Rob è un ex chef che ora vive, lontano dalla gente e dalla città, tra la natura selvaggia dell’Oregon. Un amico ce l'ha, però: è un maiale e per di più cercatore di tartufi. Tutto sembra andare bene tra loro, fin quando non succede il dramma: il maiale viene rapito. E per andare a riprenderselo bisogna tornare in città. Rob è Nicolas Cage e il nuovo film di cui è interprete si intitola “Pig” , un particolarissimo lungometraggio scritto e diretto da Michael Sarnosky.

Cage, sempre abituato a parti più d’azione, qui trova una dimensione più meditativa e offre una delle sue esibizioni più belle ed emotive degli ultimi anni soprattutto perché ritrova quel legame con gli animali che l’attore americano ha nella vita di tutti i giorni. L'attore, infatti, non si è fatto mancare niente: ha vissuto con il suo cane Walker che ora non c’è più, ha Merlin un gatto di razza Maine Coon e ha condiviso la sua vita con rettili, polpi e ora anche un corvo domestico.

«Le relazioni che ho con gli animali fuori dal set hanno avuto un impatto enorme sulla mia recitazione. Mi hanno aiutato moltissimo. Non quella con i rettili, con loro non hai davvero un rapporto o quella vicinanza nel modo in cui la immaginiamo, non succede. Vogliono davvero essere lasciati in gran parte soli. Ma, per esempio, quella con il mio gatto, Merlin o quella che avevo con il mio pastore tedesco, Walker, che non è più con noi. Queste sono relazioni profonde che vanno oltre persino a quelle con le persone. Perché non c’è nulla che può corromperle, non esistono sentimenti come la gelosia o la rabbia. È tutto amore incondizionato. Abbiamo attraversato tutti questo incubo della pandemia e ci siamo avvicinati ancora di più ai nostri fratelli e sorelle animali e abbiamo fatto affidamento su di loro. E io ho attinto davvero molto da queste esperienze nelle mia interpretazione».

Un maiale però è diverso. «La mia co-protagonista era una scrofa, molto orientata alla ricompensa. Era interessata al cibo, comprensibilmente e pochissimo alle persone, cosa che capisco! Il suo nome è Brandy. Mi è piaciuto lavorare con lei, perché fondamentalmente adoro lavorare con gli animali. Succedono cose magiche quando hai una scena con un cane o un gatto. O qualsiasi altro  animale, davvero».

Il maiale da tartufo esiste?

Il maiale da tartufo effettivamente esiste. I suini sono ottimi cercatori di prezioso tubero e a tale fine sono stati utilizzati nei tempi antichi. Ma dal 1985, in Italia è diventato assolutamente illegale utilizzare i maiali a questo scopo. Con la legge attuale solo il cane può "esercitare la professione".

Inoltre, c'è anche un'altro problema per quanto riguarda i maiali: è vero che sono molto più bravi dei cani perché non solo scoprono un tartufo, ma scelgono quello migliore quello più maturo, il problema è che se lo mangiano ed essendone molto golosi è difficilissimo toglierglielo dalla bocca.