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Etologa

Il marasso (Vipera berus) è un serpente appartenente alla famiglia dei viperidi, diffuso sulle colline rocciose, nelle brughiere, sui pendii dei fiumi e nei prati soleggiati dell'Europa orientale e settentrionale.

Il suo morso è molto doloroso, ma il suo veleno non è considerato letale per gli esseri umani adulti che godono di buona salute, mentre è più rischioso per anziani, bambini o persone già debilitate. In caso di morso, è comunque indispensabile rivolgersi quanto prima ad un medico.

Come è fatto il marasso

Il marasso è molto simile alla vipera comune (Vipera aspis), appartenente alla stessa famiglia, ma è riconoscibile per via di un'evidente striscia a zig zag che scorre lungo il suo corpo, di cui la Vipera aspis è priva. Inoltre, secondo quanto riportato sul sito del Centro di Coordinamento per la Protezione degli Anfibi e dei Rettili in Svizzera, la Vipera berus ha una coda più slanciata rispetto a quella, più tozza, della Vipera aspis.

Un ulteriore fattore che permette di sapere se ci si trova di fronte ad un marasso, riguarda invece l'habitat. Mentre la Vipera berus vive anche in ambienti umidi, infatti, la Vipera aspis si trova solo in ambienti secchi e caldi.

Il corpo del marasso è tozzo e raggiunge in media i 55/60 centimetri e i 100 grammi di peso, ma in alcune zone del suo areale, può anche superare i 75 centimetri. Non vi è un evidente dimorfismo sessuale legato alle dimensioni, ma è comunque possibile distinguere i maschi dalle femmine, grazie alle differenze nei colori. Il disegno dorsale, infatti, si presenta nero su  fondo grigio e argentato nei maschi, mentre nelle femmine è bruno scuro su fondo marrone di tonalità variabile.

In generale, il corpo di questo serpente ha colori che oscillano dal marrone al verde e la striscia sul dorso è riconoscibile perché è, in ogni caso, più scura rispetto al resto del corpo.

Secondo la descrizione riportata sul sito del Parco Nazionale dello Stelvio, la specie presenta due lunghi denti cavi, i quali sono comunicanti con la ghiandola del veleno. In posizione di riposto, essi sono ripiegati all'indietro verso il palato, ma nel momento del morso si spingono in avanti. La testa ha l'apice piatto, ma la forma varia molto in base alle diverse popolazioni. Ha grandi occhi dotati di pupille verticali ed ellittiche e una lingua lunga e biforcuta.

Habitat e distribuzione

In Italia il marasso è diffuso sull'arco alpino ad altitudini variabili dai 1000 ai 2500 metri di quota. Le popolazioni più occidentali, ovvero quelle del Piemonte, sono isolate rispetto all'areale principale, che va dall'Inghilterra, alla Russia. Un'ulteriore popolazione isolata vive nella Francia centro meridionale.

Anche in Scandinavia è possibile incontrare i marassi, fatta eccezione delle zone più settentrionali, a ridosso del circolo polare artico. Secondo quanto confermato da uno studio condotto in Svezia e pubblicato nel 2003, in questa zona d'Europa i marassi favoriscono le aree aperte e i pendii pietrosi esposti a sud, privi di terriccio ed alberi che creino troppa ombra. Nessun individuo, inoltre, è stato osservato a più di un chilometro rispetto al sito di ibernazione.

Secondo un ulteriore studio del 2006, svolto dall'Università Nazionale di Kharkiv, in Ucraina, nelle radure dell'Europa orientale è presente una sottospecie del marasso chiamata Vipera berus nikolskii, che vive nelle foreste e sulle sponde dei fiumi.

In Italia, questa specie predilige ambienti aperti di alta quota, pietraie, praterie e pascoli, ma può essere individuata anche nei boschi di larici.

La vita del marasso

Il marasso è un animale dalle abitudini diurne, ma le popolazioni che vivono nelle zone più meridionali dell'areale possono rimanere attive anche durante gli orari serali e, soprattutto nei giorni più caldi dell'estate, anche di notte.

Durante l'inverno, invece, va in ibernazione, ma anche in questo caso il suo comportamento dipende dal clima. Uno studio condotto negli anni Settanta in Inghilterra, ha analizzato il comportamento di 166 individui, i quali sono stati contrassegnati e studiati sul campo per tre stagioni consecutive. I ricercatori hanno rilevato in questa specie l'utilizzo di due habitat differenti: il primo è dotato di terreni asciutti e protetti e viene sfruttato in inverno durante l'ibernazione, mentre il secondo è più umido, dotato di prati e fiumi e adatto ai mesi estivi.

Questa specie, tendenzialmente, non mostra comportamenti aggressivi verso l'uomo e, infatti, generalmente morde solo se si sente minacciato. Nella maggior parte dei casi, le vittime sono state morse dopo averlo pestato inavvertitamente, oppure nel caso in cui abbiano cercato di afferrarla.

Riproduzione

La riproduzione avviene ad anni alterni, durante la stagione estiva, ma quando il clima è particolarmente rigido può avvenire anche ogni 3 anni.

I maschi si sfidano in combattimenti destinati a determinare chi avrà l'accesso all'accoppiamento e, durante questi incontri, duellano con la parte anteriore del corpo alzata, senza mai arrivare a mordersi. Una volta ottenuta la possibilità di accoppiarsi, il marasso corteggia la femmina strisciandole accanto e, i due, resteranno insieme solo qualche giorno.

Si tratta di una specie ovovivipara e infatti, i piccoli nascono, dopo circa 3/4 mesi di gestazione, all'interno di un involucro del quale devono liberarsi nei primi momenti della vita. Ogni nidiata può essere composta da 3 a 20 giovani marassi, i quali sono già dotati di veleno fin dal momento della nascita.

Alimentazione

I marassi sono animali carnivori che consumano un'ampia varietà di prede, inclusi piccoli mammiferi, come ad esempio le arvicole. Possono inoltre nutrirsi di lucertole, uccelli e rane.

Vi sono due tecniche predatorie che vengono utilizzate da questa specie. La prima è chiamata "sit and wait" ed è una sorta di imboscata, mentre la seconda sfrutta l' olfatto sopraffino di cui il marasso è dotato e l'ottima abilità nell'inseguire la preda. Secondo quanto riportato sul sito dell'University of Michigan, questi serpenti utilizzano la seconda strategia soprattutto negli orari crepuscolari.

Stato di Conservazione

Secondo quanto riportato dalla IUCN, il marasso non è una specie a rischio di estinzione e viene, quindi, categorizzata come (LC – Least Concern). Ad oggi, lo svolgimento di un censimento che possa risultare affidabile riguardo la dimensione della popolazione europea di marassi è considerato un progetto estremamente complicato e, infatti, non è possibile determinare il numero di individui presenti nel nostro continente.

La specie viene considerata come molto comune all'interno dei suoi habitat ideali, mentre tende a scomparire dal fondo valle, dalle zone alterate, oppure nei luoghi in cui vengono svolte attività di disboscamento.

Proprio a causa di questi fattori, le popolazioni della Pianura Padana vengono considerate estinte da decenni. Per evitare che ciò accada anche altrove, la Vipera berus è stata inclusa tra le specie protette nella convenzione di Berna.