Nelle ultime settimane gli avvistamenti di squali nelle acque di Long Island, a New York, stanno diventando sempre più frequenti. Uno degli incontri più belli e spettacolari è stato ripreso da un bagnino al largo di Jones Beach grazie al drone utilizzato proprio per pattugliare la costa. Nel video possiamo ammirare il grosso squalo mentre nuota tranquillo tra un banco di pesci che si apre lasciando il passo al predatore. Lo squalo non sembra in realtà in atteggiamento di caccia, ma pur sempre un predatore rimane, meglio quindi mantenere una certa distanza. A meno che non ti serva uno scrub.

D recente, infatti, un gruppo di ricercatori ha scoperti che alcuni pesci hanno l’abitudine di sfregarsi contro la pelle ruvida degli squali. Una delle ipotesi più accreditate avanzate dagli studiosi, è che questi pesci lo facciano per eliminare parassiti o altri oggetti indesiderati dalla propria pelle.

Questi ripetuti avvistamenti stanno però preoccupando i bagnanti e le autorità stanno prendendo tutte le misure di sicurezza del caso. Sono almeno tre le persone che sono state morse nell'ultimo mese e il direttore del Marine Sciences Center della Stony Brook University dice di aspettarsi avvistamenti ogni settimana o due. Al momento siamo a un totale di ben 19 segnalazioni di squali, tra cui un giovane squalo bianco trovato spiaggiato di recente.

Non è chiaro se si tratti dello stesso individuo ripreso dal drone, anche perché il suo corpo è stato trascinato nuovamente in mare dalla risacca, prima che potessero arrivare le autorità a esaminarlo. Diverse spiagge della contea di Nassau sono state quindi chiuse o hanno subito forti limitazioni a causa di questi avvistamenti, come per esempio la possibilità di entrare in acqua solo fino alle ginocchia. In un recente Tweet, inoltre, la Governatrice dello Stato di New York, Kathy Hochul, ha dichiarato che saranno intensificati i pattugliamenti ma che bisogna comunque mantenere la calma.

Niente panico quindi, può essere un'ottima occasione per ammirare in sicurezza questi preziosi e minacciati predatori in attesa che tornino in mare aperto. Gli squali stanno infatti sparendo da tutti gli oceani e in maniera anche piuttosto rapida. A partire dal 1970 lo sfruttamento legato alla pesca è aumentato addirittura di 18 volte e se fino al 1980 solo un terzo delle specie sembrava rischiare l'estinzione, oggi potrebbero essere fino a tre quarti gli squali e le razze minacciati di estinzione.

Ancora oggi, purtroppo, in molte culture orientali diverse parti di squali e razze vengono considerati ingredienti per pietanze di lusso o afrodisiache, oppure utilizzati per realizzare medicinali tradizionali dalle mai dimostrate proprietà curative.

Le parti più richieste sono soprattutto le pinne, che vengono rimosse dagli animali appena pescati mentre sono ancora vivi e che finiscono per essere ributtati agonizzanti in mare. Questa pratica crudele, chiamata spinnamento o shark finning, è una delle minacce principali insieme alle catture involontarie nelle reti, il bycatch, e la perdita di habitat. Purtroppo noi europei siamo tra i primi responsabili dietro questi tipo di commercio che sta portando gli squali sull'orlo dell'estinzione.

Ogni anno la pesca eccessiva, lo spinnamento e le catture accidentali sono responsabili dell'uccisione di oltre 100 milioni di squali. Se vogliamo che questi preziosi e antichi predatori continuino a nuotare nei nostri mari, mantenendo sani e vitali gli ecosistemi, tutti dobbiamo fare la nostra parte senza cadere nel panico. Per cui massima allerta per la sicurezza pubblica ma niente panico o psicosi, come stanno ripetendo da giorni anche le autorità newyorkesi.