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20 Maggio 2023
21:00

Fugatti alla manifestazione contro orsi e lupi a Trento: «Dobbiamo avere la possibilità di abbatterli»

Durante la manifestazione organizzata dai cittadini contrari alla presenza dei grandi carnivori, il Presidente della Provincia Autonoma di Trento ribadisce ancora una volta di voler uccidere gli orsi trentini "in eccesso"

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Nella mattinata del 20 maggio, in Piazza Dante a Trento, si è tenuta una manifestazione organizzata dai cittadini contrari alla convivenza con i grandi carnivori in Trentino. L'evento ha visto la partecipazione di diverse centinaia di persone, tra i quali anche Maurizio Fugatti, Presidente della Provincia Autonoma di Trento, che è salito sul palco e ha preso la parola, ribadendo ancora una volta la sua opinione a riguardo: «Se superano un certo numero, dovremmo avere la possibilità di abbatterli – e aggiunge – L'obiettivo è quello di raggiungere un'autonomia sul tema e attuare un "piano di gestione trentino"».

«Fugatti ha perso un'occasione – commenta Simone Stefani, vicepresidente della Lav, a Kodami –  Poteva approfittare del palco di Piazza Dante per provare a spiegare a quelle persone come mai la Provincia è stata assente sui temi dell'informazione, del monitoraggio e della prevenzione. Ancora una volta prende in giro i trentini, non offrendo contenuti seri. Conduce solo una campagna elettorale maldestra sulle spalle degli orsi».

Su quanto affermato da Fugatti si esprime anche Oipa, che risponde all'intervento con un comunicato in cui chiede al Presidente di lasciare la parola a scienziati, etologi e naturalisti: «Invece di blandire continuamente un elettorato rancoroso e livoroso, che vorrebbe la "legge del taglione" contro i grandi carnivori che abitano i boschi del Trentino, dovrebbe pensare a fare un minimo di autocritica, laddove gli incidenti anche tragici cui abbiamo assistito sono da attribuire a una mancata o non corretta gestione della fauna – si legge – I metodi non cruenti e rispettosi della vita animale che possono determinare una serena convivenza tra i grandi carnivori e le comunità locali ci sono. Li applichi».

E l'alternativa, esiste, infatti, visto che pochi giorni dopo la terribile tragedia che ha causato la morte di Andrea Papi, nei boschi di Caldes, la Lav ha individuato due centri disposti ad accogliere l'orsa JJ4, considerata responsabile dell'aggressione. Nei giorni successivi anche Oipa ha annunciato di aver individuato un terzo santuario, situato in Romania, in cui poter trasferire il plantigrado, eppure Fugatti continua a parlare di abbattimento, mentre l'orsa rimane rinchiusa nel recinto del Casteller insieme a M49, in attesa del responso del Tar, chiamato ad esprimersi il prossimo 25 maggio sull'ordinanza di uccisione.

«Noi attendiamo con fiducia, sperando che la non esecuzione sia il punto di inizio per una seria convivenza pacifica – commenta Stefani – Purtroppo, però, credo proprio che affinché vi possa essere una trasformazione, bisognerà cambiare le persone che gestiscono questi temi».

In piazza anche Stopcasteller

Per domenica 21 maggio, sempre in Piazza Dante, è prevista anche la manifestazione organizzata dall'Assemblea Antispecista e dalla Collettiva Scobi: «Ribadiremo di avere una posizione profondamente contraria a Fugatti, che agisce in maniera xenofoba, perché disprezza tutto ciò che è diverso da lui – commenta a Kodami Francesca Manzini, portavoce del movimento – Il modo in cui parla degli orsi è lo stesso che, spesso, la Lega usa anche in ambito intraumano. Di fronte a questa gestione, noi vogliamo fare informazione e andremo avanti nella nostra direzione sperando di essere sempre più numerosi».

Riguardo l'evento contro i grandi carnivori, Manzini aggiunge: «Si è trattato di una manifestazione fortemente politicizzata, che dovrebbe far riflettere sulla strumentalizzazione da parte della politica, di questa vicenda – e conclude – Soffiano sulla paura della gente dopo aver governato per 5 anni riducendo nettamente la circolazione delle informazioni. Nel frattempo Fugatti ripete da oltre un mese che vuole uccidere o trasferire settanta orsi, ma sono numeri detti a caso e non supportati da alcuna fonte scientifica. Per fortuna esistono ancora delle leggi in questo paese che gli impediscono di intervenire come vorrebbe».

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Claudia Negrisolo
Educatrice cinofila
Il mio habitat è la montagna. Sono nata in Alto Adige e già da bambina andavo nel bosco con il binocolo al collo per osservare silenziosamente i comportamenti degli animali selvatici. Ho vissuto tra le montagne della Svizzera, in Spagna e sulle Alpi Bavaresi, poi ho studiato etologia, sono diventata educatrice cinofila e ho trovato il mio posto in Trentino, sulle Dolomiti di Brenta. Ora scrivo di animali selvatici e domestici che vivono più o meno vicini agli esseri umani, con la speranza di sensibilizzare alla tutela di ogni vita che abita questo Pianeta.
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