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Etologa

Il dingo (Canis lupus dingo) è un mammifero appartenente alla famiglia dei canidi. Vive in gran parte del Sud Est asiatico e in Australia ed è caratterizzato da un'evidente somiglianza con i cani domestici di taglia media. Generalmente il suo mantello è color zenzero, ma vi sono popolazioni che presentano anche colorazioni diverse. Sebbene somigli molto ai cani e sia imparentato anche con il lupo, non può essere considerato come una specie domestica.

Evoluzione e origine del dingo

Secondo uno studio effettuato dal Behavioral Plasticity Research Institute sul DNA dei dingo e pubblicato nell'aprile del 2022, dal punto di vista genetico questa specie si pone a metà strada tra i lupi e i cani domestici. La scoperta rappresenta, di fatto, un nuovo passo avanti che riguarda una storia evolutiva piuttosto complessa e dibattuta. A lungo, infatti, questo canide è stato considerato come un cane rinselvatichito.

Secondo la maggior parte dei ricercatori, infatti, i dingo sarebbero arrivati in Australia tra 5.000 e 8.500 anni fa assieme ai primi umani. Non è chiaro, però, se questa migrazione sia avvenuta solo una o più volte e, soprattutto, non è facile comprendere lo stato di domesticazione in cui si trovava la specie al momento dell'arrivo in Australia.

Sta di fatto, però, che, sebbene vivesse in prossimità degli aborigeni australiani, il dingo non è mai stato allevato dall'uomo. In Asia, invece, dal punto di vista alimentare dipende parzialmente dagli esseri umani, a cui si avvicina alla ricerca di rifiuti. Ciò nonostante, non è corretto considerare i dingo come animali domestici.

Come è fatto il dingo

I dingo assomigliano a cani di taglia media e i soggetti adulti pesano mediamente tra i 10 e i 19 chilogrammi. La specie è caratterizzata da un'evidente dimorfismo sessuale dato dal fatto che i maschi sono più grandi delle femmine.

I soggetti del Sud Est asiatico sono più piccoli di quelli che vivono in Australia e ciò avviene probabilmente a causa di una dieta essenzialmente a base di carboidrati delle popolazioni continentali. I dingo australiani, invece, si nutrono maggiormente di proteine e sono i più grandi mammiferi carnivori d'Australia.

Il mantello è quasi sempre color zenzero con alcune macchie bianche, ma si possono osservare anche soggetti color marrone, bianco e nero o parzialmente neri. I dingo di colore nero, però, si trovano soprattutto in Asia.

Secondo quanto riportato sul sito dell'Australian Museum, per riconoscere un dingo e distinguerlo da un cane, bisogna osservare i canini – più lunghi di quelli del domestico e il muso, che ha una maggiore ampiezza ed è più affusolato.

Habitat e distribuzione

Secondo l'Animal Diversity Web, il dingo si può incontrare in Australia, in Thailandia e, con una frequenza inferiore, anche in Myanmar, alcune zone della Cina sudorientale, Laos, Malesia, Indonesia, Borneo, Filippine e Nuova Guinea.

In Australia occidentale predilige le foreste e le pianure delle aree rurali, ma può addentrarsi anche nel deserto, dove viene attirato dalle pozze d'acqua create per il bestiame. Costruisce la sua tana all'interno di grotte, ripari costruiti precedentemente dai conigli o tronchi cavi. In ogni caso, si trova quasi sempre in prossimità delle zone in cui è disponibile l'accesso all'acqua.

Per quanto riguarda le popolazioni asiatiche, invece, è più facile avvistarle nei pressi dei villaggi, in quanto dipendono maggiormente dai rifiuti prodotti dagli umani, con cui instaura un rapporto di interdipendenza. I dingo, infatti, vengono considerati anche una presenza utile come allarme nel caso in cui qualcuno si avvicini alle case degli ambienti più rurali.

Alimentazione

Il dingo è una specie carnivora e, in seguito all'estinzione della tigre della Tasmania, è incluso tra i principali predatori australiani. La sua dieta varia in base all'ambiente in cui si trova e per quanto riguarda le popolazioni del Sud Est asiatico, si nutre prevalentemente di rifiuti alimentari degli esseri umani, mentre in Australia, preda piccoli mammiferi, ma anche rettili e uccelli. Sono predatori opportunisti e cacciano da soli le piccole prede, mentre si muovono in coppia o in gruppo per predare animali più grandi, come ad esempio i canguri.

Come spesso accade quando gli esseri umani convivono con i carnivori, il dingo è stato protagonista di alcuni conflitti. Secondo molti allevatori australiani, infatti, il dingo preda spesso il bestiame e, per questo motivo, viene perseguitato. Secondo i ricercatori del Behavioral Plasticity Recearch Institute, però, a cacciare gli animali da allevamento sono soprattutto i soggetti nati dall'ibridazione dingo – cane, mentre i dingo cacciano preferibilmente le specie selvatiche.

Comportamento

I dingo mostrano comportamenti che ricordano fortemente quelli dei cani appartenenti alle cosiddette razze primitive, ovvero quelle che sono state meno manipolate dall'uomo.

I giovani trascorrono molto tempo da soli, ma possono anche unirsi a formare gruppi sociali composti da 4-12 individui, i quali si aiutano reciprocamente nelle attività di caccia. Di fatto non vi è molta interazione tra i gruppi rivali, anche perché i soggetti tengono a non allontanarsi molto dal luogo di nascita.

Vi è comunque la tendenza a difendere il proprio territorio, in particolar modo durante la stagione degli accoppiamenti. Ogni gruppo è formato da una coppia a cui gli altri membri si sottomettono. L'accoppiamento è concesso solo alla femmina dominante e, nel caso in cui nascano cuccioli da altre femmine, gli stessi vengono uccisi dalla femmina dominante. Vi è una forte tendenza alla monogamia e i cuccioli della coppia dominante vengono allevati con l'aiuto degli altri soggetti del gruppo.

I dingo abbaiano solo molto raramente, ma tendono a ululare con una certa frequenza, in particolar modo di notte, nel tentativo di attirare i membri del branco o di allontanare gli intrusi. Altre forme di comunicazione includono lo strofinarsi e l'urinare su oggetti o su ciuffi d'erba con l'intento di delimitare i confini territoriali.