristica innata nell'uomo o se invece è dovuto a fattori socio-culturali e quindi emerge con l'età. A tal proposito ha presentato una serie di dilemmi morali, del tipo "salveresti una persona o dieci cani", a un gruppo di bambini e adulti per valutare come variavano le risposte rispetto all'età degli individui. La ricerca è stata recentemente pubblicata su Psychological Science.

Il dilemma morale: salvare un uomo o più animali?

Per valutare il valore morale che la nostra specie conferisce all'uomo o agli altri animali, i ricercatori hanno ideato un dilemma morale. Il dilemma era più o meno questo: immaginate due barche, sui cui vi sono un certo numero di passeggeri, che stanno affondando. Su una ci sono un numero variabile di 1, 2, 10 o 100 esseri umani, sull'altra lo stesso numero o un numero maggiore o minore di cani o maiali, due specie domestiche con cui siamo piuttosto confidenti, in particolar modo con i primi. Chi salvereste?

Il questionario è stato posto a due gruppi di persone divise per età: un gruppo composto da 249 bambini dai 5 ai 9 anni e un gruppo di 224 adulti. Successivamente i ricercatori hanno chiesto a un numero più piccolo di partecipanti di rispondere alla stessa domanda ma non in prima persona. In poche parole, hanno introdotto il personaggio di Mr.X, che fa sempre la scelta giusta, chiedendo cosa farebbe lui in quella situazione. In questo modo, hanno potuto verificare cosa è moralmente giusto per i partecipanti, a prescindere dalle preferenze individuali.

Il team ha poi analizzato le risposte per vedere se c'era una differenza significativa nel valore morale che piccoli e adulti associavano alle diverse specie. I risultati sono stati molto interessanti: i bambini infatti tendevano a scegliere più frequentemente di salvare un numero alto di cani o maiali rispetto ad un solo essere umano, arrivando ad equiparare la vita di un cane con quella di una persona. Gli adulti invece si sono dimostrati molto più specisti, preferendo sacrificare anche molti animali per salvare un singolo essere umano.

I bambini sono meno specisti degli adulti

Questa ricerca è la prima che analizza direttamente come varia la priorità che bambini e adulti conferiscono agli esseri umani rispetto agli altri animali attraverso dei dilemmi morali. I bambini hanno mostrato una minor tendenza a preferire gli umani rispetto ai cani e i maiali rispetto agli adulti sia nel primo test, quindi secondo le loro convinzioni, che nel secondo, secondo ciò che è moralmente corretto.

Negli scenari ipotetici in cui dovevano scegliere se salvare un uomo sulla barca o un cane, molti preferivano il cane. Ciò dimostra che lo specismo non è qualcosa di innato nell'uomo ma che, più probabilmente, si sviluppa con l'età attraverso l'acquisizione di alcuni fattori socio-culturali. I bambini ad esempio, suggeriscono i ricercatori, potrebbero apprendere durante l'adolescenza l'idea che gli esseri umani sono moralmente speciali e meritano quindi un valore in più.

Il rapporto tra cultura e evoluzione nell'essere umano è stato al centro della puntata di MeetKodami, il nostro format di video interviste, con Telmo Pievani in cui l'evoluzionista spiega proprio come e quanto la prima ha inciso sulla seconda nella nostra specie:

I bambini crescendo, anche attraverso la conoscenza degli allevamenti per la produzione della carne o della sperimentazione animale, potrebbero interiorizzare un'idea più specista in cui sono appunto gli esseri umani ad essere giudicati più importanti rispetto alle altre specie. Ciò dovuto probabilmente anche all'attribuzione di capacità cognitive più complesse.

L'idea di uno specismo acquisito è inoltre anche in linea con le diverse culture, come alcune che considerano le mucche sacre, mentre altre mangiano addirittura i cani.

Infine, dallo studio è emerso che gli adulti più anziani hanno una maggiore tendenza a scegliere l'uomo nel dilemma morale rispetto a quelli più giovani. Ulteriori studi potranno verificare se questa differenza nelle risposte è presente anche in individui con diversi background, con dilemmi morali più reali e meno ipotetici, e in contesti dove ad esempio il vegetarianesimo è la norma.

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