Cuccioli comprati a basso costo dall’Est Europa, arrivati in Italia attraverso staffette illegali e senza alcuna certificazione. Proseguono al Tribunale Napoli Nord due maxiprocessi con decine di capi di imputazione, tra cui l’associazione per delinquere, il maltrattamento e l’uccisione degli animali. In entrambi l’associazione Horse Angels si è costituita parte civile.

Uno ha avuto inizio dopo che, nel 2017, la Guardia di Finanza ha sequestrato beni a tre società tra Caserta e Napoli che avevano realizzato per diversi anni (tra il 2011 e il 2016), un’evasione di 8,7 milioni di euro importando circa 37 mila cani di razza. Secondo le accuse, gli animali sarebbero stati venduti in tutta Italia con fatture di importo inferiore rispetto a quanto incassato. Oggi questo fatto di cronaca si è tradotto in un percorso giudiziario abbastanza articolato, visto che ci sono 10 imputati e 32 capi di imputazione (tra cui anche traffico illecito di cuccioli, maltrattamento e uccisione).

Lo scorso 4 maggio è stata esaminata una delle indagini dei Carabinieri forestali. Due persone che avevano fatto denuncia e due veterinari non si sono però presentati, allungando così i tempi del processo. La prossima udienza si terrà il prossimo 8 novembre.

Il secondo processo, invece, è quello che vede vittime una trentina di cuccioli provenienti dall’Ungheria, arrivati nel 2014. Qui tra gli imputati c’è un uomo coinvolto anche nel primo giudizio, per un totale di 11 persone alla sbarra che dovranno rispondere di 7 capi di imputazione. Oltre alla contestazione dell’associazione per delinquere e il maltrattamento, qui c’è anche il traffico di mammiferi e rettili senza le prescritte documentazioni Cites. Si stavano vendendo, infatti, alcune tartarughe (le testudo horfieldi) che avrebbero avuto bisogno delle certificazioni stabilite per legge. Ad oggi questo procedimento è alla sua terza udienza.

«Continueranno a succedere questi crimini se le persone vogliono i cuccioli di razza a basso costo. L’idea di un "outlet" per l’acquisto degli animali impone una sofferenza eccessiva per gli animali: nel prezzo giusto c’è invece la loro tutela», commenta Roberta Ravello, presidente di Horse Angels. «Al momento stiamo cercando di far uscire tutto il marcio che c’è questo tipo di commercio – precisa l’avvocato Laura Mascolo, che tutela gli interessi dell’associazione – Stiamo e chiediamo delle condanne serie».

Anche in questo caso si tratta delle staffette illegali che avvengono dall'estero verso l'Italia, fomentate da un acquisto incosciente da parte delle persone che non valutano i rischi per gli animali e comprano con contatti diretti o attraverso Internet. Kodami in un'inchiesta ha invece focalizzato l'attenzione sulle staffette che avvengono sul territorio nazionale, da sud a nord Italia. Un universo variegato in cui operano correttamente tantissimi volontari e associazioni ma che, in assenza degli enti locali preposti al controllo e alla tutela dei cani e gatti liberi, lascia spazio anche a persone senza scrupoli che fanno anche del randagismo un affare.

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