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3 Marzo 2021
14:00

Chocolate cake e Ice cream: esiste l’amicizia tra cane e gatto?

Cani e gatti possono andare d'accordo. Ne parla un cortometraggio prodotto da un artista californiano, ma lo conferma anche Sonia Campa, esperta della convivenza con entrambe le specie e componente del comitato scientifico di Kodami: «La storia è sicuramente romanzata, ma chi vive con animali che faticano a convivere può chiedere aiuto agli esperti del settore».

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Validato da Sonia Campa
Membro del comitato scientifico di Kodami
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Chokolate cake & Ice cream è un cortometraggio prodotto nel 2020 da Steve Cowden, artista e illustratore californiano, che racconta l'amicizia tra il cane Chocolate cake e il gatto Ice cream. La costruzione di un rapporto tra cane e gatto è un tema che tocca molte famiglie italiane che hanno deciso di accogliere entrambi gli animali nel proprio gruppo. Talvolta, come nel caso degli animali raccontati da Cowden, la convivenza funziona alla meraviglia, altre volte però la gestione è più complicata e rispecchia l'immagine stereotipata dei due animali che si detestano. Ma quali sono le dinamiche che condizionano questa vicinanza? Lo abbiamo chiesto a Sonia Campa, consulente della relazione uomo-gatto e uomo-cane e componente del comitato scientifico di Kodami.

L'incontro tra Chocolate cake e Ice cream

Chokolate cake è un cane entusiasta di andare a spasso con la sua compagna umana. Ogni volta che vede il guinzaglio scodinzola e si prepara per la passeggiata. Un giorno, mentre siede al suo fianco in un parco, appare Ice cream da un cespuglio. Il gattone bianco di strada attira immediatamente la sua attenzione con il buffo modo di fare, differente dal suo, che lo intrattiene e lo diverte a tal punto da non voler più accompagnare la proprietaria nelle passeggiate quando, improvvisamente, il gatto scompare.

Ice cream è stato infatti prelevato dalla strada e rinchiuso in un box, dove vive terrorizzato. Chocolate cake lo cerca durante le passeggiate ma, non trovandolo, perde il suo consueto buon umore. Un giorno al gattile arriva una sorpresa per Ice cream: una persona pronta ad adottarlo e regalargli una casa in cui passare le giornate lontano dalla strada e dai box. Ad aspettarlo nel nuovo appartamento c'è proprio Chocolate cake con cui, da ora in poi, potrà guardare fuori dalla finestra il mondo scorrere: le loro code sono incrociate finalmente, condividendo un caldo soggiorno. E alla faccia di tutti gli stereotipi che li vorrebbero distanti e nemici.

Cane e gatto possono essere amici?

Ma quanto c'è di verità in questa storia? «Cane e gatto possono effettivamente convivere con piacere – spiega Sonia Campa – soprattutto se hanno ricevuto una opportuna socializzazione verso l'altra specie durante le prime settimane di vita». I primi mesi di vita dei due animali sono infatti determinanti per lo sviluppo delle capacità di riconoscere l'altro come un individuo di un'altra specie piuttosto che come una preda o come uno sconosciuto da temere: «Questo non significa che tra due individui correttamente socializzati vada sempre tutto per il meglio: dipende dallo specifico caso e dal margine di cambiamento degli individui. In generale, però, cane e gatto riescono a convivere bene o, almeno, senza darsi fastidio», sottolinea l'esperta.

E se non vanno d'accordo? «Chiediamo l'aiuto agli esperti del settore»

Se non vanno d'accordo, non c'è da disperarsi: comunque è possibile affrontare i problemi di convivenza anche una volta superato il periodo sensibile, come spiega l'esperta: «I problemi sono da affrontare facendosi seguire da persone competenti ed esperte nel settore. Non esiste una "ricetta magica" ma tutto dipende dai soggetti coinvolti, dai motivi del conflitto e da come funziona il gruppo familiare nel suo insieme, compresi i comportamenti dei proprietari».

La convivenza dei due animali infatti, non va vista come una dinamica che deve funzionare a tutti i costi, ma come un equilibrio che dipende piuttosto dai comportamenti dei singoli individui e del gruppo famiglia con cui vivono: «Non tutti i conflitti, però, sono superabili. Se intervengono comportamenti aggressivi e/o lesivi, la separazione degli animali può essere l'unica alternativa». Quando decidiamo di accogliere un individuo dell'altra specie in un gruppo famiglia che comprende già un cane o un gatto, dobbiamo ricordare infatti che si tratta di animali estremamente diversi dal punto di vista dei rapporti sociali: «Il sentimento del cane è rivolto al gruppo all'interno del quale si trova a vivere, quello del gatto è (se c'è) verso il cane – conclude Campa – Il gatto non ha una mentalità da branco e non è un animale collaborativo. Al massimo può creare con il cane una sintonia tale da indurlo a pulirlo, leccarlo, accompagnarlo in passeggiata, considerarlo un individuo familiare (quindi degno di intimità) ma il gatto resta un solista che quando ha bisogno dei suoi spazi, se li prende e li rivendica».

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Claudia Negrisolo
Educatrice cinofila
Il mio habitat è la montagna. Sono nata in Alto Adige e già da bambina andavo nel bosco con il binocolo al collo per osservare silenziosamente i comportamenti degli animali selvatici. Ho vissuto tra le montagne della Svizzera, in Spagna e sulle Alpi Bavaresi, poi ho studiato etologia, sono diventata educatrice cinofila e ho trovato il mio posto in Trentino, sulle Dolomiti di Brenta. Ora scrivo di animali selvatici e domestici che vivono più o meno vicini agli esseri umani, con la speranza di sensibilizzare alla tutela di ogni vita che abita questo Pianeta.
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