19 Aprile 2023
15:11

Sono in Germania e Giordania i due rifugi che vogliono accogliere l’orsa JJ4

L'abbattimento di Gaia, l'orsa JJ4, non è necessario. Due rifugi hanno dato disponibilità ad accoglierla: uno in Germania e uno in Giordania. Lo ha fatto sapere oggi la Lav in conferenza stampa.

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Articolo a cura di Maria Neve Iervolino E Claudia Negrisolo
orsa

L'abbattimento di Gaia, l'orsa JJ4, non è necessario: due rifugi hanno dato disponibilità ad accoglierla: uno in Germania e uno in Giordania. Lo ha annunciato oggi la Lav durante una conferenza stampa organizzata a Trento. Le strutture sono state verificate dall'associazione e ritenute adeguate a far vivere gli orsi sereni e al meglio possibile per le loro caratteristiche etologiche, più di quanto sia possibile al Casteller.

Le due possibili destinazioni sono valide non solo per Gaia, ma per tutti e tre gli orsi considerati “problematici”, sui quali pende la condanna a morte della Provincia. In più, la Lav ha annunciato che anche una terza struttura in Romania ha dato la propria disponibilità ad accogliere gli orsi.

Le prime strutture che hanno già superato il vaglio della Lav sono Gnadenhof für Bären, in Germania, e di Al Ma'wa for Nature and Wildlife, in Giordania, realizzati da Princess Alia Foundation e da Four Paws. La struttura tedesca ospita già un santuario per orsi maltrattati. Al suo interno si trovano animali come gli "orsi ballerini", che vengono fatti esibire soprattutto nei paesi dell'Europa orientale, ci sono anche orsi della luna salvati dagli allevamenti per l'estrazione di bile, e poi gli orsi salvati dai circhi.

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Gnadenhof für Bären

Al momento, sono circa 15 gli orsi che si trovano negli spazi del santuario tedesco, e vengono soprattutto dall'Europa orientale.

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La distribuzione degli spazi nel santuario tedesco

La struttura in Giordania è invece la Al Ma'wa for Nature and Wildlife. Dal 2011 offre riparo alla fauna selvatica e al suo interno ospita una clinica veterinaria, un struttura di quarantena e riabilitazione per tutta la fauna selvatica confiscata e salvata.

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Un orso nella struttura in Giordania

Il Centro Faunistico Casteller è parificabile a un braccio della morte carcerario per la superficie totale che offre a ogni orso, equivalente a un terzo del campo da gioco del Trento Calcio. Sul Casteller, fa sapere la Lav, pende anche un fascicolo davanti al Tribunale penale di Trento. Si rende quindi inutile il provvedimento di uccisione degli animali: una soluzione che non prevede violenza c’è e non può essere ignorata, anche alla luce della riforma della Costituzione, che all’art. 9 prevede espressamente «la tutela degli animali e della biodiversità».

JJ4 è stata condannata per aver ucciso Andrea Papi, il 26enne trovato senza vita nei boschi sopra Caldes. Ma ovviamente questo lei non lo sa: sa solo che una notte è stata catturata in Val di Sole, mentre si trovava con i suoi 3 cuccioli. Dopo la morte del giovane trentino, il presidente della Provincia autonoma Murizio Fugatti ha emesso un'ordinanza di rimozione nei confronti dell'orsa.

Il Tar ha però sospeso il provvedimento fino a maggio, in attesa di ricevere il parere formale con il quale l'Ispra ha dato l'ok all'abbattimento. Il giudice ha chiesto inoltre di formulare un parere anche rispetto al possibile trasferimento «in altro sito senza spese per la Provincia di Trento». Un'apertura che potrebbe aprire nuovi scenari per il plantigrado.

Si tratta di un concetto sottolineato anche dal presidente della Lav Gianluca Felicetti, oggi durante la conferenza stampa organizzata proprio davanti al Casteller: «Avvenimenti tragici, come quello della morte di Andrea Papi, sono la dimostrazione non della colpevolezza degli orsi, ma della trascuratezza e non curanza con cui la Provincia di Trento ha, negli anni, trattato il tema della convivenza con gli animali selvatici».

Fugatti sembra però irremovibile, e si è rifiutato di prendere parte all'incontro di oggi con la Lav. Anzi, durante l'ultima conferenza stampa ha fatto sapere che «non dobbiamo preoccuparci di JJ4 e di come vive, che tanto vivrà benissimo. JJ4 è un tema chiuso», e ha aggiunto che avrebbe al momento della cattura avrebbe «voluto abbatterla sul posto».

Il presidente ha invitato la Lav più volte a trasferire altri orsi, e l'associazione non si è fatta trovare impreparata: «Chiediamo quindi alla Provincia di Trento di accettare la nostra proposta e di affidarci la custodia di JJ4, MJ5 e M49, così da poter procedere con il loro trasferimento, poiché una volta catturati, la loro uccisione aggiunge nulla alla paventata sicurezza dei trentini», ha ribadito Massimo Vitturi, responsabile fauna selvatica della Lav.

Una posizione analoga a quella assunta dall'Ordine dei veterinari di Trento: «Lo stato di salute dell'esemplare JJ4 non giustifica l'intervento eutanasico nell'urgenza, così come prospettato, ma richiede una analisi complessiva della gestione dei plantigradi sul territorio provinciale. Si sollecitano i colleghi professionisti veterinari addetti a vario titolo e iscritti all'Ordine di non assumere alcuna iniziativa che possa provocare la morte del soggetto per eutanasia se non in precedenza concordata con il presente Ordine».

I veterinari hanno inoltre sconfessato il coinvolgimento nella decisione di abbattere Gaia: «Si precisa a tutela e garanzia delle figure professionali della categoria dei medici veterinari della provincia, e contrariamente a quanto lasciato intendere in occasione della conferenza dal presidente Fugatti, che non vi è stato alcun confronto con il presente Ordine né con altri professionisti veterinari delegati in materia, e pertanto non può esserci stata alcuna condivisione sul parere espresso dal governatore».

Prevenzione, non abbattimenti

A febbraio 2021, un anno prima che Gaia partorisse i cuccioli che l’accompagnavano nel momento della cattura, e la cui difesa potrebbe essere all’origine dell’aggressione mortale, la Provincia di Trento aveva ricevuto il parere positivo di Ispra per procedere alla sterilizzazione dell’animale, fa sapere la Lav perché «l’approccio proposto potrebbe effettivamente prevenire ulteriori comportamenti aggressivi da parte della femmina, escludendo ulteriori riproduzioni future dell’animale». Ma la Giunta Fugatti decise di non dare luogo alla sterilizzazione. Questo nonostante Ispra avesse precisato che, in assenza di cuccioli, l’orsa poteva essere potenzialmente innocua e nonostante, addirittura, non fosse stato sostituito il radiocollare guasto.

Nello stesso anno, a seguito del convegno internazionale da noi promosso “Convivere con gli orsi in Trentino”, LAV era riuscita finalmente a incontrare l’assessora provinciale Zanotelli e il dirigente provinciale De Col e Giovannini, consegnando loro le proposte di una strategia di convivenza pacifica con gli orsi. Unico risultato sono state delle alzate di spalle e soprattutto nessun atto è seguito a quell’incontro da parte dell’amministrazione, che non ha neanche voluto partecipare al Convegno dove erano presenti esperti internazionali ed Istituzioni, tra cui la stessa Ispra.

Una delle proposte del nostro piano strategico era la sostituzione di tutti i cassonetti dei rifiuti con i “modelli anti-orso”. La presenza di cibo è infatti considerata uno dei fattori principali che spinge gli orsi a diventare “confidenti”, ossia ad abbandonare la loro naturale diffidenza nei confronti dell’uomo, identificato invece come fonte di cibo di facile reperibilità.

Eppure, nulla di tutto ciò è stato fatto. «Non si è voluto mettere in atto attività di prevenzione, sensibilizzazione e informazione; quindi, ora alla Provincia di Trento non rimane altro che scaricare le responsabilità sugli orsi e prendere provvedimenti drastici: rinchiuderli e addirittura ucciderli», ha concluso l'associazione.

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