Un tempo i rari delfini d'acqua dolce del bacino del Rio delle Amazzoni venivano perseguitati dai pescatori locali, perché considerati una seria minaccia per la pesca. Ora grazie a un ambizioso progetto realizzato dalla ONG Faunagua e dal WWF in Bolivia, i pescatori e i ricercatori lavorano fianco a fianco per provare a salvare questa specie dall'estinzione. Nel tentativo di comprendere meglio l'ecologia e il comportamento dell'elusivo delfino di fiume, gli scienziati hanno marcato altri quattro esemplari nel fiume Ichilo, in Bolivia. In questo modo, grazie alla tecnologia satellitare, i pescatori potranno rintracciare i delfini utilizzando un'app per smartphone e segnalare così la loro posizione. Un progetto che Faunagua porta avanti da anni assieme ai pescatori boliviani.

Il raro delfino rosa di fiume

Il monitoraggio dei delfini di fiume attraverso i satelliti

Il raro delfino di fiume boliviano, conosciuto anche come inia, boto, bufeo o delfino rosa, è una delle poche specie di cetacei completamente adattate alla vita d'acqua dolce. Un tempo considerato una sottospecie del delfino di fiume del Rio delle Amazzoni (Inia geoffrensis), viene oggi considerato da molti una specie separata, l'Inia boliviensis. Il colore rosa, più evidente nei maschi, è la caratteristica principale di questa specie, che è considerata il più grande delfino d'acqua dolce al mondo. Nonostante esista un forte interesse attorno a questi delfini si conosce ancora molto poco sulle loro abitudini e sui loro movimenti. Come spesso accade però in zoologia, proprio le popolazioni locali e i pescatori che un tempo davano loro la caccia, sono paradossalmente quelli che li conoscono meglio e che potranno ora offrire preziose informazioni su questi cetacei.

Chi meglio dei pescatori che da sempre vivono lungo il fiume può sapere cosa mangiano, fin dove migrano e soprattutto quali minacce devono affrontare i delfini di fiume? Questo importante progetto offrirà quindi una nuova prospettiva alle popolazioni locali su una specie a lunga perseguitata e che rischia seriamente di estinguersi nei prossimi decenni. La IUCN, che considera ancora il delfino di fiume boliviano una sottospecie di Inia geoffrensis, la inserita infatti nella categoria In pericolo della sua Lista Rossa delle specie Minacciate. Catture accidentali, dighe, inquinamento, deforestazione e soprattutto l'utilizzo della carne di delfino come esca sono infatti le cause principali dietro il costante declino di questi animali.

La strada è quella giusta

Nell'Amazzonia boliviana, negli ultimi anni, è cresciuta enormemente la pesca al Calophysus macropterus, un pesce gatto conosciuto localmente come blanquillo. Si tratta di una specie carnivora che si nutre principalmente di altri pesci morti. È un specie ittica molto abbondante e soprattutto economica, per questo la sua richiesta sul mercato è aumentata rapidamente. Per catturarli i pescatori utilizzano carne di rettili, capibara e delfini di fiume. Fortunatamente in Bolivia questo tipo di pesa non ha ancora raggiunto le dimensioni che ha invece in Colombia e Brasile, dove rappresenta la minaccia principale per la specie gemella, l'Inia geoffrensis. Ma è un'attività in forte crescita ed è per questo saranno fondamentali le campagne di prevenzione, educazione ambientale e monitoraggio assieme ai pescatori e alle popolazioni locali.

La conservazione delle specie rare e in via di estinzione deve necessariamente passare attraverso il coinvolgimento delle realtà locali, che per troppo tempo in passato sono state escluse dai programmi di conservazione. Quella che per molti è considerata una forma di colonialismo della conservazione è stato spesso il principale fattore limitante per la salvaguardia di molte specie animali. La biodiversità e le risorse naturali non possono essere protette a discapito di chi vive e dipende da questi ecosistemi. Il progetto congiunto tra Faunagua, WWF e pescatori sul monitoraggio dei delfini e sulla ricerca di una pesca sempre più sostenibile, rappresenta quindi un importante e incisivo passo in avanti. Solo coinvolgendo tutte le parti in causa e aiutando le popolazioni locali possiamo sperare di salvare i delfini di fiumi e arrestare la sesta estinzione di massa.

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