ippoterapia ospedale san giovanni
in foto: L’area equestre dell’ospedale San Giovanni

L’ospedale San Giovanni Battista di Roma ha una nuova area equestre da destinare all’ippoterapia, ovvero agli interventi assisiti con i cavalli che supportano i pazienti ricoverati nel corso della riabilitazione.

L’area equestre e le sessioni di ippoterapia sono gestite dall'Associazione dei Cavalieri italiani del sovrano militare Ordine di Malta, l'Acismom, che a oggi è l'unica struttura sanitaria in Italia a proporre nel piano terapeutico anche questa tipologia di percorso riabilitativo, sfruttando l’area equestre all'interno del complesso ospedaliero, come ha spiegato la direttrice generale del San Giovanni Battista, Anna Paola Santaroni.

Grazie alla collaborazione con l’Asi (Associazioni sportive e sociali italiane)  l'Acismom avvierà inoltre dei corsi di formazione rivolti agli operatori sanitari di terapia assistita con i cavalli: «Il progetto è partito nel 2016 e nel 2022 presso l'aera equestre sono stati effettuati circa 900 interventi con finalità terapeutica  – ha detto Santaroni – il 92% dai pazienti trattati ha raggiunto gli obiettivi riabilitativi proposti riducendo i tempi della degenza».

L’inaugurazione della nuova area è avvenuta nei giorni scorsi alla presenza dell’assessore uscente alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato: «La terapia assistita con gli animali ci permette di riabilitare prima e meglio, di far recuperare funzioni motorie, del linguaggio e della vista – ha sottolineato – Una realtà importante che ci riporta con i piedi per terra e ci racconta del senso del limite: solo il lavoro di squadra e la sinergia ci permettono di superare le grandi sfide.  Oggi abbiamo tutti gli strumenti per migliorare quest’attività terapeutica e per rendere il servizio migliore per tutti coloro che ne hanno più bisogno».

L’ippoterapia rientra tra gli Interventi Assistiti con gli Animali (IAA), comunemente indicati anche con il termine “Pet Therapy”, e cioè attività da svolgere con il supporto degli animali per portare benefici a livello psicofisico su persone che convivono con disturbi cognitivi o stanno affrontando riabilitazioni, e ancora per assistere anziani e bambini. I cavalli, legati all’uomo da un rapporto costruito nel corso di migliaia di anni, oggi vengono impiegati in queste attività anche alla luce delle numerose ricerche che hanno confermato le ricadute positive connessi al trascorrere del tempo in compagnia di questi animali, prendendosene cura e montando in sella.

A oggi diverse figure professionali come psicologi, psicoterapeuti, medici, psicomotricisti, fisioterapisti, neurologi, psichiatri ed esperti in riabilitazione possono avvalersi degli effetti terapeutici che questi animali sortiscono a diversi livelli, ma è fondamentale ricordare anche quanto è importante tenere conto anche del loro benessere nel pianificare interventi assistiti.

Non sempre infatti gli animali vengono considerati individui attivi e senzienti nelle attività di pet therapy, quanto piuttosto “strumenti” da utilizzare al servizio dell’essere umano. Nel promuovere e progettare gli IAA, dunque, è necessario sempre tenere conto delle esigenze dell’animale – che sia un cane, un cavallo, un gatto o un coniglio – e cercare di ridurre al minimo i compromessi tra benefici per la salute umana e benessere animale, valutando in maniera più attenta e consapevole il coinvolgimento degli animali nelle terapie assistite.