12 Febbraio 2023
9:15

I cani e Charles Darwin: una relazione di affetto e rispetto

In occasione del Darwin Day vi raccontiamo un aspetto molto intimo e poco conosciuto del grande naturalista Charles Darwin: il suo amore per i cani, in particolare verso Polly la Fox Terrier che lo ha accompagnato fino agli ultimi istanti della sua vita.

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Oggi 12 febbraio in tutto il mondo si celebra il Darwin Day, il giorno dell'anniversario di nascita del grande naturalista inglese Charles Darwin, tra i più importanti e influenti scienziati della storia dell'umanità. In occasione di questo giorno, abbiamo deciso di raccontarvi un aspetto poco conosciuto e molto intimo del padre dell'evoluzione: la sua passione per i cani.

Darwin amava tutti gli animali e nel corso della sua vita ha convissuto assieme a molti di questi, tra cui persino le testuggine giganti della Galápagos, ma era soprattutto con i cani che aveva un rapporto davvero speciale che ha portato avanti per tutta la durata della sua vita.

Fin da quando era ragazzo Charles Darwin adorava i cani, nella sua autobiografia ricorda infatti una delle citazioni più celebri, poco lungimiranti e decisamente poco affettuose del severo padre Robert che recita: «Non fai altro che andare a caccia, occuparti di cani e catturare topi, sarai perciò una disgrazia per te stesso e per tutta la famiglia». Darwin era talmente affascinato e attratto dai cani che si è sempre preso cura anche di quelli del resto della famiglia, instaurando con alcuni di loro un rapporto profondo che tra gli umani riservava a pochissimi tra familiari e amici.

Darwin e i cani, compagni di vita e protagonisti dei suoi studi

Erano i compagni perenni di Darwin in casa e sul campo, nelle passeggiate e durante la caccia, nello suo studio privato e davanti al camino. Ma per il il naturalista inglese erano anche affascinanti soggetti di studio, in particolare per le variazioni tra le razze e nel comportamento, e per le loro spiccate capacità sociali ed emotive, che secondo Darwin si avvicinavano molto a quelle degli esseri umani. Nei capitoli di apertura de L'origine dell'uomo utilizza infatti proprio i cani come esempi per sottolineare come anche gli altri animali provano «piacere, dolore e felicità».

Anche quando ha viaggiato sul Beagle in giro per il mondo spesso il suo pensiero andava ai suoi cani lasciati in Inghilterra. In ognuna delle tante lettere che scriveva alla sorella Caroline chiedeva sempre «notizie dei cani».

E di cani nella sua vita ne sono passati davvero tanti. tra questi possiamo ricordare Snow, un volpino di Pomerania, Dash, un Pointer inglese, Bob un Retriever, numerosi Terrier (Nina, Spark, Pincher e Sheila) e Bran, un Levriero Scozzese. Ma c'è stato un cane in particolare che più di tutti ha segnato in maniera indelebile la vita di Darwin, fino all'ultimo giorno: la piccola e arguta Polly.

E alla fine arriva Polly

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La figlia di Charles Darwin, Henrietta, insieme a Polly

Polly era originariamente la Fox Terrier di sua figlia Henrietta. Darwin decise di adottarla quando lei si sposò e si traferì per seguire il marito. Polly è stata senza dubbio il cane più amato dal naturalista inglese, come teneva spesso a rimarcare anche tra la fitta corrispondenza che portava avanti con familiari e amici: «Sottoscrivo con tutto il cuore quello che dici sulle qualità dei cani: ne ho uno che amo con tutto il cuore». La piccola Fox Terrier tanto amata da Darwin era sempre al suo fianco, anche quando lui lavorava rinchiuso nel suo studio lei era sempre lì, tranquilla e acciambellata nel cestino vicino al fuoco.

Con Polly Darwin instaurò una relazione molto profonda e lo scienziato era solito giocare con lei facendole prendere al volo i biscotti che le poggiava sul naso. Aveva un modo particolarmente affezionato e scherzosamente severo di parlarle e la considerava una cagna molto astuta. Darwin notò, per esempio, che capiva sempre quando lui stava per lasciare la casa e la piccola si rattristiva molto per questo. Al contrario, quando in casa tutti si preparavano al suo ritorno, lei si mostrava eccitata, ansiosa e felice.

Darwin è sempre stato un compagno affettuoso con Polly, anche quando lei reclamava insistentemente attenzioni, si sdraiava su di lui oppure quando correva verso la finestra della veranda per abbagliare agli estranei in giardino, un gioco che un Darwin divertito chiama «to bark at naughty people» ("abbaiare alle brutte persone").

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L’illustrazione di Polly in L’espressione delle emozioni nell’uomo e negli animali di Charles Darwin

Polly fece persino da modella per una delle opere più importanti scritte dal naturalista inglese: L'espressione delle emozioni nell'uomo e negli animali. La piccola Fox Terrier compare infatti in una delle illustrazioni sulle espressioni emotive dei cani, accompagnata dalla didascalia: «Piccolo cane che guarda un gatto su un tavolo».

Gli ultimi giorni di Darwin e Polly

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Lo studio di Charles Darwin con la cuccio vuota vicino al camino

La loro relazione durò fino alla morte di Charles Darwin, avvenuta il 19 aprile 1882 e pochi giorni dopo si spense anche la piccola Polly. La Fox Terrier fu seppellita nel frutteto di famiglia, ai piedi di un albero di mele, proprio lì dove lei e Darwin spesso passavano del tempo insieme durante le lunghe passeggiate in giardino. Per qualcuno potrà sembrare semplicemente una coincidenza, ma la relazione intima e profonda che si era istaurata tra Polly e il grande naturalista era talmente forte che è quasi impossibile non pensare che sia stato anche a causa del forte dolore provato per la perdita del suo punto di riferimento.

Charles Darwin è sempre stato una persona estremamente riservata, quasi a livelli maniacali. Ma tutti i cani che hanno fatto parte della sua vita – con ovviamente Polly in modo speciale – sono però riusciti a scardinare quel quasi morboso desiderio di privacy meglio di tante altre persone. Erano tra i pochi privilegiati a poter essere lì con lui nel suo studio, proprio mentre rimuginava e si tormentava per le teorie che avrebbero cambiato per sempre il mondo in cui osserviamo oggi il mondo naturale e noi stessi. In un certo qual modo anche i cani tanto amati da Darwin sono stati attori partecipi e fondamentali di quella rivoluzione scientifica e filosofica chiamata teoria dell'evoluzione.

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Salvatore Ferraro
Redattore
Naturalista e ornitologo di formazione, sin da bambino, prima ancora di imparare a leggere e scrivere, il mio più grande sogno è sempre stato quello di conoscere tutto sugli animali e il loro comportamento. Col tempo mi sono specializzato nello studio degli uccelli sul campo e, parallelamente, nell'educazione ambientale. Alla base del mio interesse per le scienze naturali, oltre a una profonda e sincera vocazione, c'è la voglia di mettere a disposizione quello che ho imparato, provando a comunicare e a trasmettere i valori in cui credo e per i quali combatto ogni giorno: la conservazione della natura e la salvaguardia del nostro Pianeta e di chiunque vi abiti.
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