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Etologa

Il fenicottero rosa (Phoenicopterus roseus) è un uccello gregario della famiglia dei Phoenicopteridae, riconoscibile per il caratteristico colore che lo accomuna agli altri uccelli appartenenti a questa famiglia, come il lungo collo, le lunghe zampe e il becco ricurvo. Questi uccelli fanno parte dell'ordine dei Phoenicopteriformes, sebbene fino a qualche anno fa venissero considerati specie appartenenti ai Ciconiiformes, per via della loro leggera somiglianza con le cicogne.

Caratteristiche del fenicottero rosa

Il Phoenicopterus roseus è la più grande specie di fenicottero esistente. L'altezza media va dagli 80 ai 150 centimetri, e l'apertura alare sfiora i 2 metri e mezzo. Nonostante le dimensioni, il peso è ridotto e solo raramente supera i 4,5 kg. I maschi sono leggermente più grandi delle femmine, ma il dimorfismo sessuale non è evidente a occhio nudo. Le piume del corpo sono principalmente bianche e rosate. Il becco, grande e ricurvo, è rosa con la punta nera, mentre le caratteristiche lunghe zampe sono rosa tendente quasi al rosso. I pulcini nascono color grigio e guadagnano vivacità di colore con il passare del tempo.

Le altre specie di fenicottero sono il Phoenicopterus ruber (diffuso nei Caraibi, in Centro America e alle Isole Galapagos) e il Phoenicopterus chilensis (tipico del Sud America, in particolare delle coste cilene dell'Oceano Pacifico).

Riproduzione e comportamento dei fenicotteri rosa

Il fenicottero rosa è fortemente sociale e vive in comunità che possono raggiungere i mille individui. Quando arriva la stagione dell'accoppiamento (momento condizionato più dalle condizioni climatiche che dalle stagioni dell'anno), i fenicotteri rosa mostrano comportamenti molto evidenti di corteggiamento: aprono le ali, si mostrano in tutta la loro grandezza e, inoltre, propongono una caratteristica danza che porta più individui a muoversi simultaneamente.

La vita del fenicottero rosa raggiunge circa i 30 anni e la maturità sessuale arriva intorno ai 5 o 6 anni. I partner cambiano negli anni e la cura dei piccoli viene affidata a più individui della comunità, non solo ai genitori. I piccoli di fenicottero, fino ai 2 mesi, non sono in grado di nutrirsi autonomamente. Per questo, a occuparsi della loro alimentazione sono i genitori. Già pochi giorni prima che le uova si schiudano, la mucosa della loro ingluvie, porzione dilatata dell’esofago, inizia a produrre il cosiddetto “latte del gozzo”, una speciale sostanza ricca di grasso con cui vengono nutriti i piccoli durante i primi giorni di vita. Ciò che impedisce ai pulcini di procacciarsi il cibo è il becco non ancora strutturato. Questi volatili, infatti, hanno un becco particolarmente complesso, in grado di filtrare l'acqua salata mantenendo il cibo al suo interno. Il maschio e la femmina costruiscono un nido di paglia e fango dove deporre l'uovo, ma nel caso in cui le condizioni dell'ambiente cambino, e non siano più adatte alla cova (che dura dai 27 ai 31 giorni ed è curata da entrambi i genitori), possono scegliere di abbandonare l'uovo.

Questo uccello è molto rumoroso e, soprattutto nella stagione degli amori, emette suoni simili a grida dal tono quasi "nasale", che possono ricordare una tromba, ma anche il verso delle oche.

Secondo uno studio pubblicato su The Royal Society nel 2017, i fenicotteri stanno spesso su una zampa per tentare di ridurre la fatica. Le lunghe e leggere zampe, infatti, rischiano di affaticarsi nel supportare il peso dell'animale. Inoltre, secondo i ricercatori che hanno condotto lo studio, questa postura permetterebbe all'animale di ridurre la perdita di calore nelle zampe.

Alimentazione

Questi animali sono considerati onnivori: si nutrono di piccoli invertebrati, crostacei e molluschi di laguna, ma ingeriscono anche plancton e alghe. In caso l'habitat ne sia fornito, possono nutrirsi inoltre di granchi o di pesci, che si trovano nei fondi fangosi delle paludi in cui sono soliti infilare il becco.

I fenicotteri sono rosa proprio per la loro alimentazione: uno dei loro alimenti preferiti è l'Artemia salina, un piccolo crostaceo tipico delle paludi molto salate, in cui si possono trovare i fenicotteri rosa. Questo crostaceo è ricco di carotenoidi, pigmenti che conferiscono alle penne del fenicottero il caratteristico colore. Le penne sono infatti di colore più acceso se la dieta contiene una grande quantità di Artemia salina, mentre sono più chiare se l'alimento scarseggia. Il fatto che il colore delle penne sia dato dall'alimentazione spiega, inoltre, perché le penne perse da questi animali cambino presto colorazione, diventando bianche.

Habitat e diffusione

L'habitat ideale del fenicottero rosa è rappresentato dalle lagune e dai grandi laghi salati sulle coste dei mari e degli oceani. La presenza di acqua in questi luoghi è stagionale e per questo motivo il fenicottero rosa si sposta molto, al fine di trovare il luogo ideale in ogni stagione. Secondo uno studio condotto in Algeria e pubblicato sull'International Journal of Biological, Biomolecular, Agricultural, Food and Biotechnological Engineering nel 2015, a condizionare le migrazioni di questi animali sarebbe proprio la disponibilità della giusta quantità di acqua nelle regioni lagunari. Il loro particolare habitat li rende grandi viaggiatori, che si spostano anche più volte nel corso della stessa stagione migratoria. Negli ultimi anni, grazie all'inanellamento, è stato possibile farsi un'idea più precisa dei grandi spostamenti di questo splendido migratore.

Nel bacino del Mediterraneo, secondo uno studio condotto dall'IUCN (Unione Mondiale per la Conservazione della Natura) il Fenicottero rosa si riproduce in Francia (Camargue), Spagna (Fuente de Piedra, Marinas del Guadalquivir, Laguna Salada, Saline di Santa Pola, Delta dell’Ebro) in Tunisia e in Italia (stagno di Molentargius dal 1993, stagno di Santa Gilla, Laguna di Orbetello), ma l’unico sito che sembra garantire costantemente le condizioni favorevoli alla nidificazione è la Camargue, alle foci del Rodano.

Interazione con l'uomo e conservazione

Una piccola comunità di fenicotteri rosa vive a Milano, all'interno di Villa Invernizzi, dove negli anni 70 sono stati trasferiti dal Cile, per volere di Romeo Invernizzi. Per fare in modo che i fenicotteri non si allontanino dai giardini della villa, la lunghezza delle penne alari è tenuta sotto controllo attraverso il clipping, una pratica che prevede l'accorciamento delle ali remiganti in modo da impedire agli uccelli di volare via.

La diffusione del fenicottero rosa va oltre i confini del Mediterraneo e raggiunge anche il Medio Oriente e la Mauritania, in Africa Occidentale. Nei paesi del Medio Oriente questo animale è vittima di bracconaggio, in quanto il traffico illegale di fenicotteri è una delle attività più redditizie nella povera regione della città di Maysan, tra le paludi di Ahwar, dove la gente li vende a chi può permettersi di tenerli in casa.

Il fenicottero rosa è una specie protetta dalla Direttiva Uccelli (79/409/CEE). Si tratta di una specie tutelata inoltre secondo l'Articolo 2 della Legge 157/92, per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio.

I fenicotteri rosa sono molto suscettibili all'inquinamento dell'acqua e al cambiamento climatico che ne condiziona la presenza nelle paludi. Anche l'intrusione nel loro habitat dovuta al turismo o alla costruzione di attività umane incide direttamente sulla loro possibilità di trovare cibo.

Simbologia del fenicottero rosa

Negli ultimi anni, una grande moda ha reso famoso questo animale, diventato simbolo di molte marche di abbigliamento e non solo. Già nell'antichità, però, il valore simbolico di questo animale era enorme. L'irregolarità della loro presenza all'interno di uno stesso territorio portava le popolazioni di fenicotteri ad allontanarsi da una certa area anche per lungo tempo, inducendo le persone a credere che fossero morti. Salvo poi ripresentarsi, anche molti anni dopo, tornando a popolare quella stessa area. Da questa abitudine migratoria irregolare è nata la leggenda dell'araba fenice, un animale in grado, una volta morto, di risorgere dalle proprie ceneri.