A cura di Eva Fonti
Membro del Comitato Scientifico di kodami
Medico Veterinario

I vermi intestinali dei cani sono dei parassiti che vivono nell'apparato gastrointestinale, dove si nutrono del contenuto intestinale parzialmente digerito e possono creare seri danni sia a carico del piccolo che del grosso intestino. In alcuni casi, soprattutto se ci sono scarse norme igieniche, posso essere essere trasmessi all’uomo. Si dividono per comodità in nematodi, dalla forma cilindrica, e cestodi che sono invece piatti.

Vediamo quali sono i principali vermi intestinali nei cani, quali sintomi provocano e come eliminarli.

Tipi di vermi intestinali nei cani

I vermi intestinali che interessano il cane sono molti, tra i nematodi e vermi tondi. I principali nematodi sono:

  • Ascaridi, tra cui toxoascaris leonina e toxocara canis, conosciuti come i vermi dei “cuccioli”. Si riconoscono dalla tipica forma tonda e lunga e dal colore biancastro. Le loro uova, deposte dalle femmine nel tratto intestinale del cane, vengono espulse con le feci nell'ambiente e possono così infestare altri cani e anche l'uomo;
  • Anchilostomi, dalla tipica forma a uncino. Anche questi possono infestare sia il cane che l'uomo, le specie maggiormente conosciute sono Uncinaria stenocephala e Ancylostoma caninum;
  • Tricuridi, tra cui Trichuris vulpis. Detti anche vermi a frusta, possono parassitare anche l'uomo che si può infestare dalle uova espulse nell'ambiente esterni. È possibile che alcuni ambienti siano contaminati in modo considerevole e persistente dalle uova infestate;
  • Strongili, le cui larve libere possono infestare anche l'uomo e che nei cani possono dare severe sindromi anche in altri distretti organici, dove migrano lasciando l'intestino. Dirofilaria immitis e repens sono invece degli stongili trasmessi attraverso la puntura di zanzara e possono depositarsi a carico del cuore e dei polmoni o a livello sottocutaneo;
  • Thelazia, un verme oculare;
  • Angiostrongylus vasorum, un nematode che, allo stadio adulto, risiede nell’arteria polmonare e nel lato destro del cuore di cani e altri carnivori (esclusi i gatti). Talvolta, le larve e, più raramente, gli stadi adulti possono raggiungere distretti ectopici quali cervello, vescica, rene o camera anteriore dell’occhio. In questi casi possono essere presenti segni clinici legati alla presenza del parassita in tali organi.

Tra i vermi piatti o cestodi ci sono:

  • Dypilidium caninum o Tenia, dalla forma schiacciata e piccola, che si può trovare intorno all'ano, il cui ospite intermedio per permettergli di completare lo sviluppo è la pulce;
  • Echinococcus granulosus e multiocularis, che di solito parassitano solo il cane provocando l'echinococcosi. Nell’uomo, E. granulosus ed E. multilocularis causano rispettivamente echinococcosi cistica ed echinococcosi alveolare, che in assenza di trattamento possono avere conseguenze potenzialmente fatali.

Tra i vermi gastrointestinali dei cani esistono poi protozoi come la Giardia, invisibile ad occhio nudo, e i coccidi del genere Isospora, anche essi visibili solo al microscopio.

Cause e modalità di contagio

I vermi intestinali possono essere trasmessi al cane per via materna o attraverso l’ingestione di oocisti infette nell’ambiente. Quest’ultima modalità è la più frequente e può interessare anche i soggetti adulti e già adeguatamente sverminati che ingerendo feci di altri animali, erba contaminata da feci infette o carcasse infette (topi, uccelli…) possono re-infestarsi. Il ciclo poi continua con l’emissione di feci parassitate nell’ambiente, che andranno ad infestare altri animali.

Sintomi dei vermi nel cane

In alcuni casi i vermi intestinali vivono da perfetti simbionti nell’intestino degli ospiti e non danno apparentemente sintomi. In caso però di una sensibilità individuale, di crescita esponenziale dei parassiti all'interno dell'intestino e di lesioni a carico dell’apparto gastrointestinale possono dare sintomi più o meno gravi.

In alcuni cani possono causare solo delle feci poco formate che si alternano a feci normali, in altri casi possiamo avere prurito nella zona anale che il cane manifesta strusciando il sedere a terra o leccandosi, diarrea e presenza di muco o sangue nelle feci. In caso di infestazioni gravi, o dovute a più parassiti diversi, soprattutto nei cuccioli, si può avere vomito, disidratazione e anche morte.

Diagnosi

La tecnica più comune per diagnosticare la presenza di vermi a livello gastrointestinale è mediante un esame delle feci. Questo viene eseguito su feci fresche di almeno 24 ore e preferibilmente conservate in frigorifero. Di routine si può usare la flottazione accompagnata da un striscio a fresco, che permette di individuare al microscopio le oocisti e gli stadi larvali degli adulti.

Esistono poi tecniche come il flotac e il miniflotac, le colorazioni degli strisci fecali ed alcuni test fecali che vengono scelte in base alla sensibilità e specificità di ciascuna tecnica nei confronti del parassita che si intende cercare. In alcune situazioni il medico veterinario può chiedere di portare tre campioni di feci di diverse evacuazioni, in modo da rendere ancora più specifico l'esame.

Come eliminare i vermi intestinali nei cani

Di solito vengono somministrati dei farmaci che agiscono specificatamente sul tipo di vermi che infesta il cane, quindi è necessario sempre effettuare un esame delle feci e identificare il parassita.

Il medico sceglierà quindi tra antiprotozoari, vermifughi a più o meno ampio spettro a seconda del tipo di infestazione. In tutti i trattamenti vengono prescritti sempre dei fermenti lattici (meglio se prebiotici e probiotici) per almeno 10-20 giorni, in modo da contribuire al ripristino della microflora intestinale e delle lesioni intestinali causate dai parassiti.

Le informazioni fornite su www.kodami.it sono progettate per integrare, non sostituire, le indicazioni date dal veterinario di riferimento.