Quando due umani si incontrano, accade di vedere il cane dell'uno o dell'altro che si mette in mezzo, quasi a voler prendere parte all'interazione. Infatti, certe volte è proprio questo il motivo per cui lo fa. In altri casi però, questo comportamento può nascondere una difficoltà o un disagio, che sarebbe meglio affrontare con l'aiuto di un educatore o di un istruttore cinofilo.

L’intento di partecipare a un evento sociale

L'incontro, l'abbraccio e il contatto fisico rappresentano anche per il cane, come per noi, un importante momento di socialità. Il modo in cui noi accogliamo le persone, funge da indizio importante per i nostri cani (che ci scrutano sempre e ci "usano" come metro per interpretare il mondo che li circonda). Se noi saremo felici di rivedere un amico, un parente o il nostro/la nostra partner, il cane sarà quindi entusiasta di poter prendere parte a questo istante speciale e si intrufolerà tra noi gioioso e soddisfatto. Non dimenticate inoltre che questo particolare comportamento viene messo in atto anche con i suoi simili, quindi abituatevi ad osservarlo anche quando due cani si incontrano al parco o in passeggiata.

Vuole riconquistare l'attenzione del pet mate

Il cane potrebbe mettersi tra i due umani anche nel tentativo di riconquistare le attenzioni del proprio pet mate, momentaneamente interessato dall'incontro con un'altra persona. Questa motivazione alla base del particolare comportamento dei cani viene descritta e confermata anche da Paola Valsecchi, Professoressa Associata del Dipartimento di Scienze Chimiche, della Vita e della Sostenibilità Ambientale dell’Università degli Studi di Parma, intervistata da Kodami in occasione dell'ottava puntata di Meet Kodami.

Un ulteriore importante fattore che ricorda Valsecchi, è che vi è una differenza comportamentale tra i cani appartenenti a razze diverse. Bisogna quindi tenere a mente che, cani che hanno sviluppato motivazioni come quella possessiva o territoriale, potrebbero manifestare questo comportamento per interessi diversi rispetto a cani che sono più spinti, ad esempio, verso la motivazione collaborativa o affiliativa.

Per complicare ulteriormente l'interpretazione dei loro comportamenti, non dobbiamo inoltre dimenticare, che lo stesso individuo potrebbe proporre un comportamento talvolta per un motivo e talvolta per un altro. L'unica soluzione è quella di imparare a conoscerlo e, se necessario, non esitare a rivolgersi a un educatore che potrà aiutarvi in questo percorso.

La possessività e la territorialità

E se a guidarlo fosse una questione legata al suo desiderio e bisogno di difendere lo spazio che, a parere suo l'altra persona sta invadendo? Come sappiamo infatti, ogni cane ha particolari interessi, vocazioni, attitudini e talenti e, alcuni di loro sono particolarmente portati proprio per questo genere di comportamento. Basti pensare ai pastori conduttori, i quali sono stati selezionati per condurre appunto le greggi senza farle passare determinati confini. Per questi cani, i confini (anche se per noi sono invisibili) hanno un enorme valore, così come gli spostamenti degli altri individui (di qualunque specie siano).

Se il vostro cane manifesta questo comportamento per questioni legate alla territorialità o alla possessività, probabilmente lo farà anche al di fuori dei momenti di incontro e, per risolvere i disagi che potrebbe creare potete contattare un educatore o, se il cane è già adulto, un istruttore cinofilo. Insieme a lui/lei scoprirete che queste motivazioni non rappresentano di per sé un problema ma, se utilizzate con competenza sono meravigliosi strumenti attraverso i cani interpretano il mondo. In secondo luogo, molto probabilmente vi aiuterà a sviluppare anche altre motivazioni che magari, al momento, sono meno evidenti, come ad esempio quella collaborativa o quella affiliativa.

Gestire le relazioni del gruppo

In generale, molti cani propongono questo comportamento nell'intento di mettersi nel vero e proprio senso della parola tra voi e l'altro. Ma, a differenza del caso precedente, non lo fanno per questioni legate allo spazio che li circonda, bensì perché ritengono di essere l'individuo che deve gestire le interazioni. Una sorta di giudice, di arbitro, di "responsabile delle interazioni". Questo specifico caso è forse uno dei più ostici, innanzitutto perché come nel caso precedente i momenti in cui manifesta le sue idee di ruolo di "arbitro" siano più d'uno e, inoltre, potrebbero avvolgere l'intera relazione che ha con voi.

A partire da questa attitudine (che non è per forza slegata dalle altre questioni che abbiamo descritto) infatti, i cani potrebbero essere convinti di prendere le decisioni in autonomia, senza accettazione della vostra opinione oppure potrebbero complicarvi la giornata impedendovi di fare quanto dovete o desiderate.

Non allarmatevi, quindi, ma contattate un educatore (o un istruttore se si tratta di un cane già adulto), perché vi guiderà nell'imparare nuovi schemi e nuovi ruoli all'interno della famiglia.

Cosa fare se il nostro cane fa così?

Indubbiamente, come abbiamo visto, è di fondamentale importanza comprendere la motivazione alla base di questo comportamento: vi sono situazioni in cui si può serenamente lasciar correre, altre invece in cui è meglio intervenire anche abbastanza tempestivamente. Queste motivazioni però, vanno interpretate attentamente, soprattutto se il vostro cane si pone in questo modo spesso, rischiando di complicare lo svolgimento delle vostre giornate.

Infine è molto importante anche ricordare che non esiste un limite o un confine fisso tra un motivo e un altro: possono intersecarsi, sovrapporsi e alternarsi in base alla situazione. Non accontentatevi quindi di questo articolo se pensate che può rappresentare un problema per la convivenza con il vostro cane, piuttosto fatevi guidare da un educatore o un istruttore cinofilo (in base all'età del cane) che sappia individuare le cause e le possibili soluzioni e insieme a voi troverà una strada per aiutarvi creare nuovi equilibri che vi permettano di vivere con più serenità.