Il 12 luglio, a pochi passi dal lago di Ledro, è stata dotata di radio collare un'orsa considerata dal Corpo forestale trentino troppo confidente con gli esseri umani. Come sempre, nei giorni successivi alla cattura e alla liberazione del plantigrado, sono state effettuate le analisi genetiche necessarie per determinare l'identità dell'animale osservato. In questo caso il risultato conferma quanto già sospettato dai forestali: si tratta di F43, una femmina di 3 anni e mezzo che si è avvicinata più volte ai centri abitati della zona in cerca di cibo. A comunicare l'identità dell'orsa è la Provincia autonoma di Trento con un comunicato stampa in cui ricorda inoltre che: «Grazie all’ausilio del radiocollare la posizione dell’esemplare viene controllata giornalmente, anche con l’obiettivo di intervenire con azioni puntuali di dissuasione per cercare di modificare il suo comportamento».

Monitorare gli orsi per evitare gli abbattimenti

Monitorare il movimento degli orsi sul territorio trentino è da sempre considerata un'attività di fondamentale importanza all'interno del progetto di reinserimento LifeUrsus, ma proprio in questo periodo, attuare osservazioni preventive è più importante che mai. Conoscere la posizione precisa in cui si trovano gli animali e prevenire così l'avvicinamento ai centri abitati e alle zone maggiormente frequentate dagli escursionisti permetterà infatti di evitare il rischio che gli animali possano venire abbattuti, come richiesto dalla Giunta Provinciale guidata da Maurizio Fugatti, la quale poche settimane fa ha approvato le nuove linee guida per la gestione degli orsi potenzialmente pericolosi, nel tentativo di rendere non più necessario il parere preventivo di Ispra, prima di poter attuare gli abbattimenti dei plantigradi, animali che ricordiamo, fanno parte delle specie protette secondo la direttiva Habitat.

L'opinione di #Stopcasteller

A seguito della pubblicazione delle nuove linee guida da parte della Provincia autonoma, il 3 luglio gli attivisti di #Stopcasteller sono scesi in piazza ancora una volta per manifestare contro il tentativo della provincia di svincolarsi dall'opinione dell'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, l'ente che fino ad ora ha avuto l'ultima parola in fatto di allontanamento degli animali dal territorio: «In realtà questo gravissimo documento non è altro che uno strumento per soddisfare le richieste degli allevatori, elettori storici della Lega insieme ai cacciatori, che dopo aver invaso l’habitat dell’orso pretendono di lasciare le loro arnie e greggi incustodite – scrivono gli attivisti in un comunicato stampa pubblicato sul sito del movimento – L’interesse della giunta Fugatti non è quello di tutelare la pubblica sicurezza, ma solo di rispondere agli ordini del suo elettorato alimentando un clima di terrore nei confronti degli orsi, immotivato e ingiusto».

F43 come M62: osservati speciali perché alla ricerca di cibo

Prima di F43, qualche settimana fa nei pressi di Andalo è stato munito di radio collare anche M62 (fratello di M57, l'orso che lo scorso anno è stato catturato proprio nello stesso paese all'interno del Parco Adamello Brenta). Secondo quanto pubblicato nei comunicati stampa diffusi dalla Provincia autonoma, entrambi gli orsi si sono avvicinati agli abitati nella ricerca di risorse alimentari, ricordando ancora una volta che laddove vivono grandi carnivori come l'orso, è indispensabile fornire ai comuni i bidoni della spazzatura appositamente dotati di protezione.

Questa necessità era già stata sottolineata dal Pacobace molto tempo fa, ed è stata inoltre ribadita a giugno dalla Provincia stessa, attraverso la pubblicazione di un'ordinanza che imporrà l'utilizzo di bidoni “anti-orso” ad Andalo e Molveno. A seguito del comportamento di F43 in Val di Ledro, causato quasi certamente dalla stessa carenza, bisognerà ragionare quindi sulla possibilità di allargare l'ordinanza anche al Trentino meridionale, una zona che tra l'altro in questo periodo è particolarmente interessata dall'afflusso turistico.