Quando assieme al nostro cane usciamo di casa e ci incamminiamo per le vie della città, in un parco o per qualche altro itinerario, pur se a volte non ci pensiamo, non ci stiamo soltanto addentrando in un particolare ambiente, più o meno naturale, ma ci stiamo anche inserendo in una complessa rete di relazioni.

Una rete i cui nodi corrispondono a tutti gli individui (umani e animali) che incontreremo sul nostro cammino e che andranno ad influire non solo sulle nostre traiettorie, ma anche sulle nostre emozioni e stati d’animo. Ma questo non è tutto. Perché così come ciò che ci succede intorno influisce direttamente su di noi altrettanto possiamo dire che il nostro modo di essere o di fare influirà sugli altri.

Se ad esempio qualcuno ci saluterà con gentilezza questo potrebbe cambiare positivamente il nostro umore o al contrario potrebbe renderci nervosi un gesto sgarbato. L’incontro con un amico potrebbe cambiare i nostri piani e i nostri tragitti potrebbero variare. E lo stesso può accadere a qualcun altro in base a come noi decideremo di comportarci o, semplicemente, ci porremo nei suoi riguardi.

Tutto questo non vale solo per noi, ma vale altrettanto per i nostri cani. Anche loro infatti sono esseri sociali e anche loro, in quella rete, si inseriscono stendendo dei fili: alle volte tirando a sé dei nodi, altre venendone trascinati. C’è infine un ultimo aspetto da considerare ed è il nostro comportamento.

Questo può influire in maniera importante non solo sul nostro amico e su come lui si relazionerà con gli altri e finanche su come questi vedranno lui, o come lo approcceranno. Avete mai pensato, ad esempio, che se un cane che incontrate sul vostro cammino vi abbaia contro questo potrebbe dipendere da un vostro comportamento? O al fatto che se il vostro amico si interessa a un altro cane può essere che sia perché ha visto voi dargli attenzione per primi? Ma proviamo ad approfondire un po’ da una prospettiva più ampia e valutando degli aspetti che per i nostri cani hanno grande importanza.

Il nostro comportamento condiziona il nostro cane e come gli altri lo vedono

La prima considerazione da fare è che c’è una grandissima differenza tra noi e i nostri cani che influisce sicuramente e tantissimo sulle loro vite. Mentre noi siamo abituati ad essere autonomi nell’andare in giro, scegliendo quando farlo, dove andare e che strade percorrere, per i nostri amici le cose sono radicalmente diverse.

Non soltanto nelle loro uscite la nostra presenza sarà una costante imprescindibile per tutta la loro vita, ma sarà una costante estremamente influente, perché siamo noi a decidere luoghi, tragitti, soste e fermate. Ma non solo perché in molti casi decideremo anche chi devono incontrare e quando, per quanto tempo o dove.

Per loro, dunque, l’uscita rappresenta sempre qualcosa da fare assieme e il loro comportamento dipenderà sì da scelte individuali, ma anche dalla nostra influenza. Questa per noi è una grandissima responsabilità, da cui dipenderà in buona parte il loro stare in armonia con gli altri e con l’ambiente.

Se ad esempio noi daremo attenzione a un altro cane che incontriamo, rallentando, fermandoci o indugiando ad osservarlo staremo comunicando al nostro amico che per noi questa cosa ha importanza. Se, diversamente, prenderemo un’altra direzione e porteremo la nostra attenzione su altro, mostrandoci disinteressati, anche per lui quell’incontro potrebbe avere un’importanza minore. E così se decideremo di approcciarlo staremo dicendo al nostro cane che ci aspettiamo da lui che vada a conoscerlo. Ma non solo! Perché assieme staremo dicendo all’altro cane: “Guarda che veniamo proprio da te, quindi preparati”.

Questo, naturalmente, non rappresenta un grande problema quando entrambi i cani sono socievoli e ben disposti. Può invece diventarlo se uno dei due è in difficoltà e quell’incontro l’avrebbe volentieri evitato. Prima quindi di avvicinare un altro cane, ma anche soltanto di rivolgere a lui la nostra attenzione o fermarci ad osservarlo dovremmo sempre domandarci due cose: il mio cane ha piacere di incontrare quel soggetto? Ma anche: e quel soggetto, sono proprio sicuro che abbia voglia di incontrarci o di interagire con noi?

Questa è una questione di rispetto e, se anche sono sicuro che il mio cane è socievole e curioso non sempre posso dire lo stesso di chi incontrerò per strada che non conosco o di cui non conosco la storia e le eventuali difficoltà. E se per caso reagirà in modo aggressivo, o al contrario spaventandosi, questo potrebbe dipendere anche da noi e non solo da un suo eventuale problema. Saremo così visti come una minaccia e non come dei potenziali amici.

L'importanza di rispettare le distanze

Un’altra considerazione la dobbiamo fare rispetto alla distanza. Noi umani (e questo dipende da un fattore culturale) siamo abituati a vivere situazioni quotidiane dove ci troviamo a strettissimo contatto con estranei, coi quali nulla condividiamo né ci interessa condividere. Pensiamo ad una fila in posta o in qualche altro ufficio, o a quando prendiamo un caffè al bar o saliamo su un mezzo pubblico. E tuttavia queste rappresentano situazioni particolari, delle quali abbiamo ben chiara la ragione, che crescendo ci abituiamo a conoscere e che certo non sono esenti da stress. Difficilmente infatti riusciremmo a tollerarle oltre un certo limite di tempo.

Completamente altra cosa sarebbe se, in un luogo molto spazioso come una piazza o un parco, qualche estraneo decidesse di piazzarsi proprio accanto a noi e non rispettasse le dovute distanze. Questo potrebbe sicuramente innervosirci oppure spaventarci. Ciò ci fa capire che anche per noi umani il rispetto delle giuste distanze ha una grande importanza e che dobbiamo ben comprenderne le ragioni quando viene a mancare. Altrimenti potremmo pensare che quell’estraneo ce l’ha con noi o che possa avere cattive intenzioni.

Passando ora ad analizzare ciò che vivono i nostri cani quel che dobbiamo considerare è che anche per loro il rispetto delle distanze ha molta importanza, specie nei confronti dei propri simili. E tuttavia essi vivono lo spazio in maniera diversa dalla nostra e molte delle nostre regole sociali o sono per loro senza senso, oppure semplicemente non le conoscono.

Pensiamo ad esempio ad un incontro con un cane sconosciuto in un parco. Perché dovrebbero decidere di avvicinarsi, fin quasi a fronteggiarsi o toccarsi, quando potrebbero invece semplicemente rimanere a giusta distanza? Intendiamoci, questo non vuol dire che non ci siano cani in grado di farlo o che non possono imparare, né che con le giuste presentazioni non si possa fare amicizia anche con un estraneo.

Solo che, semplicemente, per molti di loro questo non ha senso o non è un piacere. Ciò che provano è quel che proveremmo noi se, in un’ampia piazza, vedessimo qualcuno che decide di mettersi proprio accanto a noi. E così possiamo vedere ciò che tutti i giorni osserviamo in tante situazioni: cani che, arrivati sotto una certa soglia o si presentano l’un l’altro annusandosi reciprocamente oppure, nelle peggiori delle ipotesi, si avventano abbaiando, si schiacciano in terra dalla paura o tentano la fuga. In questi casi, semplicemente, quel che si dicono è: “Scusa ce l’hai con me? Perché, con tutto lo spazio che c’è, mi sei arrivato proprio addosso”?.

Sta allora a noi umani comprendere questo e capire che alle volte forzarli a ridurre le distanze può significare metterli in difficoltà. E se anche sappiamo che per il nostro cane questo non rappresenta un problema non lo sappiamo invece per l’altro. Impariamo quindi ad osservare alcune cose: a quale distanza il nostro amico comincia a prestare attenzione all’altro cane? E questi ci sta già osservando? Qual è il suo atteggiamento? È curioso? Preoccupato?

Ogni cane ha una propria distanza che considera “di sicurezza” e se siamo in grado di rispettare anche quelle degli altri sarà in fondo come dirgli: “Tranquillo, non ti preoccupare che non voglio darti problemi”. Non solo questo può aiutare il nostro amico, ma anche quello che incontreremo per strada. Potrà influire sulle sue emozioni e perché no, cambiargli la giornata. Tante volte, in fondo, dietro un cane che ci abbaia contro c’è solo un soggetto che non si sente rispettato, magari un soggetto fragile, che in quel momento semplicemente si sta trovando in difficoltà e che già prima aveva provato a farcelo capire col suo comportamento.

Scegliere le giuste traiettorie e se rivolgere l'attenzione

Un altro aspetto fondamentale ha invece a che fare con la scelta della traiettoria e il rivolgere lo sguardo o l’attenzione. Pensate ad esempio se, nel mezzo di una piazza, qualcuno non soltanto vi venisse vicino, ma lo facesse arrivando diritto e guardandovi in faccia. Probabilmente pensereste che si tratta di un malintenzionato o che, quanto meno, ci sia qualcosa di strano. Questo è quello che può pensare un cane quando ne vede arrivare un altro nella medesima maniera.

E questo è quel che accade in molti casi quando, al guinzaglio, le direzioni sono obbligate e in qualche modo si è forzati a dare attenzione a ciò che si ha davanti. Alle volte, in altre parole, non ci rendiamo conto che è il nostro comportamento nel gestire il guinzaglio a costringere i cani in certe dinamiche comunicative (non di rado problematiche). Se invece, arrivati ad una certa distanza, decidessimo di curvare evitando un approccio diretto faciliteremmo di molto i nostri amici non solo nel non doversi per forza fissare con lo sguardo, ma anche nell’inviarsi dei messaggi pacifici o, addirittura, gentili.

Per fare un paragone è come quando, all’uscita di un locale, troviamo qualcuno che anziché entrare urtandoci fa un passo indietro e gentilmente ci fa cenno di passare. Anche in questo caso ciò a cui dobbiamo pensare non è soltanto quel che prova il nostro cane, ma anche quello che incontriamo. Perché un gesto gentile, come dicevamo, può cambiarti l’umore e predisporti a emozioni positive.

In conclusione ciò che dobbiamo considerare è che il nostro modo di gestire distanze, traiettorie e attenzione non sono importanti solo per noi e per il nostro amico, ma anche per chi ci sta intorno e che il trattare gli altri con educazione e gentilezza probabilmente li predisporrà a fare altrettanto con noi.

E pensiamoci. Spesso diamo agli altri la colpa di essere sgarbati, ma noi come ci siamo presentati?