L’odore nauseabondo è cresciuto fino a diventare insopportabile, tanto da chiamare la polizia per capire di cosa si trattasse e, soprattutto, da dove arrivasse quella puzza terribile che aleggiava nell’aria.

Dalla chiamata all’intervento, c’è voluto poco perché gli agenti facessero la macabra scoperta all’interno di un negozio di toelettatura per animali nella frazione di Lumellogno, in provincia di Novara: sette cadaveri di cani buttati sul pavimento dentro sacchi dell’immondizia e in avanzato stato di decomposizione.

La prima ipotesi è che i corpi ritrovati fossero in attesa di cremazione. Secondo quanto appreso dai poliziotti, il gestore del locale offre, oltre al servizio di tolettatura, anche quello di cremazione degli animali, con tanto di organizzazione di “cerimonie funebri” con consegna finale delle ceneri in apposite urne.

I corpi degli animali sono stati sequestrati cautelativamente e trasportati presso il canile sanitario ove è stato richiesto l’intervento del veterinario di turno per la certificazione e l’identificazione, attraverso il microchip, degli loro ignari pet mate. Allo stesso modo, è stato sequestrato il negozio.

Naturalmente sono stati avviati ulteriori accertamenti per capire se ci siano stati anche altri comportamenti irregolari da parte del negoziante che è stato denunciato. Infatti, per essere in regola, l'uomo avrebbe dovuto conservare i cadaveri in apposite celle frigorifere, di cui nel negozio, però, non ne è stata trovata ombra.

Stando a quanto previsto dalle normative in vigore, non nazionali, ma Europee, esistono tre diverse modalità di sepoltura per un cane deceduto:

  • la cremazione, rivolgendosi al proprio veterinario, in contatto con ditte di smaltimento;
  • la sepoltura in un cimitero per animali, che prevede per ogni animale una tomba e una lapide, orari di visita da rispettare e un servizio garantito per cinque anni, dopo di che le carcasse vengono messe in una fossa comune.
  • la sepoltura nel terreno o nel giardino di casa propria, ma solo qualora il veterinario abbia accertato che la morte non sia avvenuta a causa di una malattia infettiva che potrebbe eventualmente contaminare le falde acquifere.

Le norme, però, prevedono anche divieti assoluti. È infatti, categoricamente vietata la sepoltura in terreni comunali, statali, di demanio o pubblici. Così come è vietato l'abbandono, lo scarico o l'eliminazione incontrollata del corpo dell'animale, puniti con sanzioni salatissime.

Le norme, come dicevamo, sono previste dalle direttive dell'Unione europea. Infatti, in Italia non ci sono leggi specifiche, ma il compito è demandato alle singole regioni. Anche le Asl e i comuni possono dare le loro direttive, tra le quali c'è quella di poter scegliere quali terreni adibire a cimiteri per animali.