I piccoli pazienti del Gaslini con il pony Arturo
in foto: I piccoli pazienti del Gaslini con il pony Arturo

Il pony Arturo, l’asinello Salvo, la cagnolina Ciska: sono gli speciali “operatori” che l’istituto pediatrico Giannina Gaslini di Genova ha “arruolato” per accompagnare i piccoli pazienti nel loro percorso di cura e riabilitazione nell’ambito del nuovo progetto “Una medicina a quattro zampe”, portato avanti in collaborazione con l’Associazione Progetto Islander Onlus e Intesa San Paolo.

L’iniziativa, che si inserisce all’interno degli interventi assistiti con animali, è nata con l’obiettivo di portare nei luoghi di cura i cavalli, i pony e gli asinelli provenienti da contesti di maltrattamento o abbandono salvati e riabilitati dall’associazione Progetto Islander Onlus. Gli animali sono stati inseriti nei percorsi di "Ri.abilitiamoci", dedicati a tutte le persone fragili, e da qualche giorno sono entrati a far parte anche dell’equipe del Gaslini. All’interno del reparto di Neuropsichiatria verranno dunque proposti percorsi  modellati sulla base delle esigenze dei piccoli pazienti coinvolti, e i bambini potranno così trascorrere del tempo con gli animali costruendo una relazione partendo dalle reciproche esperienze ed emozioni.

«Gli interventi assistiti con animali migliorano la qualità della vita, restituendo dignità alla persona, garantendo opportunità di socializzazione, confronto e uscita dall’isolamento – ha sottolineato il professor Lino Nobili, direttore del reparto di Neuropsichiatriadell’ospedale Gaslini – La relazione con l’animale costituisce fonte di conoscenza, di stimoli sensoriali ed emozionali. Tali attività promuovono nella comunità il valore dell’interazione uomo-animale, al fine del reciproco benessere. Questi interventi possono davvero aiutarci ad aprire una porta verso il mondo interiore dei nostri ragazzi, soprattutto i lungodegenti, in cura per disturbi della sfera fisica, neuro e psicomotoria, cognitiva, emotiva e relazionale. In particolare gli animali che partecipano al progetto hanno un passato di fragilità e sofferenza e pertanto presentano un’ulteriore sensibilità nel rapporto empatico anche con le fragilità umane».

L’Associazione Progetto Islander Onlus è nata nel 2012 con lo scopo di promuovere iniziative volte alla tutela degli equidi e alla sensibilizzazione verso la tragica realtà dei maltrattamenti. Fondatrice e presidente è Nicole Berlusconi, che insieme con la dottoressa Antonella Artuso ha messo a punto il progetto Ri.Abilitiamoci, incentrato su una serie di percorsi abilitativi e riabilitativi in cui sono coinvolti gli animali. Ogni percorso è basato su valutazioni mediche specialistiche, risorse tecnologiche, attività ludico-ricreative e laboratori dedicati alle conoscenza e alla cura dei cavalli e degli asini. Che una volta salvati vengono seguiti passo passo da specialisti per trovare una nuova casa e una nuova dimensione in cui vivere serenamente.

«La profonda sofferenza che accomuna persone fragili e cavalli maltrattati è caratterizzata spesso dall’impossibilità di verbalizzare e comunicare le proprie necessità, bisogni e desideri – ha spiegato Nicole Berlusconi – Ri.Abilitiamoci si fonda su percorsi paralleli di valutazione mediche e di costruzione di percorsi abilitativi e riabilitativi che si uniscono nell’attuazione di un reciproco aiuto: la persona fragile aiuta il cavallo e il cavallo aiuta la persona fragile».

A mettere in contatti l’associazione con il Gaslini è stato il campione di freestyle motocross e ideatore del progetto di fototerapia Vanni Oddera, che da tempo collabora con l’ospedale pediatrico: «Sono sempre alla ricerca di nuovi modi di portare gioia e distrazione ai piccoli ricoverati del Gaslini – è stato il commento – in questo caso aprendo le porte anche ai nostri amici a 4 zampe, per riuscire a portare un po’ di normalità e felicità nei reparti, come sto facendo con la moto da sei anni».

La scelta di collaborare con l’associazione Islander non è casuale, proprio alla luce dei benefici che l’ippoterapia ha su persone con difficoltà motorie o posturali: «L’utilizzo della relazione con il cane può essere di valido aiuto in patologie che hanno come ambito la salute mentale, al fine di ridurre sintomi di ansia, depressione o solitudine – ha confermato Antonella Arbusto – gli elementi più caratterizzanti della riabilitazione equestre, come per esempio la sollecitazione motoria ritmica, fanno invece del cavallo un importante ausilio in pazienti con disturbi motori o posturali. La relazione emozionale che si viene a instaurare con il cavallo e la forte stimolazione che esso provoca dal punto di vista sensoriale e cognitivo fanno sì che esso possa venir utilizzato con ottimi risultati nei disturbi del neurosviluppo caratterizzati da ritardo cognitivo o da deficit nella lettura delle emozioni, quali i disturbi dello spettro autistico, o in patologie psichiatriche complesse, quali la schizofrenia, con effetti benefici su funzioni adattive ed esecutive».

Le attività si svolgeranno a cadenza mensile negli spazi esterni della Neuropsichiatria Infantile dell’Istituto, da luglio 2022 a marzo 2023, e verranno coordinate da un referente psicologo- psicoterapeuta e coadiuvate dagli operatori sanitari, interni al reparto di Neuropsichiatria Infantile dell’istituto, e da operatori dell’associazione e coadiutori dell’animale. Nel corso dei mesi gli esperti raccoglieranno quindi una serie di dati finalizzati poi a valutare l’efficacia di questa tipologia di interventi. I piccoli pazienti del Gaslini e Arturo, Salvo e Ciska hanno intanto già avuto modo di conoscersi in vista dei futuri incontri.