I rapaci, carismatici uccelli predatori, i veri padroni dei cieli. Becchi acuminati, grandi artigli da presa, sguardo acuto ed immense ali spiegate: sono queste le caratteristiche che vengono in mente pensando a loro. Presenti in pitture rupestri, geroglifici, miniature e stemmi feudali nonché in pubblicità, cartoni animali e in stemmi sportivi, hanno profondamente permeato la simbologia antica e moderna di tutte le culture umane, venendo di volta in volta considerati di buono e di cattivo augurio, simboli di forza, regalità, rapidità e morte.

I rapaci giocano un ruolo fondamentale negli ecosistemi terrestri, tenendo a bada le popolazioni di prede di cui si nutrono come roditori e insetti, e ripulendo ambienti anche impervi dalle carcasse di ungulati selvatici e fauna domestica. Nonostante ciò, la persecuzione umana ed il generale cambiamento del territorio hanno messo in serio pericolo molte popolazioni, arrivando perfino alla scomparsa di alcune specie all'inizio del XX secolo.

Essendo all'apice delle catene alimentari, questi superpredatori risentono negativamente anche di tutte quelle sostanze nocive, come i metalli pesanti, pesticidi e farmaci, che si accumulano nelle prede (fenomeno della biomagnificazione).

Data la loro importanza e la loro bellezza, negli ultimi anni si è cercato di rimediare agli errori passati ponendo questi animali al centro di efficaci programmi di conservazione, cercando di ristabilire un tassello importante dei nostri ecosistemi.

Ma quante sono le specie di rapaci conosciute, e quali caratteristiche condividono? Scopriamo insieme questi affascinanti animali.

Caratteristiche dei rapaci

I rapaci sono un gruppo di uccelli predatori che caccia e si nutre di altri animali, tradizionalmente appartenenti agli ordini Accipitriformes, Falconiformes e Strigiformes. Tale categoria comprende più di 570 specie molto diversificate tra loro. A loro volta i rapaci si dividono in due grandi categorie in base perlopiù al periodo di maggiore attività durante le ventiquattr'ore: rapaci diurni (cui appartengono gli ordini degli accipitriformi e dei falconiformi) e i rapaci notturni (a cui appartengono gli strigiformi). La maggior parte delle specie di entrambi i gruppi presentano un basso dimorfismo sessuale, cioè lievi differenze tra maschi e femmine, con gli individui femminili solitamente di maggiori dimensioni.

Recenti studi filogenetici hanno stravolto le precedenti classificazioni e le relazioni tra i gruppi. Attualmente si ritiene ad esempio che i falchi siano maggiormente imparentati con pappagalli e passeriformi rispetto agli altri rapaci.

Vi sono però molte caratteristiche soprattutto morfologiche che accomunano tutte le specie, tra cui gli adattamenti allo stile predatorio.

Becco e artigli

Tutti i rapaci sono attrezzati di un set di "armi" specializzato per afferrare, stanare e divorare le proprie prede, comprendente un becco ricurvo ed appuntito e delle zampe munite di grossi artigli affilati. La variazione delle dimensioni del becco e degli artigli può essere utilizzata per distinguere le famiglie di rapaci ed è correlata a diverse tecniche di cattura e immobilizzazione delle prede. Ad esempio nelle aquile, grossi artigli sono presenti sulle prime due dita delle zampe, sviluppate per trattenere e smembrare grandi prede in lotta. I falchi hanno solo modesti artigli, facendo affidamento più sull'impatto in picchiata e sulla rottura del collo della preda: essi sono dotati nella parte superiore del becco di una sporgenza detta "dente di falco" che s'inserisce perfettamente in un sottostante incavo e che serve ad uccidere le prede recidendone il midollo spinale. Specie piscivore come i falchi pescatori hanno artigli molto ricurvi, mentre i rapaci notturni mostrano curvature relativamente basse per massimizzare la forza nel trattenere le piccole prede di cui si nutrono.

Dall'osservazione e studio della presa in volo di falchi ed altre specie di uccelli un team di ricercatori internazionale ha recentemente sviluppato un metodo per permettere a droni dotati di zampe da rapace di attaccarsi su superfici non convenzionali, al fine di ottimizzare il loro impiego sul territorio.

La vista e gli altri organi di senso

Avere una vista da falco è una qualità proverbiale. Volando ad altezze di migliaia di metri, i rapaci devono essere in grado di focalizzarsi su prede e carcasse distanti chilometri, particolari impercettibili per un essere umano. Nel 1974 è stata segnalata una collisione tra un avvoltoio di Ruppell e un aereo di linea a più di 11mila metri di altezza: un record per il regno animale. Per adattarsi a tali condizioni di ricerca del cibo, i rapaci hanno sviluppato occhi di grandi dimensioni, 1,4 volte più grandi della media degli uccelli dello stesso peso. La retina ha un gran numero di recettori per millimetro quadrato, e ciò determina il grado di acuità visiva. Ciascun recettore è tipicamente attaccato a un singolo ganglio, e più recettori ha un animale, maggiore è la sua capacità di distinguere i singoli oggetti a distanza. Pensate che un gheppio americano può vedere un insetto di 2 mm dalla cima di un albero di 18 metri! Il colore invece sembra essere generalmente irrilevante.

Nei rapaci notturni le dimensioni oculari sono ancora più sorprendenti, con un maggiore grado di sovrapposizione di campo tra i due occhi, offrendo una migliore visione binoculare. La retina inoltre contiene uno strato riflettente, il tapetum lucidum (come anche in cani e gatti), che aumenta la quantità di luce che può essere catturata dalla retina stessa.

Oltre alla vista i rapaci si affidano molto all'udito per scovare le loro prede. Gli uccelli mancano di qualsiasi struttura uditiva esterna evidente e le orecchie sono nascoste all'interno delle piume del cranio. In molte specie di gufi le due orecchie sono asimmetriche, con l'orecchio sinistro posizionato più in basso e avanti  del destro. Tale asimmetria genera una differenza tra quando un suono colpisce un orecchio rispetto all'altro e ciò consente a un gufo di localizzare meglio la fonte di un suono.

Alcuni rapaci, come gli avvoltoi americani del genere Cathartes, mostrano sistemi olfattivi funzionali e ben sviluppati, sebbene inferiori a vista e udito. Essi si affidano all'odore della decomposizione per individuare le carcasse e a tal fine hanno un lobo cerebrale olfattivo particolarmente largo.

Rapaci diurni

Appartengono a questa categoria aquile, falchi, nibbi e avvoltoi del vecchio e del nuovo mondo. Come suggerisce il nome, questi uccelli sono attivi principalmente durante le ore diurne, perlustrando il territorio alla ricerca di prede o carcasse. Gli avvoltoi del vecchio e del nuovo mondo come grifoni e condor, sono animali spazzini che ripuliscono i pascoli montani da carcasse di grossi ungulati. Aquile e avvoltoi si alimentano principalmente di mammiferi, mentre i falchi preferiscono cibarsi di piccoli volatili, che catturano piombando in picchiata dall'alto.

Ecco una lista delle specie di rapaci diurni più carismatiche.

Aquila reale

Fin dall'antichità la maestosa aquila reale (Aquila chrysaetos) è un simbolo indiscusso di forza e potere. Il forte becco e gli artigli adunchi le consentono di uccidere animali di dimensioni anche nettamente superiori alle sue. Fedeli per la vita, il maschio e la femmina di Aquila reale, una volta formata la coppia e conquistato un territorio, rimangono stanziali per molti anni cambiando di anno in anno il nido e scegliendo di preferenza pareti a picco e dirupi indisturbati.

Grifone euroasiatico

Il grifone euroasiatico (Gyps fulvus) è un avvoltoio di grosse dimensioni con abitudini gregarie, da pochi anni reintrodotto con successo sull'arco appenninico ed in altre zone d'Italia. Può superare gli 8 kg di peso ed è caratterizzato dal lungo collo nudo, munito di una candida criniera di piume bianche che servono ad evitare di imbrattare le ali di sangue durante l'alimentazione.

Capovaccaio

Il capovaccaio (Neophron percnopterus) è l'avvoltoio più piccolo e raro presente nel nostro Paese, con una popolazione di pochissime coppie riproduttive. Il piumaggio bianco candido a criniera e il colore giallo acceso del volto, culminante in un sottile becco lungo e sottile conferiscono a questo animale un'aurea quasi carnevalesca.

Aquila del Bonelli

L'aquila del Bonelli (Aquila fasciata) deve il suo nome ad uno dei più importanti ornitologi italiani. Sebbene classificata come a rischio minimo dall'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN), la specie in molte zone del suo areale ha subito un drammatico calo a partire dalla metà degli anni ’60 portandola alla scomparsa da diversi sistemi montuosi. La popolazione italiana è pressoché concentrata in Sicilia, in cui nidificano 16-19 coppie.

Altre specie degne di nota della fauna italiana sono il gheppio (Falco tinnunculus), il nibbio bruno (Milvus migrans), il nibbio reale (Milvus milvus) e il gipeto (Gypaetus barbatus).

Rapaci notturni

Comprendono tutti gli uccelli dell'ordine degli strigiformi come gufi, barbagianni e civette, uccelli da preda con abitudini prevalentemente notturne e solitarie, diffusi in tutte le regioni temperate. Sono eccezionalmente silenziosi nel volo grazie ad alcune caratteristiche del piumaggio, sebbene siano tendenzialmente più lenti degli altri rapaci. Ciò gli permette di sorprendere le loro prede tra cui piccoli mammiferi, insetti e altri uccelli. Famosa è la capacità di poter ruotare la testa ad angolazioni sorprendenti, fino a 270 gradi!

Gufo reale

Con un'apertura alare di quasi due metri e una lunghezza corporea di 75 cm, il gufo reale (Bubo bubo) è il più grande rapace notturno della fauna italiana e d'Europa. Gli occhi giallo-arancio sono sormontati da lunghi ciuffi di penne erettili. La popolazione italiana è stimata fra i 500 e i 680 esemplari.

Barbagianni

A causa del suo aspetto quasi etereo, del suo verso stridulo e della sua abitudine di frequentare i cimiteri (data l'abbondanza di topi), sin dai tempi antichi il barbagianni (Tyto alba) è considerato come un essere maligno o un fantasma, portatore di sfortuna e malessere e perciò vittima di una spietata persecuzione. Fortunatamente però ne è stato riscoperto il grande valore ecosistemico in quanto elimina altri animali dannosi come roditori e talpe.

Altri importanti rapaci notturni italiani sono l'allocco (Strix aluco), l'assiolo (Otus scops) e il gufo comune (Asio otus).