12 Maggio 2023
15:40

Individuato un terzo rifugio in Romania per JJ4. La Provincia ancora non ha consegnato i documenti al Tar

Continuano le proposte delle associazioni di tutela animale per evitare l'abbattimento di JJ4. La Provincia, però, non ha ancora inviato al Tar i documenti richiesti per motivare il rifiuto. Leidaa e Oipa, nel frattempo, presentano denuncia contro ignoti per la morte di M62.

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In seguito all'individuazione, da parte della Lav, di due rifugi situati in Germania e in Giordania, disposti ad accogliere l'orsa JJ4, il Tar di Trento aveva intimato alla Provincia Autonoma di inviare un copia della documentazione riguardo gli accertamenti istruttori sulle strutture e un preventivo di spesa per l'eventuale suo trasferimento, potenzialmente coperto dall'associazione.

Ciò nonostante, a tre settimane dalla richiesta, l'Amministrazione Provinciale, che considera impraticabile il trasferimento dell'orsa, non ha ancora consegnato i documenti richiesti per chiarire le motivazioni della decisione.

«La stessa Amministrazione Provinciale nel corso del 2021 ha trasferito due esemplari di orso, già a lungo rinchiusi al Casteller e analogamente "problematici", in strutture di accoglienza ubicate all'estero – aveva scritto il presidente del Tar, Fulvio Rocco, nel provvedimento inviato alla Pat – Si trattava rispettivamente dell'orsa DJ3 trasferita in una riserva tedesca e dell'orso M57 trasferito a sua volta in una riserva ungherese».

Lav ha descritto la mancanza di risposta da parte della Provincia come un «atto gravissimo: oltre ad essere una riconferma della totale mancanza di volontà del Presidente Fugatti di non uccidere l’orsa JJ4, salvezza auspicata anche dalla famiglia Papi, è anche una totale mancanza di rispetto nei confronti del Tribunale regionale della giustizia amministrativa».

Oipa: «Abbiamo individuato un santuario in Romania»

Nel frattempo, dalla Romania arriva anche una soluzione individuata da Oipa. L'organizzazione, infatti, ha informato il Ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, di aver ricevuto il via libera all'ipotesi di trasferimento da parte del Liberarty Bear Sanctuary Zărneşti, un parco situato a Nord di Bucarest, fondato nel 2005 e gestito dall’associazione Millions of Friends. Il recinto misura 69 ettari e ospita già oltri 100 orsi provenienti da situazioni di maltrattamento.

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Il recinto in Romania che si rende disponibile per ospitare JJ4

«In questi giorni abbiamo ricevuto dal santuario le indicazioni sulla procedura d’adottare per l’eventuale trasferimento – spiega la responsabile delle Relazioni internazionali di OipaValentina Bagnato – Si tratta di una procedura minuziosa e attenta alla salute e al benessere dell’animale, che ne garantisce la sicurezza nel trasporto, il controllo sanitario e la gestione. Naturalmente per la nostra associazione sarebbe preferibile la reimmissione in natura ma, se non sarà possibile, questa è una delle soluzioni da valutare».

Come fatto in precedenza dalla Lav, anche Oipa si dice inoltre disponibile per organizzare una raccolta fondi che possa coprire, almeno in parte, i costi del trasferimento.

M62 e le denunce contro ignoti per uccisione di animali

Oltre alle vicende legali alla tragica morte di Andrea Papi e all'orsa JJ4, considerata responsabile dell'aggressione al giovane, la Provincia Autonoma di Trento deve ora gestire anche le denunce ricevute per M62, l'orso di 4 anni che Maurizio Fugatti aveva inserito nella lista dei soggetti "pericolosi". Prima che arrivasse il via libera da Ispra per l'abbattimento, però, il suo corpo è stato trovato in una zona impervia tra Molveno e San Lorenzo Dorsino e, ad oggi, non si può ancora escludere che si sia trattato di un atto di bracconaggio.

L'Ufficio legale di Oipa ha da poco depositato alla Procura della Repubblica di Trento una denuncia querela contro ignoti per uccisione di animale e, a riguardo, è intervenuta anche la fondatrice dell'associazione Leidaa, Michela Brambilla.  «Non dimentichiamo che nel 2015/6, F5, M6 e M21 furono uccisi col veleno in Trentino, in una fase di tensione determinata dal caso dell’uomo ferito a Cadine nel giugno del 2015. Noi abbiamo piena fiducia nella magistratura, perciò abbiamo presentato una denuncia contro ignoti proprio per la morte di M62», ha dichiarato la parlamentare e presidente dell'Intergruppo per il benessere degli animali in un video messaggio.

L'esame autoptico condotto sul corpo dell'animale, infatti, non ha permesso di risalire alle cause della morte, sebbene la Pat avesse dichiarato che sul cadavere di M62, già in stato di decomposizione, erano presenti le tracce di ferimento da parte di un altro animale. «L'ipotesi del bracconaggio rimane ancora aperta – continua Brambilla – La mancanza di trasparenza, la fretta e l'arroganza della Giunta Fugatti non fanno che alimentare il clima di odio e di paura nei confronti dei plantigradi, con potenziali gravi conseguenze».

Visto l'attuale clima che si respira in Trentino, il timore che possa diffondersi il bracconaggio lo aveva esposto anche Andrea Mustoni, zoologo e coordinatore tecnico del Progetto LifeUrsus, in un'intervista rilasciata a Kodami prima del ritrovamento del corpo di M62: «Non possiamo lasciare che sia l'illegalità a gestire il patrimonio collettivo della fauna. La mia speranza, invece, è che la discussione venga riportata su criteri di tipo tecnico, lontani dai proclami e che si riesca, nell'interesse collettivo, a ricondurre la gestione degli orsi verso una maggiore aderenza tecnica. Questo lo dobbiamo fare anche in memoria di Andrea Papi e per rispetto della sua famiglia».

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Claudia Negrisolo
Educatrice cinofila
Il mio habitat è la montagna. Sono nata in Alto Adige e già da bambina andavo nel bosco con il binocolo al collo per osservare silenziosamente i comportamenti degli animali selvatici. Ho vissuto tra le montagne della Svizzera, in Spagna e sulle Alpi Bavaresi, poi ho studiato etologia, sono diventata educatrice cinofila e ho trovato il mio posto in Trentino, sulle Dolomiti di Brenta. Ora scrivo di animali selvatici e domestici che vivono più o meno vicini agli esseri umani, con la speranza di sensibilizzare alla tutela di ogni vita che abita questo Pianeta.
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