Si chiama Varroa destructor e già il nome dice tutto: è un piccolo acaro parassita che attacca le api domestiche e altri imenotteri. È stato segnalato per la prima volta in un porto vicino Sydney, qualche settimana fa, ma ora si sta spostando rapidamente minacciando milioni di ape australiane. L'epidemia rischia anche di costare milioni di dollari alle industrie del miele e per questo motivo le autorità hanno istituito una zona rossa di biosicurezza.

Gli apicoltori non potranno più spostare arnie, api o alveari fino a nuovo avviso: una sorta di "lockdown" forzato che serve a evitare che il parassita si diffonda ulteriormente. L'acaro è stato infatti avvistato già a oltre 100 km da Sydney e l'Australia era, almeno fino ad ora, l'unico continente rimasto "Varroa-free" insieme al Madagascar.

Acari Varroa su una pupa di ape. Foto da Wikimedia Commons
in foto: Acari Varroa su una pupa di ape. Foto da Wikimedia Commons

La sindrome causata dall'acaro varroa viene chiamata varroatosi e si tratta del parassita più impattante al mondo per le api e l'industria dell'apicoltura. Le femmine di Varroa destructor depongono le loro uova all'interno delle celle delle api, in particolare dove si trovano le larve dei maschi, i fuchi. L'acaro si attacca poi al corpo dell'ape e la indebolisce succhiandone l'emolinfa fino alla morte.

Durante questo processo, inoltre, il Varroa può anche trasmettere pericolosi virus all'intero alveare, portando rapidamente alla morte l'intera colonia. Sono già centinaia gli alveari infestati e perciò le autorità hanno introdotto diverse misure di biosicurezza per tentare contrastare l'epidemia, soprattutto nello stato di New South Wales, dove sono già sette i siti colpiti.

Tutte le arnie in un raggio di 10km saranno distrutte, e parliamo di almeno 400 colonie, mentre quelle che si trovano entro i 25 km dall'infestazione verranno ispezionate e monitorate accuratamente. Se gli acari continuano a diffondersi, l'impatto economico sulla produzione del miele potrebbe costare fino a 70 milioni di dollari l'anno.

Centinaia di arnie saranno distrutte per contenere l’epidemia e gli apicoltori non potranno più spostare favi e insetti che entrano ufficialmente in "lockdown"
in foto: Centinaia di arnie saranno distrutte per contenere l’epidemia e gli apicoltori non potranno più spostare favi e insetti che entrano ufficialmente in "lockdown"

Del resto, anche buona parte della produzione agricola australiana si basa sull'impollinazione delle api, comprese le coltivazioni di mandorle, mele e avocado. In passato acari parassiti simili erano stati già segnalati negli stati del Queensland e Victoria, ma erano fortunatamente stati eradicati rapidamente e con successo.

Apicoltori e agricoltori si aspettano che i prossimi giorni saranno fondamentali per capire come evolverà questa nuova epidemia che, se non verrà contenuta in tempi rapidi, non solo causerà milioni di dollari di danni alle attività, ma costerà la vita a un numero infinito di api da miele.