12 Febbraio 2023
9:21

Da ragazzo svogliato a “padre” dell’evoluzione: com’era da giovane Charles Darwin

Il viaggio del giovane Charles Darwin a bordo della Beagle segnerà un capitolo importante per la storia del naturalista e per quella del Mondo intero. Non tutti sanno, però, che prima di quel viaggio lo zoologo britannico era un giovane studente svogliato interessato solo a collezionare insetti.

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Il canto delle cicale riempie l'aria di un afoso pomeriggio d'estate. In mezzo all'erba alta se ne sta accovacciato un ragazzo britannico di 19 anni con i capelli scuri e il volto imperlato di sudore. Ha scovato sulla corteccia di un albero un insetto molto raro, un coleottero che non vuole in alcun modo far scappare. Un vento caldo smuove i suoi capelli mentre lentamente si avvicina di più all'animale per poterlo catturare. Arrivato a un passo dalla meta si accorge di un problema logistico: nelle mani stringe già altri due insetti.

È in quel momento che gli viene un'idea "geniale", un'idea che potrebbe venire solo a un adolescente non troppo sveglio: il giovane si libera dell'insetto che tiene nella mano destra mettendoselo in bocca e tenta di afferrare il terzo sulla corteccia. Inutile dirlo, l'animale che tiene in bocca si ribella e spruzza un liquido acre che ustiona la sua lingua. Il ragazzo lascia perdere gli insetti e cade carponi incredulo della misera figura che ha fatto. È il 1828 e ancora nessuno sa che quel ragazzo sorprendentemente ingenuo di lì a 30 anni sconvolgerà il panorama scientifico con una teoria sulla vita fra le più rivoluzionarie di sempre: il suo nome è Charles Darwin.

Darwin è un giovane come tanti se ne vedono fra i banchi delle scuole di tutto il mondo: curioso, attivo, a volte svogliato e impertinente. Quinto di sei figli, Charles nasce a Shrewsbury, una cittadina non molto lontana dalla frontiera con il Galles, il 12 febbraio 1809. A condizionare i primi anni della sua vita da giovane borghese è principalmente la famiglia dal grande curriculum accademico.

Nipote di Erasmo Darwin, medico e prolifico autore scientifico, e figlio di Robert Darwin, anch’egli medico affermato nonché banchiere privato e operatore finanziario di spicco della sua contea. La madre, invece, è Susannah Wedgwood, figlia di influenti industriali coinvolti nel business delle ceramiche, famose ancora oggi a distanza di secoli per la loro raffinatezza. Queste figure per il piccolo Charles sono imponenti lumi, fari da seguire che, come tutte le luci abbaglianti, gettano lunghe ombre fatte di aspettative che Charles disattenderà.

Che studente era Charles Darwin?

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Per seguire le orme del padre e del nonno, infatti, Charles Darwin viene inviato all'età di 16 anni a Edimburgo per studiare medicina, nonostante i suoi interessi fossero già evidentemente improntati sulla conoscenza del mondo naturale. In ogni caso per Darwin questa è un'occasione unica: Shrewsbury inizia a stargli stretta e ha bisogno di sentire il suono delle carrozze per strada e il vivo chiacchiericcio degli abitanti di una grande città chiamata anche "l’Atene del Nord" poiché crocevia di intellettuali da tutto il mondo durante l'Illuminismo.

Vive i suoi giorni da studente universitario in un piccolo appartamento insieme al fratello Erasmus con cui segue diversi corsi come anatomia, chirurgia, pratica ospedaliera e molti altri. Erasmus può essere definito una delle figure che ha impattato di più sul percorso del futuro naturalista. È grazie a lui se durante gli anni della scuola, mentre i professori lo definiscono pigro e svogliato, impara cos'è realmente la scienza attraverso lunghe e pazienti osservazioni degli esperimenti di chimica del fratello. La sua passione per questa materia fa venire in mente ai suoi amici dell'epoca persino di soprannominarlo Charles "Gas" Darwin. Forse è proprio per questo suo trascorso fra provette scaldate a fiamma e il ribollire di composti chimici che all'università decide di frequentare il corso di chimica tenuto dal celebre Thomas Charles Hope, scienziato che contribuirà a dimostrare l'esistenza dello stronzio e a determinare che l'acqua raggiunge la sua massima densità a 4 ºC.

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Alexander Monro III, dipinto di John Watson Gordon (1788–1864) vi Wikimedia Commons

Anatomia quell'anno, invece, è tenuta da Alexander Monro III, medico scozzese non troppo brillante di cui Charles scriverà: «Ha tenuto delle lezioni sull'anatomia umana noiose quanto lui stesso». Così il giovane Charles inizia a capire quanto le lunghe lezioni sul corpo umano non gli interessino e comprende definitivamente di non essere portato per la medicina quando assiste a due operazioni chirurgiche, prima un’amputazione e poi un intervento su un bambino. Il cloroformio, noto composto chimico usato nell'800 per anestetizzare i pazienti, verrà sintetizzato per la prima volta solo nel 1831, motivo per cui i lettini operatori prima di quella data sono spesso muniti di cinghie per contenere i pazienti che urlano e si dimenano per il dolore inflitto.

Charles decide che questo spettacolo non è di suo gradimento. Si disinteressa delle lezioni e fa amicizia con giovani naturalisti come Brown, futuro presidente della Royal Physical Society, e Coldstream, personaggi che lo accolgono come membro della Plinian Society, un club dell'Università creato nel 1823 per gli studenti interessati alla storia naturale. Dopo aver ripudiato la medicina, Charles pensa che l'Università di Edimburgo non abbia più nulla da offrirgli, ma si sbaglia di grosso. C'è ancora un docente in particolare che riuscirà a stimolare ammirazione e curiosità nel giovane zoologo: Robert Edmund Grant, professore di Zoologia degli Invertebrati marini e convinto sostenitore del lamarckismo, una delle prime teorie sull'evoluzione delle forme viventi che sosteneva l'ereditarietà dei caratteri acquisiti dagli organismi in seguito all'uso o al disuso di un determinato organo.

Charles ha una stima quasi reverenziale per Grant, tanto da seguirlo nelle pionieristiche ricerche sul ciclo vitale degli invertebrati marini nel fiordo di Forth. Insieme sono un due inseparabile: il maestro e il suo pupillo. Un giorno raccolgono piccoli animali nelle pozze lasciate dalla bassa marea e Grant insegna a Charles anche ad usare correttamente il microscopio. È in questo periodo che Darwin fa persino le sue prime due scoperte e tiene la sua prima conferenza pubblica alla Plinian Society: è il 27 marzo 1827 e Darwin ha solo 18 anni. 

Il percorso di Charles si distanzia notevolmente dalla strada lastricata di successi in campo medico che il padre e il nonno hanno previsto per lui. «Sarai la vergogna di te stesso e della tua famiglia», afferma il padre quando decide di spostarlo da Edimburgo per mandarlo all’Università di Cambridge. Solo qui il giovane Darwin è in grado di coltivare la sua passione per le scienze naturali seguendo diversi corsi fondamentali per la sua istruzione. La vita accademica, però, lo annoia. Ha 22 anni quando nel 1831 ottiene i voti minimi necessari per passare agli esami finali. «Un ragazzo molto ordinario, appena al di sotto del livello intellettivo medio», diranno gli insegnanti di Cambridge di quel giovane che un giorno si rivelerà uno dei più grandi scienziati di tutti i tempi.

Come Darwin fu arruolato sulla Beagle

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La Beagle (al centro) in un acquerello del 1841 di Owen Stanley via Wikimedia Commons

Nonostante sia noioso per Charles, studiare a Cambridge ha i suoi lati positivi: il giovane naturalista stringe amicizia con il reverendo John Stevens Henslow, botanico con cui progetta viaggi in regioni lontane. Inoltre, è proprio qui che verso la fine degli studi inizia a interessarsi di geologia, disciplina all'epoca di gran moda tra i naturalisti, compiendo persino un’esercitazione sul campo. Grazie a questa escursione geologica il reverendo Henslow riesce ad approfondire ancor di più la passione di Charles per la natura.

Nell'estate del 1831 il 22enne Charles Darwin è diplomato a Cambridge ed è pronto a godersi le sue meritate vacanze quando giunge a casa sua una lettera. È di Henslow che scrive come il capitano Robert Fitz-Roy, studioso di idrografia e meteorologia, fosse disposto a dividere la sua cabina con un giovane che desiderasse seguire come esperto naturalista, senza ricevere alcuno stipendio, il viaggio del brigantino HMS Beagle. Lo scopo di Fitzroy è viaggiare fino alla terra del fuoco, in Sud America, e stabilire con precisione la posizione di porti e baie sicure, stabilendo un itinerario che durerà 2 anni.

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Il comandante dell’HMS Beagle Robert Fitzroy, dipinto di Charles Hemus via Wikimedia Commons

Fitz-Roy condivide molti aspetti della propria vita in comune con Charles, ma una cosa più di tutte segna il giovane capitano di marina: le grandi aspettative familiari. Infatti, è il discendente di Carlo II d'Inghilterra tramite il padre Lord Charles Fitzroy, mentre sua madre, Lady Frances Stewart, era sorellastra del ministro degli esteri inglese Lord Castlereagh. Per il capitano Fitz-Roy ci sono nel suo futuro solo grandi scoperte e imprese epiche, destino che abbraccia con spavalderia e altezzosità. È poco più anziano di Charles e vuole con sé un gentiluomo naturalista e geologo per scoprire di più sulle isole coralline, conformazioni naturali che all'epoca rappresentavano un vero e proprio mistero. Darwin non sa ancora bene cosa voglia e quale sarà il suo destino, ma accetta di buon grado di andare a sue spese, deciso a dedicare parte del viaggio alla raccolta di esemplari di fauna, flora e reperti fossili da mandare in patria.

È il 27 dicembre 1831, il vento soffia gonfiando le vele della nave regia ormeggiata al porto di Plymouth sul quale Darwin è salito, il mare è calmo e ormai è pronto a partire. Ha tutto l'occorrente di cui ha bisogno e non nasconde di portare con sé sulla nave anche una buona dose di ripensamenti,  proprio come scrive alcune settimane prima alla sorella Susan: «C’è un momento culminante nelle vicende degli uomini, e io l’ho sperimentato, mentre vi avevo completamente rinunciato fino all’una di oggi».

A 22 anni è normale essere spaventati da un viaggio così importante, specialmente poiché una volta partito tutta la sua vita sarebbe radicalmente cambiata. Bastano solo un paio di mesi, però, per confermare in cuor suo la scelta che ha fatto: «Soltanto una persona che ami la Storia Naturalistica può immaginare il piacere di passeggiare sotto le palme di cocco, in un boschetto di banani e di piante di caffè, tra un’infinità di fiori selvatici – scrive a febbraio del 1832 al padre – Spiegarne i colori a un cieco sarebbe proficuo quanto tentare di far capire a una persona che non si è mai allontanata dall’Europa la totale dissimilarità di un panorama tropicale».

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