bulldog italia

È ufficiale: in Italia sarà illegale allevare cani brachicefali di ogni tipo. La legge è entrata oggi, 1 aprile 2022, in vigore in seguito alla decisione presa il 31 febbraio 2022 dal Tribunale di Capracotta che, con una sentenza unanime, ha definito «non climaticamente etico» l'allevamento de cani appartenenti a razze di questa tipologia.

Alla base della decisione dei magistrati capracottini c'è la considerazione che i cani brachicefali non sopportano «le alte temperature della Penisola». Gli esemplari ad esempio di Bulldog inglesi, americani e Bouledogue francesi verranno quindi riportati nei loro paesi d'elezione. Un provvedimento che ha subito incassato il plauso del comitato "Prima i Bulldog italiani": «Siamo felici che si stia andando verso il riconoscimento dell'importanza delle razze italiche, e soprattutto del Bulldog italiano, non abbastanza valorizzato dai nostri vip».

La vicenda giudiziaria nasce proprio sul web, quando la famosa influencer parigina Clair Perragné ha denunciato un noto allevatore del posto che si è rifiutato di cederle i cuccioli di Bouledogue francese, già tutti destinati agli uffici marketing di Milano. Da lì è nata una diatriba italo-francese che oggi ha trovato la sua conclusione con l'entrata in vigore del provvedimento legislativo del governo Draghi. Dall'altra parte, infatti, la grandissima diffusione di esemplari di Bouledogue aveva scontentato gli estimatori della "variante italiana" che con il supporto di un team di esperti aveva presentato prima al Tar del Molise e poi ai magistrati del Tribunale di Capracotta, un dossier su "Perché i Bulldog stranieri non sono adatti al clima italiano".

«Respiro rumoroso, rumori russanti, tosse, respirazione a bocca aperta, affaticabilità, colpi di calore, sincopi e difficoltà ad alimentarsi  – si legge nel documento – Fino anche alla morte: sono tutti effetti dovuti al clima del Belpaese, poco adatto a questi brachicefali». E nonostante sia la fonte dei problemi di salute dell'animale, il muso schiacciato rappresenta un richiamo irresistibile per gli utenti dei social network: gli occhioni grandi e sporgenti di un Bulldog dalla lingua pendula possono generare migliaia di like.

Bouledogue francese
in foto: Cucciolo di Bouledogue francese

Al contrario di quanto avvenuto in Norvegia, dove oggi è illegale allevare Bulldog inglesi e Cavalier King Charles Spaniel, in Italia il dibattito è stato dunque incentrato su like e campanilismo, a scapito delle reali esigenze degli animali. Ma ora cosa succederà ai tanti brachicefali stranieri già presenti nei salotti nostrani?

Non ha dubbi Monsieur Roger Eugenetic, presidente dell'Associazione per la restituzione dei Bouledogue francesi, che risponde: «Torneranno a casa». L'associazione è nata negli anni Trenta del Duemila proprio allo scopo di riportare in Francia tutti gli esemplari sottratti a partire dalla fine dell'Ottocento. «Per celebrare questo evento, grazie a una partnership con il Museo del Louvre, stiamo già realizzando una nuova versione della Monnalisa di Leonardo da Vinci con in braccio un Bouledogue», svela Roger a Kodami.

Non solo la Francia: anche il mondo anglosassone si sta preparando ad accogliere in patria gli individui delle loro razze: «È un momento storico per i nostri cani», è il commento di Lord Stamford, presidente del gabinetto per la conservazione del Bulldog inglese.

Oltreoceano l'attenzione è puntata sull'Italia: il professor Ellis Island della direzione dell'associazione "American bulldogs are not the loser cousins of the British" sottolinea: «Adesso i nostri esemplari potranno tornare a essere protagonisti delle produzioni di Hollywood».

Il riferimento polemico è alla fiction "Blanca" in cui l'American Bulldog Fiona si è finta italiana per poter recitare sugli schermi di Rai 1. «Appena tornerà in patria, Fiona sarà protagonista di "Fast and Furious 11" accanto a Vin Diesel», anticipa Island a Kodami.

Insomma, la decisione dei giudici di Capracotta e il successivo provvedimento del governo hanno destabilizzato la società internazionale, e tanti italiani stanno valutando di ripiegare accogliendo in casa cuccioli di Lemure da strappare alla dura vita delle foreste.

lemure
in foto: Lemure (Nycticebus bengalensis)

In molti però si stanno chiedendo se la scarsa eticità degli allevamenti di cani brachicefali sia legata solo a una questione climatica e non alla fortissima selezione che ha reso la loro morfologia incompatibile alla vita. Insomma, una domanda sorge spontanea: i  cani brachicefali smetteranno di esserlo una volta tornati nella loro nelle loro terre d'origine?

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Attenzione! quella che avete letto è una fake news e dobbiamo auto debunkarci come nel nostro stile Kodami facciamo solitamente per le "bufale" che girano online. Ma abbiamo voluto approfittare della data di oggi per fare un Pesce d’aprile che, purtroppo, di reale ha solo la parte che riguarda la sofferenza a cui sono sottoposti i cani brachicefali, frutto di una selezione ormai troppo spinta che ha messo in primo piano l’estetica e la moda. 

Sarebbe davvero ora che venisse vietato questo tipo di allevamento ma in Italia a differenza della Norvegia, ad esempio, non è ancora successo e chi decide di comprare questi cani deve sapere quanto soffrono. Su Kodami ne abbiamo scritto spesso e sono diversi gli articoli che vi consigliamo di consultare al riguardo:

Cani brachicefali, una questione di benessere animale. Ma perché ci attraggono tanto?

Razze brachicefale tra moda e salute: il nuovo appello dei veterinari inglesi

Maria De Filippi e la spettacolarizzazione di Saki, un cane brachicefalo i cui sintomi non fanno ridere

Non vuole il taglio cesareo per la sua Bouldogue francese: condannata. L'esperta: «Intervento necessario per questa razza»

Gatti brachicefali. Soffrono anche loro a causa della selezione genetica?