Il 5 dicembre è la Giornata internazionale del Volontariato. Nasce nel 1985, quando l'Assemblea generale delle Nazioni Unite, con la risoluzione 40/212 decide che è arrivato il momento a livello mondiale di riconoscere l'importanza di chi si dedica, a scopo gratuito, a «sostenere le iniziative di pace, gli aiuti umanitari e di assistenza medica, il monitoraggio dei diritti umani e il supporto di organizzazioni non lucrative di utilità sociale».

Oggi in tutto il mondo la politica rende onore ai volontari, il nostro Presidente della Repubblica ha espresso la sua ammirazione con un messaggio ufficiale in cui ha voluto sottolineare come «questa straordinaria energia civile aiuta le comunità ad affrontare le sfide del tempo e le sue difficoltà. Rinsalda i legami tra le persone, è vicino a chi si trova nel bisogno, riduce i divari sociali, promuove l'accoglienza e la sostenibilità».

Mattarella ha toccato chiaramente l'aspetto della solidarietà in tempi di pandemia, ricordando il «coraggio dei volontari e delle loro associazioni nell'emergenza … I volontari sono stati in prima fila, accanto a medici e infermieri, nel prestare cura ai malati, nel sostenere chi è rimasto solo, nel costruire connessioni laddove tanti rischiavano di venire esclusi». E il Capo dello Stato ha anche riportato l'attenzione sul dato di fatto che, in Italia come in gran parte del resto del mondo, se non vi fossero i volontari le Istituzioni ancora non sarebbero in grado di affrontare i problemi che attanagliano la società civile: «Le istituzioni – locali, nazionali, internazionali – hanno nei volontari e nelle loro associazioni alleati importanti nell'affrontare i cambiamenti che si rendono necessari per costruire una società migliore».

C'è una fetta di volontariato, però, che ancora una volta dovrà sentirsi forzatamente e ottimisticamente inclusa nelle parole di Sergio Mattarella. Ciò che è evidente, infatti, in questa occasione così importante che ogni anno si rinnova e che proprio da anni manca, in realtà, un riferimento chiaro e diretto nei confronti dei volontari che si occupano degli animali. In un'epoca di pandemia, poi, sarebbe stato un messaggio ancora più forte ricordare agli abitanti della Terra che senza persone che ogni giorno si danno da fare per migliorare la vita di altri esseri viventi oggi avremmo già solo in Italia una situazione drammatica in termini di abbandoni o anche solo di diffusione della malattia e controllo della stessa, pensando ai fenomeni di spillover indotti, del resto, proprio dagli esseri umani.

"La grandezza di una nazione e il suo progresso morale possono essere valutati dal modo in cui vengono trattati i suoi animali": è una delle citazioni più note del Mahatma Ghandi. Citazione spesso abusata, utilizzata proprio dai leader politici in tempi di campagne elettorali con promesse per attirare un elettorato che poi viene puntualmente disilluso. Queste parole, così sacre e importanti, però rimangono scolpite nella pietra e sulla pelle di chi davvero ci crede e, ancora di più, di chi davvero compie azioni concrete perché il posto in cui vive sia a misura non solo degli esseri umani ma di tutte le specie che abitano il nostro Pianeta.

Ogni giorno, e pensiamo solo all'Italia, migliaia di persone si recano in canili o gattili per alleviare la vita di animali segregati dentro box di cemento, nella maggior parte dei casi. Ogni giorno volontari pattugliano le strade, soprattutto nel Meridione, per verificare le condizioni di cani e gatti che vivono in libertà e sui cui è necessario fare corrette valutazioni per capire se sono soggetti liberi e appartenenti alla comunità nella quale gravitano o animali maltrattati, abbandonati e necessitanti di cure.

C'è nel mondo degli animalisti una grande polemica tra chi opera su territori in cui il fenomeno del randagismo insiste pesantemente su come si possa affrontare al meglio, per gli animali, la loro condizione di libertà e si discute tanto all'interno del mondo degli "amanti degli animali" su quali siano le corrette prassi da seguire per, appunto, aiutare davvero un animale e non togliergli la possibilità tanto di rimanere libero quanto di trovare una famiglia che possa convivere con lui in serenità.

Distinguere quando e come operare è un aspetto fondamentale che deve rendere il mondo del volontariato animale più professionale e meno "di cuore" ma questa volta, in un'occasione così importante per il mondo intero come una giornata dedicata a tutti i volontari, non è di questo che si vuole discutere.

Il messaggio che vogliamo mandare oggi, qui su Kodami, è dunque sinceramente e fortemente politico, chiama in causa proprio le Istituzioni citate da Mattarella: è ora che facciate la vostra parte, in maniera seria e oculata, garantendo a chi opera davvero sul territorio un supporto concreto e reale che non sia solo un "grazie" che, per giunta, ancora manca in maniera diretta e ufficiale.

Un altro messaggio, infine, va da parte nostra proprio ai volontari che spendono tempo, risorse e mezzi: è ora di contribuire tutti insieme a una causa che, pensiamo, non può e non deve più dividere ma unire e far sì che la parola "collaborazione" abbia un senso per coloro ai quali tutti i nostri sforzi sono diretti: gli animali e una pacifica convivenza con loro.

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