20 Ottobre 2021
9:10

La tartaruga dalle orecchie gialle (Trachemys scripta scripta)

La tartaruga dalle orecchie gialle è un rettile riconoscibile per le evidenti macchie gialle poste al lato degli occhi. Sebbene sia originaria degli Stati Uniti, fin dagli anni 70 è possibile incontrarla in molti altri paesi, dove è stata importata per mano dell'uomo che ama acquistarla come animale da compagnia. La sua presenza all'interno degli ecosistemi però, può essere pericolosa per l'ambiente.

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La tartaruga dalle orecchie gialle (Trachemys scripta scripta) è un rettile che appartiene alla famiglia degli Emididi e, insieme alle altre sottospecie di Trachemys scripta (T. s. elegans e T. s. troostii) viene considerata una delle specie alloctone più pericolose presenti nel nostro paese. Originaria dell'America settentrionale, è anche detta "scivolatrice dal ventre giallo", per via della colorazione della parte inferiore del carapace, detto piastrone. La zona laterale della testa inoltre, presenta evidenti macchie di colore giallo acceso ed è proprio da questa caratteristica che prende il nome. Questa tartaruga,

Come è fatta la tartaruga dalle orecchie gialle

Le tartarughe dalle orecchie gialle sono riconoscibili soprattutto per le macchie gialle poste dietro agli occhi, diverse quindi rispetto a quelle delle tartarughe dalle orecchie rosse e delle tartarughe dalle orecchie arancioni. Gli individui giovani di questa specie mostrano striature più chiare e vivide che diventano via via più scure e difficili da identificare con l'avanzare dell'età. Anche il carapace, ovvero la parte superiore del guscio di colore verde scuro, marrone e striato di giallo, tende a scurirsi con l'età. Il piastrone invece, come abbiamo visto, è più chiaro e il colore giallo acceso permette di distinguerle dalla sottospecie T. s. elegans, la quale in questa parte del corpo presenta numerose macchie più scure. Secondo quanto riportato sul sito della Virginia Herpetological Society, i piastroni di T. s. scripta, presentano solo poche macchie scure, poste principalmente negli scudi, ovvero le sezioni di piastrone, della zona inguinale (solitamente vi è una sola macchia, ma possono arrivare a 3, disposte su scudi differenti). Questa sottospecie, inoltre, è distinguibile anche per via della parte inferiore della mascella,  più arrotondata rispetto alle altre che presentano una forma più piatta. La dimensione degli individui adulti può andare dai 18 centimetri dei maschi, ai circa 28 – 33 delle femmine. Anche le tartarughe dalle orecchie gialle infatti, come le altre sottospecie presentano un evidente dimorfismo sessuale (i maschi hanno una coda più lunga e robusta, unghie più potenti e dimensioni inferiori).

La pelle è di colore giallo, marrone e nero e presenta striature che si congiungono nella zona del naso. I piedi infine, hanno dita palmate e artigli in grado di afferrare il terreno per farsi spazio sulla terra ferma anche quando si trovano in zone scivolose come quelle ricoperte di fango.

Quanto vive una tartaruga dalle orecchie gialle?

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La durata della vita di questo animale varia anche di molto in base alle qualità dell'ambiente circostante. In natura raramente supera i 20 anni, mentre in cattività, dove non esistono predatori, né rischi ambientali e la temperatura viene spesso regolata artificialmente, può resistere anche oltre i 30 anni.

I principali predatori di questa specie, all'interno del suo habitat naturale sono i procioni (Procyon lotor) che ne mangiano le uova all'interno dei nidi, ma anche le moffette comuni (Mephitis mephitis). All'interno del Back Bay National Wildlife Refuge (in West Virginia), è stata inoltre osservata una volpe rossa (Vulpes vulpes) che rubava le uova di tartaruga dalle orecchie gialle prima ancora che la femmina riuscisse a richiudere il nido.

Cosa mangia la tartaruga dalle orecchie gialle?

Questa specie ha abitudini alimentari che cambiano con l'età: se da giovane ha preferenze carnivore, con il passare del tempo modifica la sua dieta passando ad un'alimentazione onnivora. Uno studio condotto negli Stati Uniti e pubblicato nel 1993 sulla rivista scientifica Physiological Zoology, ha analizzato le feci di numerosi individui di questa specie, rilevando la presenta di steli, foglie e semi, ma anche tracce di molluschi, pesci e coleotteri.

Riproduzione

Gli accoppiamenti, secondo quanto osservato nelle zone d'origine di questa specie, avvengono principalmente in primavera, ma non di rado queste tartarughe si accoppiano anche in autunno o addirittura in inverno. La nidificazione avviene invece tra aprile e luglio, all'interno di una tana scavata appositamente dalla femmina, generalmente durante la notte, poco prima del momento della deposizione. Secondo uno studio condotto su alcuni esemplari presenti in Lombardia e pubblicato nel 2003, il luogo di deposizione si trova di solito nei pressi di un albero e viene scavato con le zampe posteriori fino ad una profondità media di 10 -15 centimetri. All'interno di questo nido la femmina rilascia un liquido sul terreno in cui avverrà la deposizione. Il terriccio smosso inizialmente verrà poi utilizzato per ricoprire le uova. Prima di allontanarsi, la femmina passerà inoltre ripetutamente sulla zona nel tentativo si spianare il più possibile il terreno. Le dimensioni delle uova variano in base alla dimensione della femmina ma mediamente misurano 2,3, centimetri e hanno una forma spiccatamente ovale. La nascita avviene dai 69 ai 95 giorni dopo la deposizione, in base alle temperature ambientali. Sempre in base alle temperature la tartaruga dalle orecchie gialle può adattare il periodo dell'ibernazione, il quale va generalmente da novembre a marzo.

Habitat, distribuzione e problematiche legate alla sua diffusione

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Questa specie è originaria del bacino del Mississippi, negli Stati Uniti ed è poi stata introdotta diffusamente in America meridionale, in Europa ed in Asia. Negli ultimi anni è stata inoltre osservata nella Repubblica del Sudafrica. Secondo quanto riportato dalla IUCN (Unione Mondiale per la Conservazione della Natura) In Italia è stata introdotta a partire dagli anni 70 e attualmente numerose popolazioni  sono presenti in molte regioni del paese da Nord a Sud.

Viste le sue origini questa specie preferisce ambienti ricchi di vegetazione con un fondo fangoso e acque calme e stagnanti, dove poter trovare il nutrimento necessario per la sopravvivenza ed avere sempre a disposizione sufficienti ore di sole, durante le quali scaldarsi fuori dall'acqua.

Questa specie non è a rischio di estinzione e ciò è dovuto anche al fatto che, attraverso il commercio internazionale, si è diffusa in tutti i continenti. La sua presenza al di fuori dell‘habitat naturale viene però considerata lesiva per gli ecosistemi. Spesso infatti viene purtroppo rilasciata in natura laddove non sono presenti predatori o dove la sua presenza può entrare in competizione con specie di tartarughe autoctone, causandone così la scomparsa. La tartaruga dalle orecchie gialle può inoltre influire negativamente sull'equilibrio degli ambienti acquatici colonizzati in quanto predatrice di una grande varietà di specie animali, tra cui insetti acquatici, crostacei, pesci e anfibi.

La tartaruga dalle orecchie gialle e l'uomo

Le tartarughe dalle orecchie gialle vengono spesso acquistate come animali da compagnia ma il loro allevamento, apparentemente semplice, è in realtà una scelta davvero impegnativa. In primo luogo questi rettili hanno abitudini alimentari complesse che necessitano di una dieta varia e ricca, senza la quale questa specie rischia di soffrire di patologie come il guscio molle, ovvero un sintomo dell’iperparatiroidismo secondario legato alla nutrizione, causato da inadeguati livelli di calcio e vitamina D nella dieta, oltre che dalla carenza di luce. Queste tartarughe inoltre, possono sviluppare infezioni del guscio, del tratto respiratorio, della pelle, delle orecchie e del tratto digestivo.

La decisione di adottare uno di questi animali, inoltre, è una grande responsabilità anche per il fatto che la sua ipotetica fuga oppure un rilascio volontario hanno evidenti ricadute sull'ambiente circostante.

Secondo quanto riportato nel Piano nazionale per la gestione della testuggine palustre americana pubblicato nel maggio del 2020, la Commissione Europea, con il Regolamento n. 2551/97, ha sospeso l'introduzione nella Comunità 6 Europea della sottospecie T. s. elegans, ma non ancora di T. s. scripta. Proprio per questo motivo, negli anni successivi all'entrata in vigore del regolamento, le norme che riguardavano la sola sottospecie "dalle orecchie rosse", sono state spesso aggirate incrementando l’aumento delle importazioni delle altre due sottospecie dello stesso genere.

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Claudia Negrisolo
Educatrice cinofila
Il mio habitat è la montagna. Sono nata in Alto Adige e già da bambina andavo nel bosco con il binocolo al collo per osservare silenziosamente i comportamenti degli animali selvatici. Ho vissuto tra le montagne della Svizzera, in Spagna e sulle Alpi Bavaresi, poi ho studiato etologia, sono diventata educatrice cinofila e ho trovato il mio posto in Trentino, sulle Dolomiti di Brenta. Ora scrivo di animali selvatici e domestici che vivono più o meno vicini agli esseri umani, con la speranza di sensibilizzare alla tutela di ogni vita che abita questo Pianeta.
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