Un uomo e sua moglie, entrambi muscoli, abbronzati e molto sorridenti, posano insieme per una fotografia postata sui social. Fino a qui nulla di strano se non fosse che steso per terra accanto a loro c'è il rinoceronte che hanno appena ucciso.

I protagonisti di questo scatto postato su Instagram sono William e Marty Spann, coniugi e cacciatori che regolarmente pubblicano immagini dei loro trofei di caccia sui social.

Sulla sua biografia su Linkedin William Spann racconta che «ha iniziato a cacciare fin da piccolo e ha ucciso il suo primo cervo a dieci anni». Prosegue dicendo che nel 1975, quando aveva 13 anni, «convinse sua madre a comprare il suo primo arco». Il resto è storia dato che Spann ha iniziato una carriera come influencer nell'ambito della caccia e preso parte a format per la tv nordamericana dedicati a questa pratica.

Dai cervi bianchi cacciati nella sua Tennesee e in Ohio, il cacciatore ha iniziato presto a interessanti anche alla fauna africana, e sul suo profilo Instagram è facile trovare immagini dei suoi trofei: rinoceronti, coccodrilli, elefanti. In molte foto Spann posa sorridente accanto alla moglie o agli amici sopra i corpi senza vita delle sue vittime. Sotto la foto di un enorme coccodrillo appena ucciso, Spann scrive: «Non avrei mai immaginato quanto fosse grande un coccodrillo di 14 metri e mezzo!!! Che esperienza incredibile!», e aggiunge: «Grazie a Dio per questa benedizione».

Si tratta di immagini che Kodami ha visionato, ma che ha scelto di non mostrare perché nulla aggiungono rispetto a quanto scritto, e per non mostrare lo sfruttamento e la spettacolarizzazione di un animale selvatico.

Il tutto avviene sul profilo dell'uomo conosciuto su Internet come "Spook", nome d'arte che in inglese vuol dire "spettro" o "fantasma". Tuttavia questo particolare termine ha anche una doppia valenza, come svela lo scrittore statunitense Philip Roth in uno dei suoi romanzi più noti "La macchia umana", infatti "spook" può essere interpretato anche come un termine dispregiativo per definire le persone nere.

Nel mirino di Spook-Spann sono finiti anche i grandi felini. In un video girato in Tanzania, il cacciatore statunitense mostra una trappola per attirare un leopardo con del cibo. Lo scopo era quello di catturare e uccidere un leopardo adulto, ritenuto colpevole di predare capre e mucche di un villaggio vicino. Ma al suo posto si presenta un individuo ritenuto troppo giovane, e per questo risparmiato.

Quello che fa Spann, infatti, non è semplice attività sportiva, ma una vera e propria professione che ha a che fare con la gestione della fauna selvatica, come si evince leggendo il suo sito, dove si definisce «esperto di caccia e gestione degli habitat». Spann ha iniziato "gestendo" le popolazioni di cervi dalla coda bianca, molto diffuse in tutto il Nord America, e ha proseguito poi ampliando la sua attività ad altri continenti e specie.

Quello che Spann dice di fare è un'attività esistente anche in Italia ed è chiamata "selecontrollo". I selecontrollori possono esercitare la caccia anche nei confronti di animali convenzionalmente protetti, o al di fuori dei limiti imposti dai calendari venatori. In Italia questa attività è stata sino ad ora ricompensata con l'autoconsumo della preda uccisa, lo abbiamo visto con i mufloni dell'Isola del Giglio, o con la cifra simbolica di un euro.

Le cose, però, potrebbero cambiare anche qui dopo le dichiarazioni di Francesco Lollobrigida, neoministro all'Agricoltura e cognato della premier Giorgia Meloni, il quale durante  la sua visita alla Fiera d'Autunno di Bolzano ha aperto all’abbattimento di lupi e orsi perché ritenuti «dannosi per allevamento e agricoltura».

Su Kodami abbiamo già affrontato la giungla delle elezioni e raccontato come nel programma di Fratelli d'Italia, uscito vincitore dalla tornata elettorale di questa estate, fosse presente un doppio standard che distingueva gli animali domestici, da tutelare, dai selvatici, "da gestire", forse proprio alla maniera dell'esperto di habitat Spook-Spann.