3 Novembre 2021
15:45

Cani nel giardino condominiale: cosa dice la legge?

Il giardino, o cortile, condominiale rientra nelle parti comuni dell’edificio e ogni condomino, secondo il codice civile, può servirsene, purché non ne alteri l’uso e non limiti il diritto di utilizzo degli altri. Ma cosa dice la legge riguardo ai cani? Possono anche loro usufruire di queste aree?

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Articolo a cura dell' Avvocato Salvatore Cappai
Civilista, esperto in diritto degli animali
cane giardino condominiale, foto copertina | Kodami

Il cortile (o giardino) condominiale, per definizione tecnica e da dizionario, è l’area scoperta situata nella parte opposta alla facciata dell’edificio o interna ad esso o, ancora, quell’area compresa tra più fabbricati, che ha la funzione essenziale di dare luce e aria agli ambienti interni ed è destinata al passaggio di persone o ad altre funzioni.

Questo spazio è spesso un lusso nelle grandi città. Un luogo nel quale i bambini hanno la possibilità di giocare al riparo dai rischi del traffico e dove gli anziani possono scambiare quattro chiacchiere.

E i cani che abitano in condominio? Possono anche loro usufruire di queste aree?

Si tratta di una questione che anima i dibattiti tra condomini. C’è chi si lamenta per la sola presenza dei cani; chi non tollera che vengano lasciati liberi di scorrazzare senza guinzaglio; chi chiede che vengano rimosse le deiezioni, ecc.

Ma cosa dice la legge in proposito?

Cosa dice la legge

Per rispondere a questa domanda occorre in primo luogo chiarire che il cortile condominiale – salvo specifica previsione – rientra tra le cosiddette parti comuni dell’edificio. Ogni condomino, per il nostro codice civile (articolo 1102 c.c.), può servirsi della cosa comune, purché non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri partecipanti di farne parimenti uso secondo il loro diritto.

In altre parole, ogni partecipante può fare uso della cosa comune senza alterare l’uso al quale è destinata e purché, con il proprio comportamento, non limiti il diritto di utilizzo degli altri.

Il cortile condominiale poi, per costante giurisprudenza (si veda ad esempio la sentenza della Corte di Cassazione n. 28853 del 15 luglio 2009) deve essere considerato un luogo aperto al pubblico in quanto allo stesso «possono accedere non solo tutti i condomini ma anche estranei che si recano a fare visita ai condomini».

Le regole da rispettare

Riassumendo, i cortili o giardini condominiali sono beni comuni del condominio ma anche aree aperte al pubblico. Devono dunque applicarsi tutte le norme vigenti relative ai luoghi aventi questa natura, dal codice civile al regolamento di polizia veterinaria, sino alle ordinanze in materia di custodia degli animali da compagnia.

Ne consegue che in queste aree:

  • il pet mate (custode) ha, in via generale, diritto di condurre il proprio cane o i propri cani;
  • il cane non può essere lasciato libero di muoversi senza un guinzaglio di lunghezza inferiore a 1,5 m e il pet mate deve portare con sé una museruola, rigida o morbida, da applicare in caso di rischio per l'incolumità di persone o animali o su richiesta delle Autorità competenti, come previsto nell’Ordinanza contingibile ed urgente concernente la tutela dell'incolumità pubblica dall'aggressione dei cani del 3 marzo 2009;
  • il pet mate ha l’obbligo di raccogliere immediatamente le deiezioni del cane;
  • il pet mate deve evitare che la presenza del proprio o dei propri cani nel cortile condominiale arrechi disturbo agli altri utilizzatori o ne impedisca loro il pacifico contemporaneo utilizzo.

Cosa succede in caso di danni?

Chiarite le regole sul corretto modo di comportarsi, occorre chiedersi quali possano essere le conseguenze nel caso in cui queste non vengano rispettate e nell’ipotesi in cui il cane causi dei danni a terzi.

Ebbene, le conseguenze possono essere molto pesanti, sia in ambito civile che penale. Non è questa la sede per l’approfondimento di ognuna delle possibili situazioni, ma è bene sapere, ad esempio, che in caso di aggressione da parte del cane, il suo custode rischia di incorrere in una condanna per lesioni colpose (o per reati più gravi) e sarà chiamato al risarcimento dei danni.

Non sono poi lievi le conseguenze in caso di rumori o odori “molesti” da abbaiare eccessivo e continuo o da mancata raccolta degli escrementi.

In conclusione: è certamente possibile per il condomino condurre il proprio cane nel cortile condominiale, ma sempre nel rispetto dei diritti altrui. Anche in questo caso, per evitare ogni problema, sarebbe sufficiente l’utilizzo – da parte di tutti gli interessati – del metro del buonsenso.

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Salvatore Cappai
Avvocato
Avvocato con la passione per la divulgazione. Mi occupo di diritto civile, con particolare riguardo ai campi della responsabilità civile, dell’assistenza alle imprese e del “diritto degli animali”. Mi sono avvicinato a quest’ultima materia circa dieci anni fa, quando ho incontrato Gaia, la mia cagnolina, che ha stravolto la mia visione sul mondo degli animali e sulla vita assieme a loro. La mia community social, nella quale da anni informo con semplicità su tematiche giuridiche, conta oltre 350.000 iscritti.
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