Il 2022 inizia in libertà per i rapaci soccorsi nel corso degli ultimi mesi dagli operatori del Rifugio Matildico, il centro nato nell’aprile del 2011 come Centro Recupero Animali Selvatici (Cras) a San Polo d’Enza, in provincia di Reggio Emilia.

Domenica 9 gennaio Ivano Chiapponi, responsabile del centro e presidente dell’associazione, sarà infatti con alcuni volontari all’Oasi Naturalistica Cronovilla, l’area naturalistica che il Wwf di Parma gestisce dal 2016 in collaborazione con il Comune di Traversetolo: è qui che verranno reintrodotti in natura barbagianni, poiane, allocchi e civette arrivati alla fine dei loro percorsi di riabilitazione.

Si tratta, come conferma Chiapponi a Kodami, di rapaci soccorsi perché in difficoltà, debilitati o feriti: in alcuni casi sono stati investiti, in altri sono andati a sbattere contro fili elettrici, in altri ancora, indeboliti dalla coccidiosi (una malattia causata da particolari parassiti chiamati coccidi), non erano più in grado di cacciare. Tutti sono stati recuperati e trasferiti al centro, dove sono stati curati da veterinari specializzati e assistiti per il tempo necessario a recuperare le forze.

Lupi sempre più a rischio: «Il numero di selvatici vicino ai centri abitati è aumentato moltissimo»

«Il centro è nato in risposta alle numerose problematiche legate alla fauna selvatica autoctona, con lo scopo di curare e reimmettere in natura gli animali salvati – spiega Chiapponi – Noi recuperiamo tutti, dall’uccellino al cervo sino ai lupi. Soltanto nel 2021 ho recuperato 19 lupi nei pressi della Pedemontana, la stragrande maggioranza investiti, solo uno era stato ferito da un bracconiere. Il numero di animali selvatici nei pressi dei centri abitati è aumentato nettamente. I selvatici si stanno abituando alle macchine e all’uomo, si avvicinano di più. I lupi scendono in pianura anche seguendo le prede. Basti pensare che in montagna di interventi non ne abbiamo mai praticamente fatti».

Proprio per tutelare il lupo appenninico, dal 2022 il Rifugio Matildico collaborerà con il Centro Recupero Fauna il Pettirosso di Modena per prestare la migliore assistenza possibile: quando il Rifugio Matildico soccorrerà un lupo che necessita di lunga degenza, il Pettirosso metterà a disposizione le sue strutture (in linea con le normative vigenti) per tutto il tempo necessario alla riabilitazione e alla reintroduzione in natura.

Nel frattempo il Rifugio, che ormai da dieci anni opera in collaborazione con le forze dell’ordine e i servizi veterinari di zona, continuerà a effettuare i quotidiani interventi per trarre in salvo non soltanto lupi e rapaci, ma anche piccoli animali che popolano i boschi come ricci (moltissimi), volpi, lepri, cinghiali e tassi: centinaia di soccorsi l'anno portati a termine anche grazie al lavoro di un "esercito" di volontari su cui Chiapponi può contare per presidiare il territorio.

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