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23 Novembre 2023
11:26

I cani possono soffrire di depressione stagionale?

Per i cani e gli esseri umani, l'inverno significa meno ore di luce. Nelle persone, questo può portare al disturbo affettivo stagionale (SAD), che è un tipo di depressione con andamento stagionale. Anche il comportamento del cane può risentire dei cambi di stagione.

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Medico Veterinario
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Quando l’inverno arriva le temperature si abbassano, le giornate si accorciano e, per alcuni, la tristezza si fa sentire. Conosciuta anche come "disturbo affettivo stagionale" (SAD), questa condizione può esprimersi negli esseri umani come stato depressivo maggiore, affaticamento, bassa energia e ritiro sociale, che di solito iniziano in autunno e continuano nei mesi invernali e meno spesso, in primavera o all'inizio dell'estate.

Ma il cambio di stagione influisce anche sull’ umore dei nostri cani? La risposta breve è: probabilmente. Quella lunga è un po' più complicata.  Scopriamola assieme.

Cos'è il disturbo affettivo stagionale

Poiché i cani condividono stati d'animo e chimica cerebrale simili a quelli degli esseri umani, è ragionevole pensare che possano soffrire anche di  SAD.

Negli esseri umani si pensa che tale condizione derivi dalla diminuzione della quantità di luce solare in autunno e in inverno. Questo può alterare l’orologio biologico, abbassando i livelli di serotonina (una sostanza chimica del cervello che regola l'umore) e aumentando la melatonina (una sostanza chimica del cervello rilasciata dalla ghiandola pineale che influisce sul sonno). Uno studio sui cani da slitta ha dimostrato che i livelli di melatonina dei cani erano più alti in inverno che in estate: quindi, forse anche i cani sono suscettibili a tale disturbo.

Ma oltre alla parte neurochimica, bisogna considerare l’aspetto relazionale del rapporto uomo-cane. Gli umani potrebbero proiettare la tristezza stagionale sui loro animali domestici oppure se il pet mate si sente giù o soffre di SAD non è difficile immaginare che ciò possa avere un impatto sullo stato emotivo del cane.

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O ancora i pet mate possono fornire ai loro cani meno stimoli mentali ed esercizio fisico, e questo può generare i segni comportamentali della depressione stagionale.

Tuttavia, al momento, non ci sono prove scientifiche che dimostrino la presenza di tale disturbo nei cani così come diagnosticato negli esseri umani. C'è da considerare però che anche i cani hanno la ghiandola pineale nel cervello, deputata alla produzione di melatonina, un ormone derivato dalla serotonina che modula il sonno. Quindi potrebbe essere concepibile che anche i cani vivano cambiamenti di umore stagionali. Stessa ghiandola, stessa funzione, stessa condizione patologica?

Sintomi

Dal momento che non c’ è una diagnosi di certezza nei nostri cani, quali segni possiamo osservare per ipotizzare una depressione stagionale? Alcuni possono includere:

  • Dormire più del solito.
  • Mostrarsi più apatico ed annoiato.
  • Minori richieste di gioco e di interazione.
  • Cambiamenti nell'appetito (in genere aumento dell'appetito, ma gli animali depressi possono mangiare meno).
  • Aumento del nervosismo, agitazione (estate-inverno).
  • Aumento dell’ansia (inverno- estate).

Bisogna ricordarsi di escludere i disturbi fisici prima di presumere che il cane stia attraversando uno stato depressivo. Il disagio fisico potrebbe far sì che un cane si comporti in modo letargico o disinteressato, ed è importante affrontare eventuali problemi fisici sottostanti prima di occuparsi degli stati di disagio emotivo.

Cosa fare se il cane soffre di disturbo affettivo stagionale

I cani sono animali dalla socialità attiva, generalmente adorano svolgere attività con il gruppo famiglia e ci sono molte opzioni per mantenere corpo e mente impegnati durante i  mesi invernali.

Ad esempio, possiamo proporre al cane attività fisica per aiutarlo a mantenersi in forma. E' vero, potrebbe far freddo, ma una bella passeggiata in montagna o in campagna può indurre una dose di piacere, rappresentando un ottimo modo per rilassarsi e condividere del tempo insieme.

Se il clima non rende possibili le attività all'aperto, prendiamo in considerazione l'idea di coinvolgere il nostro cane con dei giochi olfattivi che, oltre ad essere divertenti, stimolano "il naso" e  favoriscono lo sviluppo dell'autostima nel cane. In questo modo il nostro cane si sentirà capace di ottenere il risultato e si abituerà a mantenere la concentrazione.

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O ancora, proporre giochi di attivazione mentale, risolvibili, graduali e alla portata del cane: sono attività adatte ai cani che hanno voglia di interagire con i propri pet mate, utili anche per i soggetti più anziani o leggermente apatici, i quali ne trarranno enorme beneficio perché manterranno allenata la memoria e l'attenzione.

Tra le attività al chiuso, sicuramente possiamo annoverare i giochi di masticazione: un’attività appagante per i cani e potenzialmente distensiva, che li aiuta a gestire le emozioni che stanno vivendo.

Come prevenire la depressione stagionale

E' difficile prevenire un potenziale disturbo che segue l'andamento delle stagioni. Ciò che è molto utile è riconoscere la variazione comportamentale  del nostro cane in seguito ai cambi di stagione,  ed agire rapidamente insieme al veterinario esperto in comportamento animale e all' istruttore cinofilo, per cercare di gestire il fenomeno, agendo sulle risorse soggettive e personali di quel "paziente".  In questi casi anche il nutrizionista veterinario ci viene in aiuto, integrando ad esempio Omega-3 e Vitamina D, nutrienti utilizzati nella co-terapia del disturbo depressivo stagionale in umana.

Un buon suggerimento è:  se arriva la tristezza, bisogna provare ad antagonizzarla con la curiosità, l'entusiasmo… e con l'equipe veterinaria multidisciplinare.

Le informazioni fornite su www.kodami.it sono progettate per integrare, non sostituire, la relazione tra il paziente ed il proprio veterinario.
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Luigi Sacchettino
Medico Veterinario
Sono un medico veterinario, specialista in etologia applicata e benessere animale, ed esperto cinofilo nell'area comportamentale. Ho iniziato la formazione come educatore con approccio cognitivo zooantropologico e ho proseguito nell’ambito della riabilitazione comportamentale. Lavorare insieme ai cani ha incrementato la mia passione, per questo frequento un dottorato in medicina veterinaria con focus sul rapporto tra il microbiota  intestinale e il comportamento del cane, la terapia del dolore e la fitoterapia veterinaria. Mi piace molto ascoltare le persone, gli animali e studiare nuove lingue.
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