Sempre più preziose e sempre più sotto i riflettori dei malviventi. Il fenomeno del furto delle arnie è diffusissimo in Italia, tanto che i dati degli apicoltori italiani riportano più di 22 mila accadimenti a stagione, in un settore che conta quasi 64 mila attività di apicoltura e oltre un milione e mezzo di arnie.

Uno degli ultimi episodi riguarda un apicoltore di Ferrara al quale sono state rubate 45 arnie per un valore totale di circa 20.000 euro, ritrovate poi tutte nei pressi di Parma, grazie al sistema di antifurto a Gps. Le forze dell’ordine in allerta hanno tracciato le coordinate del malviventi, che dalle campagne ferraresi hanno percorso circa 200 km, evitando le autostrade, e sono giunti nel parmense, dove sono stati colti in flagrante e accusati di abigeato, un reato che prevede fino a 8 anni di carcere.

Oltre all’evidente danno economico, i crimini legati al settore dell’apicoltura hanno un riscontro negativo anche sull’ambiente, per cui le api svolgono un ruolo indispensabile. Secondo l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra), infatti, oltre il 40% delle specie di insetti responsabili dell’impollinazione rischia di scomparire. Le api domestiche e selvatiche contribuiscono al 70% dell’impollinazione delle specie vegetali sul pianeta e garantiscono il 35% della produzione totale di cibo. In Europa, infine, l’80% delle 264 specie coltivate deriva dall’impollinazione degli insetti.

A Cesena Roberto Pasi e Gabriele Garavini, per cercare di affrontare e risolvere il problema, hanno creato un impianto d’allarme dedicato. Si chiama AntifurtoArnia, ed è un sistema di antifurto a Gps, inserito nell’arnia e invisibile dall’esterno, che permette di monitorarla e tracciarne un eventuale spostamento. Non solo, la tecnologia implementata dalla startup prevede un sistema di monitoraggio anche dello stato di salute delle api, tramite l’analisi di alcuni parametri fondamentali come umidità e temperatura.

«Il fenomeno del furto delle arnie è un problema annoso in Italia, nonché un danno enorme in termini economici per gli apicoltori e le apicoltrici che lo subiscono – commenta Roberto Pasi – Spesso, tuttavia, queste persone hanno timore a denunciare, per le ripercussioni che potrebbero ricevere. Grazie al sistema a Gps che abbiamo implementato è possibile mettere un punto a tutto questo, restituendo le arnie e la dignità a coloro che ogni giorno mettono anima e corpo in questo delicato e importantissimo mestiere».