Articolo a cura Dott.ssa Giorgia Inferrera
Dottoressa in Scienze e tecniche psicologiche
cavallo

Il rapporto tra uomo e cavallo va avanti da migliaia di anni: nel passato questo animale ha notevolmente semplificato la nostra vita in diversi ambiti come l’agricoltura, la caccia e la guerra. Inoltre, al tempo, non esistevano i mezzi di trasporto di cui disponiamo oggi, motivo per cui il cavallo era anche utilizzato per spostarsi da un luogo all’altro. E tutto questo, purtroppo, quasi mai nel rispetto dell’animale.

Attualmente, oltre alle attività ludiche e sportive comunemente associate ai cavalli, la relazione con tali animali è utilizzata anche a scopo terapeutico. Recentemente, infatti, le ricerche hanno posto grande enfasi sui risvolti positivi connessi al trascorrere del tempo in compagnia dei cavalli, prendendosi cura di questi animali o montando in sella.

I benefici che possono derivare da tale incontro sono molteplici e si possono ottenere sia in totale autonomia, per esempio decidendo liberamente di trascorrere del tempo con uno o più cavalli, oppure attraverso delle sedute di ippoterapia, naturalmente con l’ausilio di un esperto.

Diverse figure professionali come psicologi, psicoterapeuti, medici, psicomotricisti, fisioterapisti, neurologi, psichiatri ed esperti in riabilitazione possono avvalersi degli effetti terapeutici che questi animali sortiscono a diversi livelli. L’ippoterapia rientra tra gli Interventi Assistiti con gli Animali (IAA), comunemente indicati anche con il termine “Pet Therapy”.

Le diverse tipologie di ippoterapia

Ippoterapia, rieducazione equestre, equitazione sportiva per disabili, terapia con il cavallo, equitazione terapeutica ma anche equitazione pedagogica, equitazione adattata, equine assisted therapy, equine facilitated therapy, equine assisted activities therapy, therapeutic horseback riding (THR). Questi sono solo alcuni dei termini con cui ci si riferisce ai diversi tipi di terapia con cavalli.

Non si dispone ancora, infatti, di linee guida internazionali sulla terminologia da utilizzare, motivo per cui nel 2020 la HETI (Federation of Horses in Education and Therapy International AISBL) ha avviato un’indagine con lo scopo di fare chiarezza sui numerosi termini utilizzati nei diversi paesi per indicare le tantissime tipologie di terapia che includono questi animali.

Tuttavia, nonostante tali ambiguità a livello lessicale, sembra ci sia accordo unanime in letteratura nel ritenere che la terapia con i cavalli sia efficace nel trattamento di moltissime problematiche sia di tipo fisico che psichico.

I benefici dell’ippoterapia

I campi di applicazione dell’ippoterapia sono davvero tantissimi e vanno dalle problematiche fisiche, come ad esempio la paralisi cerebrale o la disabilità motoria, fino ad arrivare a disagi e disturbi che riguardano prettamente la sfera psichica come ansia, depressione, autismo e ADHD. Per questo motivo, nel tempo sono stati ideati molti tipi di terapia con i cavalli e la scelta di quale utilizzare dipende dalla condizione su cui si vuole intervenire, dal paziente e dall’esperto che guiderà le sedute.

Nello specifico, l’ippoterapia ha avuto buoni risultati nel trattamento di: depressione, ansia, fobie, stress, traumi, difficoltà scolastiche, difficoltà relazionali, ADHD, sindrome di Down ma anche in patologie come paralisi cerebrale, sclerosi laterale multipla, disturbi di lateralizzazione e di orientamento spazio temporale.

I benefici sono molteplici e possono essere generali come ad esempio riduzione dei livelli di stress, sviluppo di capacità sociali e relazionali, miglioramento della qualità della vita o più specifici in relazioni a particolari patologie. L’ippoterapia può essere utilizzata lungo tutto l’arco della vita, poiché sono stati riscontrati effetti positivi nel trattamento di bambini, adulti e anziani.

Non bisogna necessariamente montare in sella, ma basta anche semplicemente prendersi cura dell’animale e trascorrere del tempo in sua compagnia, instaurando una relazione significativa. Ovviamente, l’importante è svolgerla sempre nel rispetto di questi incredibili animali in grado di fornirci un aiuto così prezioso.

L’ippoterapia nel trattamento di bambini con ADHD

Un recente studio ha comparato due gruppi di bambini con ADHD (attention-deficit/hyperactivity disorder), ovvero disturbo da deficit di attenzione/iperattività: ad un gruppo sono stati somministrati dei farmaci e all’altro gruppo, invece, delle sedute di ippoterapia. Tutti i bambini coinvolti nell’esperimento hanno avuto dei miglioramenti e non sono state riscontrate differenze significative tra i due gruppi. In particolare, l’ippoterapia sembra aver avuto un impatto positivo su attenzione, impulsività/iperattività e qualità della vita.

L’ippoterapia nel trattamento della paralisi cerebrale

La paralisi cerebrale consiste in un gruppo di disordini motori dovuti a una lesione permanente nel cervello. Si tratta di una serie di disturbi permanenti dello sviluppo del movimento e della postura che causano attività limitata. Gli effetti benefici dell’ippoterapia nel trattamento della paralisi cerebrale sono scaturiti dai movimenti del tronco che si compiono durante la cavalcata.

Quando monta in sella, infatti, il paziente è portato a simulare il movimento pelvico che le persone sane inconsapevolmente svolgono quando camminano. Questo è il motivo per cui l’ippoterapia permette a questi individui di rafforzare i muscoli del tronco e migliorare le capacità di equilibrio.

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Sitografia