Il Comune di Catania ha negli ultimi mesi promosso un progetto con l'obiettivo di aumentare il numero di adozioni presso i canili convenzionati con il comune siciliano: «É possibile individuare il cane, sceglierlo in foto e adottarlo in tempi brevissimi attraverso una semplice procedura digitale», si legge sul sito web di riferimento dove una lista di cani, accompagnata unicamente dall'informazione riguardo l'età, fa pensare ad un catalogo da cui scegliere un prodotto, piuttosto che un essere vivente dotato di personalità.

L'Assessore Cristaldi: «superficialità nella presentazione ma agiamo con perizia»

Questa presentazione ha suscitato molti dubbi nel mondo della cinofilia, dove da anni si lavora per trasmettere l'abitudine ad una adozione consapevole, non guidata dall'emotività e dalla fretta, ma piuttosto dalla conoscenza reciproca delle proprie caratteristiche e di quelle del cane che abbiamo di fronte. Una scelta in linea con i propri stili di vita e le esperienze che si vivranno insieme, guidati da esperti, in grado riconoscere variabili relazionali che difficilmente si possono dedurre da una foto, come accade sul sito del comune di Catania.

L'assessore alla tutela e benessere degli animali Michele Cristaldi spiega a Kodami l'accaduto: «Il nostro intento, tramite questo progetto è quello di abituare i cittadini ad adottare in canile. Molto probabilmente siamo stati carenti nella comunicazione e abbiamo avuto qualche eccesso di superficialità sulla presentazione, ma questo non significa che ci muoviamo senza l'adeguata perizia. Mi sento di affermare con sicurezza che non appena possibile risolveremo il problema, aggiungendo le informazioni sulla personalità dei cani secondo quanto ci verrà detto dagli educatori delle strutture cui ci appoggiamo».

Il Sindaco e l'Assessore Cristaldi: «Le adozioni non avvengono tramite il web»

Anche secondo il Sindaco di Catania Salvatore Pogliese a cui Kodami ha chiesto spiegazioni riguardo il reale funzionamento del progetto, le adozioni vengono effettuate con attenzione e i cani, in realtà, non vengono scelti unicamente dalla foto: «L'aspirante adottante si mette in contatto con l'ufficio tutela e benessere animali e concorda la visita sul posto per vedere il cane, accedere a un incontro conoscitivo e avere tutte le informazioni relative alla personalità dell'animale. Seguiranno tutti i passi di una adozione responsabile». Della stessa idea anche l'Assessore Cristaldi, il quale conferma le parole di Pogliese: «Siamo consapevoli della delicatezza e dell'attenzione di cui necessita un'adozione. Chi ha scritto il testo del progetto, molto probabilmente non lo conosce bene come lo conosco io e questo ha generato il malinteso che ha attirato l'attenzione di molti educatori ed istruttori cinofili negli ultimi mesi».

Secondo Cristaldi, inoltre, il progetto è solo l'inizio di un percorso: «Il nostro territorio ha bisogno di fare enormi passi avanti, bisogna iniziare dalle fondamenta e, in questo caso, abbiamo deciso di iniziare abituando i cittadini ad adottare presso i canili. Proprio in questi giorni, peró, stiamo promuovendo anche la "Catania Dog Card": Tutti i cittadini che adotteranno un cane che da almeno 3 mesi è ospite delle strutture convenzionate, avranno diritto, grazie alla Card, ad una serie di sconti presso alcuni negozi per animali e alcune compagnie assicurative. Il progetto vuole aiutare ad adottare anche chi fino ad ora non lo ha fatto perché preoccupato per la spesa che questo comporta».

La parola a chi lavora sul territorio: «Non siamo mai stati contattati dal comune»

Biagio Giuffrida, responsabile del Centro Cinofilo La Porziuncola di Pedara, a pochi chilometri dal capoluogo, da anni si occupa di adozioni e non è d'accordo con quanto affermato dal Sindaco e dall'assessore riguardo le modalità d'adozione: «Anche noi teniamo a dimora alcuni cani del Comune di Catania e mesi fa ci eravamo proposti per collaborare con il Comune in questo progetto e proporre percorsi a chi volesse adottare presso la nostra struttura, ma non siamo mai stati contattati. Da anni offriamo percorsi di pre affido alle famiglie che adottano da noi e, a quanto so, siamo gli unici in zona a svolgere questo lavoro. Temo che l'Assessore, magari in buona fede, si faccia consigliare da gente poco esperta in questo settore, rischiando così, magari anche senza accorgersene, di dare un servizio non in linea con il benessere degli animali». Secondo Giuffida quindi, c'è ancora molto da fare affinché il progetto sia soddisfacente e tuteli davvero il benessere dei cani e delle famiglie adottanti: «Non è sufficiente valutare le condizioni dell'abitazione dell'adottante per poter dire di svolgere un incontro pre affido e lo sanno bene altri comuni più piccoli, dove viene svolto un lavoro più approfondito di quello che svolge il capoluogo».

La complessa realtà di Catania: mancanza di microchip, randagismo, abbandoni

La realtà di Catania risulta quindi intricata e il progetto promosso dal comune, in questo contesto, rappresenta una goccia in un mare di fenomeni complessi: «Ciò di cui avrebbe davvero bisogno il nostro territorio – conclude Giuffrida – è un progetto di sterilizzazione dei cani randagi, perché se non agiamo in questa direzione, indubbiamente i cani di strada continueranno ad aumentare di numero». Anche l'Assessore Cristaldi è d'accordo su questo fatto: «Al momento le strutture con cui collaboriamo ospitano 1291 cani e la gestione di questi numeri ci porta ad una spesa annua di circa 2 milioni di euro. Il nostro progetto ha indubbiamente dei problemi dal punto di vista comunicativo, ma l'obiettivo è quello ridurre le spese, in modo da investire maggiormente sulla grave situazione del randagismo, il quale continuerà ad esistere finché vi saranno abbandoni e non vi sarà un cambio di mentalità».