Molte specie di uccelli utilizzano una gran varietà di materiale che recuperano dall'ambiente per rivestire i proprio nidi. Tra questi ad esempio il pigliamosche crestato maggiore (Myiarchus crinitus), diffuso principalmente in Nord America, allestisce il suo nido con la pelle di serpente in modo tale da scoraggiare i predatori, che ci pensano così due volte prima di avvicinarsi. Ma non solo: alcuni, probabilmente per lo stesso motivo, usano del materiale fecale o il pelo dei mammiferi.

Uno studio recentemente pubblicato su Ecology ha documentato il particolare comportamento della cincetta crestata (Baeolophus bicolor) che consiste nello strappare il pelo da altre specie di mammiferi, come procioni, cani e ursoni denominando il furto “kleptotrichy” (dal greco “klepto-” = rubare + “trich-” = capelli). Si sono accorti però che le cincette non recuperano il pelo dalle carcasse o dall'ambiente, come si è sempre pensato, ma lo prendono dall'animale vivo e vegeto. Per farlo quindi rischiano grosso: le cincette infatti lo fanno spesso anche quando gli animali sono svegli, correndo il pericolo di essere mangiati. Qual è quindi il vantaggio che ne ricavano?

Lo studio: gli uccelli ladri di pelo

I ricercatori dell'Università dell'Illinois e dell'Universidade Federal do Rio Grande do Sul in Brasile, hanno casualmente osservato il comportamento di furto di peli da parte di una cincetta crestata verso un procione che stava dormendo. L'insolito comportamento ha suscitato l'interesse degli studiosi che hanno registrato il furto e successivamente hanno messo insieme diversi video trovati online e pubblicati da appassionati di uccelli e birdwatcher. Dopodiché hanno integrato i dati con diversi casi riportati in letteratura. In tutto hanno fatto emergere il comportamento di kleptotrichy da parte delle cince (Paridae) verso 47 umani, 45 cani, tre gatti, tre procioni e un ursone. Lo studio rappresenta il documento più completo del comportamento di furto di pelo da parte degli uccelli verso i mammiferi.

Cincetta crestata (Baeolophus bicolor) che ruba i peli a un cane

Il pelo come strategia antipredatoria

I ricercatori suggeriscono che rubare il pelo da un animale vivo rappresenta un bel rischio per l'uccello e quindi questo deve ricevere un vantaggio che supera il pericolo di essere mangiato. Uno dei motivi, suggeriscono i ricercatori, è l'isolamento: il pelo infatti mantiene più caldo l'ambiente del nido. Un altro motivo potrebbe essere invece dovuto al cercare di tenere lontani i predatori: oltre a vedere i peli spuntare, i predatori potrebbero sentire l'odore associato e quindi tenersi alla larga. Infine, il pelo può servire anche a allontanare i parassiti che rappresentano spesso una grande minaccia per i pulli.

Cincetta crestata (Baeolophus bicolor) che strappa i capelli a una donna

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