Se solo poteste scegliere di andare indietro nel tempo, tornereste nel luogo dove siete stati felici? La felicità, se sradicata da una connotazione romantica e narrativa, può essere anche intesa come il senso di gratificazione che segue al dolore. È ampiamente accettato che i vertebrati fanno esperienza di questo stato emotivo negativo, mentre negli invertebrati è ancora oggetto di discussione a causa della presenza di cervelli meno elaborati.

Tra gli invertebrati però i cefalopodi, come ad esempio i polpi, spiccano per le loro abilità: hanno infatti cervelli di grandi dimensioni e elevate capacità cognitive che permettono loro di eseguire comportamenti complessi. Uno studio recentemente pubblicato su iScience dimostra che anche i polpi riescono a provare dolore, inteso non solo come risposta a uno stimolo ma come un vero e proprio stato emotivo negativo e evitano di tornare nei luoghi dove sono stati soggetti a uno stimolo nocivo.

I polpi evitano i luoghi dove hanno provato dolore

©Crook, R. J. (2021). Behavioral and neurophysiological evidence suggests affective pain experience in octopus. Iscience, 24(3), 102229.
in foto: ©Crook, R. J. (2021). Behavioral and neurophysiological evidence suggests affective pain experience in octopus. Iscience, 24(3), 102229.

La ricercatrice Robyn J. Crook della San Francisco State University ha studiato 29 esemplari di polpo pigmeo di Bocki (Octopus Bocki), sottoponendoli a due esperimenti: il Conditioned place avoidance (CPA) e il Conditioned Place Preference (CPP). I test consistono nel porre gli esemplari davanti a due camere: una con le pareti a strisce e una a pois, in modo tale da renderle riconoscibili visivamente. I polpi sono stati liberi di esplorare le due camere e di sceglierne una: a questo punto ad alcuni individui è stata iniettato acido acetico, uno stimolo doloroso, mentre ad altri una soluzione salina senza alcun effetto. Gli esemplari che hanno subìto lo stimolo nocivo hanno successivamente evitato la camera che avevano scelto all'inizio del test, mentre gli altri non hanno mostrato alcuna preferenza nella scelta della camera dove andare. La ricercatrice ha poi iniettato ai polpi, mentre provavano lo stimolo doloroso, della lidocaina, un analgesico che dava sollievo dal dolore. In questo caso i polpi mostravano una preferenza per la stanza dove avevano subìto l'iniezione dimostrando così che avevano provato un dolore prolungato nel tempo alleviato dalla gratificazione e dal sollievo dovuto all'analgesico. Inoltre, i polpi che avevano subito l'iniezione con acido acetico, mostravano un comportamento di grooming verso la zona infiammata dall'iniezione, arrivando anche a rimuovere qualche lembo di pelle. Infine, sono state effettuate anche delle registrazioni elettrofisiologiche per verificare come gli stimoli nocivi venivano elaborati dal cervello centrale.

I polpi provano dolore emotivo

©Crook, R. J. (2021). Behavioral and neurophysiological evidence suggests affective pain experience in octopus. Iscience, 24(3), 102229.
in foto: ©Crook, R. J. (2021). Behavioral and neurophysiological evidence suggests affective pain experience in octopus. Iscience, 24(3), 102229.

Questo è il primo studio che dimostra che i polpi fanno esperienza del dolore, vivendolo come un vero e proprio stato affettivo negativo. Gli esemplari hanno infatti evitato la camera in cui avevano subìto uno stimolo nocivo, riconoscibile da stimoli visivi, nonostante l'iniezione della sostanza fosse avvenuta in un luogo e in un tempo diverso. In poche parole, i polpi riescono ad associare ai luoghi la propria esperienza positiva o negativa, preferendo quelli in cui sono stati bene.

La scelta della camera motivata invece dall'analgesico è un metodo accettato e provato nei mammiferi per dimostrare la componente esperenziale e emotiva del dolore. Inoltre, sperimentare un dolore prolungato era stato fino ad oggi dimostrato solo nei mammiferi, ma la presenza anche nei polpi fa emergere la necessità di tutelare maggiormente il loro benessere sia nella ricerca che in altri contesti. Infine, il comportamento di grooming nella zona iniettata dimostra che il sistema nervoso centrale del polpo riesce a localizzare il punto preciso del dolore. I ricercatori suggeriscono che sono necessari ulteriori studi per capire come e perché l'esperienza del dolore si sia evoluta nei cefalopodi, che negli animali sociali si ritiene essere un meccanismo adattativo.

"Il mio amico in fondo al mare" vince ai Bafta: il labile confine tra la meraviglia del mondo animale e le ossessioni umane

La vera storia del polpo che cammina sui fondali oceanici

A ogni specie la sua mente: gli animali intelligenti