Per naturalisti, biologi e appassionati di evoluzione il 12 febbraio non può essere un giorno come tutti gli altri. Da un po' di anni, infatti, in tutto il mondo oggi si celebra la nascita del grande naturalista inglese Charles Robert Darwin.

Le celebrazioni sono iniziate già poco tempo dopo la sua morte, e sono diventate sempre più importanti soprattutto in Inghilterra e negli Stati Uniti, dove è stato addirittura istituzionalizzato con una risoluzione al Congresso nel 2015. In Italia viene celebrato dai primi anni 2000, soprattutto grazie all'impegno dell'Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti.

Col tempo il Darwin Day è diventata una giornata internazionale non solo dedicata a uno dei padri della teoria dell'evoluzione (l'altro è Alfred Russel Wallace), ma anche un'importante occasione per celebrare la scienza, la biodiversità, la ricerca e il pensiero razionale. In ogni angolo del globo sono numerosissimi gli eventi organizzati da scienziati, università, associazioni, giornalisti scientifici e divulgatori che con conferenze, incontri, dibattiti e spettacoli commemorano questa giornata parlando di scienza.

Negli anni la portata dell'evento è diventata talmente grande e ricca che spesso le celebrazioni vengono distribuite ben oltre questa data e per tutto il mese di febbraio. A proposito del lavoro rivoluzionario di Darwin, quest'anno si celebrano anche i 150 anni dalla pubblicazione de L'origine dell'uomo e la selezione sessuale (The Descent of Man, and Selection in Relation to Sex) pubblicato il 24 febbraio 1871.

Chi era Charles Darwin

Charles Robert Darwin nasce a Shrewsbury, in Inghilterra, il 12 febbraio del 1809 da Robert Waring Darwin e Susannah Wedgwood. Quinto di sei figli, cresce a The Mount, com'era chiamata la casa della sua rispettata e benestante famiglia. Il padre, ricco e famoso medico, lo spinge a seguire le sue orme e così, nel 1885, si iscrive alla facoltà di medicina dell'Università di Edimburgo, una delle migliori di tutto il Regno Unito. Ben presto capisce che la medicina non potrà mai essere sul mestiere e, dato che non sopporta la vista del sangue, dopo due anni abbandona la facoltà per trasferirsi all'università di Cambridge. Deluso dalle scarse inclinazioni per lo studio e la medicina, il padre vede come unica possibile alternativa farlo diventare un rispettoso parroco anglicano di campagna. A Cambridge, sotto la guida del botanico John Stevens Henslow, le sue innate inclinazioni per la storia naturale diventano sempre più dirompenti. L'occasione che cambierà per sempre la sua vita si presenta nel 1831, quando con una lettera inviatagli dal suo mentore Henslow viene a sapere che il capitano della HMS Beagle, un brigantino della Royal Navy, è alla ricerca di un compagno di viaggio con cui intraprendere una spedizione per mappare la costa del Sud America. Il padre considerava questo viaggio solamente una perdita di tempo e solo l'intervento dello zio di Charles, Josiah Wedgwood, riesce a convincerlo ad autorizzare e a finanziare la sua partenza.

Viaggio di un naturalista intorno al mondo

La Beagle, sotto la guida dell'eccentrico e vulcanico capitano Robert FitzRoy, dopo una serie di tentativi a vuoto parte finalmente il 27 dicembre 1831. Il viaggio durerà cinque anni (tre in più del previsto) e porterà il giovanissimo naturalista a osservare una quantità di luoghi e fenomeni naturali smisurata. Nonostante il mal di mare riuscirà a collezionare materiali e appunti che continuerà a sviluppare e rivisitare per tutto il resto della sua vita. Il viaggio lo porterà a riflettere sulla distribuzione geografica di piante e animali, a scontrarsi con il capitano FitzRoy e il terribile fenomeno della schiavitù, a osservare coi propri occhi il devastante terremoto avvenuto in Cile nel 1835 e a raccogliere importantissimi dati sulla geologia e la paleontologia che saranno fondamentali per il successivo sviluppo delle sue teorie. Dopo tantissime tappe tra Canarie, Capo Verde, Sud America, Galapagos, Australia e Sud Africa, l'incredibile esperienza  si conclude il 2 ottobre 1836.
Il viaggio della Beagle ha cambiato per sempre la storia personale e scientifica di Darwin e getterà le basi per quella che sarà una vera e propria rivoluzione culturale.

L'origine delle specie

Quando torna in patria Darwin è già una celebrità all'interno dei salotti e dei circoli scientifici e fin da subito inizia a lavorare sul materiale e gli appunti accumulati durante il viaggio. Non amava i riflettori e così, dopo aver stilato una lista di pro e contro sul matrimonio, il 29 gennaio 1839 decide di sposarsi con la cugina Emma Wedgwood, cosa comune nella società dell'epoca, e di ritirarsi in quello che diventerà il suo rifugio sicuro per il resto della sua vita: Down House, la tranquilla residenza di campagna nel villaggio di Downe, nel Kent, che Darwin lascerà solamente in pochissime occasioni. Qui, tra salute cagionevole, drammi familiari causati dalla prematura scomparsa di tre dei suoi dieci figli, dilemmi morali legati alle sue idee e grazie al sostegno dell'amata Emma, concepirà la teoria che cambierà per sempre il modo in cui l'uomo vede se stesso e il resto della vita sulla Terra.

L'opera che senza dubbio ha reso celebre Darwin, e che ha rivoluzionato tutto il pensiero scientifico, è L'origine delle specie (On the origin of species by means of natural selection, or the preservation of favoured races in the struggle for life). Ci sono voluti oltre 20 anni di lavoro, riflessioni, drammi interiori e una lettera di Wallace che arrivava alle sue stesse conclusioni (oltre che l'aiuto e l'incoraggiamento di amici e colleghi) per convincere Darwin a pubblicare L'origine il 24 novembre 1859. Nel suo lavoro più importante, il naturalista sostiene che le variazioni ereditarie favorevoli alla sopravvivenza in un determinato ambiente possono diventare sempre più frequenti nel passaggio generazionale, attraverso un processo definito selezione naturale. Le specie viventi non erano più fisse, ma mutevoli e generate le une dalle altre.

Il libro diventa immediatamente un caso internazionale e scatena diversi anni di dibattiti, discussioni e forti liti sia in ambito scientifico che religioso. Le teorie racchiuse al suo interno non risparmiarono neppure l'uomo e il suo posto all'interno della natura. Di punto in bianco Homo sapiens diventa bestia tra le bestie, generata non da un atto caritatevole di una divinità benevola ma da immutabili e incrollabili leggi naturali guidate dalla contingenza e dal caso.

Darwin monitorerà il dibattito a distanza, al sicuro tra le mura di Down House, e le sue teorie verranno difese e incoraggiate soprattutto da Thomas Henry Huxley e altri amici naturalisti. Con l'aiuto della famiglia continuerà a combattere con la sua salute cagionevole, a fare passeggiate, esperimenti e a produrre tantissime altre importanti opere per il resto della sua vita.

L'eredità di Charles Darwin

Charles Darwin muore a Down House il 19 aprile 1882, all'età di 73 anni. Nonostante le polemiche religiose legate alle sue teorie riceve i funerali di stato e viene sepolto nella prestigiosa abbazia di Westminster, a pochi passi da Isaac Newton. Le sue rivoluzionarie teorie, che lo stesso Darwin paragona alla confessione di un delitto, saranno poi confermate e ampliate da tantissimi studi successivi, a partire dai lavori sull'ereditarietà di Gregor Mendel fino ad arrivare alla moderna biologia evoluzionistica.

Esiste un prima e un dopo Darwin. Le sue idee hanno cambiato per sempre il modo in cui percepiamo noi stessi e il mondo naturale. Da quel 24 novembre 1859 l'uomo ha iniziato a maturare una diversa consapevolezza di sé e del proprio ruolo nella fantomatica scala naturae, assistendo al graduale sgretolamento di quella dimensione provvidenziale e antropocentrica in cui aveva sempre trovato conforto. Tuttavia, la perdita di quelle convinzioni che per secoli gli hanno dato una ragione di vita, porta con sé la costruzione di una nuova coscienza ecologica ricca di nuovi obiettivi: quello di conoscere, studiare e proteggere il mondo in cui vive, col senno che non ce ne sarà un altro dopo la morte. Per questa ragione, quindi, la figura di Darwin rappresenta il cambiamento. Scoprire di non essere i destinatari di un dono creato da un Dio deve spingerci a conservare ciò che abbiamo, rispettando e difendendo tutte le infinite forme bellissime che occupano i rami del meraviglioso albero della vita.

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