Hanno dovuto utilizzare le barche a remi per riuscire a portare i primi soccorsi alle migliaia di persone rimaste isolate assieme agli oltre 3 mila cani e gatti nelle case disseminate nei distretti di Ayuttaya e Sing Bhuri, nel cuore della campagna thailandese. I gruppi di soccorso organizzati da Soi Dog, l’organizzazione che da anni lavora incessantemente in Thailandia e nel sud est asiatico per dare conforto e aiuto alle migliaia di randagi del territorio, anche questa volta non si sono tirati indietro e, appena le piogge si sono attenuate e le inondazioni hanno cominciato a scendere di livello, hanno cominciato a distribuire le prime 40 tonnellate di cibo per cani e gatti che erano rimasti intrappolati nelle abitazioni sommerse dalle acque.

Persino il ricovero per animali del tempio di Ayutthaya, l'ex capitale imperiale della Thailandia, è al collasso con oltre 300 cani e gatti da accudire e da sfamare. Molti di loro sono stati recuperati sui tetti, dove si erano rifugiati per sfuggire alle piene. Ora la situazione è migliorata, ma si teme che un nuovo ciclone tropicale, Kompasu, potrebbe arrivare a complicare ancora la situazione.

Piogge monsoniche, allagamenti e alluvioni: il disastro thailandese

Un uomo e i suoi cani nella casa invasa dalle acque (credits:@SoiDog)
in foto: Un uomo e i suoi cani nella casa invasa dalle acque (credits:@SoiDog)

«Non possiamo abbandonare gli animali in difficoltà – commenta a Kodami John Dalley, fondatore di Soi Dog assieme alla moglie Gill, scomparsa alcuni anni fa – era necessario inviare assistenza il più rapidamente possibile. Perché è nostro impegno migliorare il benessere degli animali in Thailandia e in Asia».

Una situazione drammatica, quella della Thailandia nelle ultime settimane, dopo le gravi alluvioni provocate dalle piogge monsoniche che si sono abbattute su quasi un terzo delle province, allagando ben cinque distretti: Bang Ban, Sena, Bang Pahan e Tha Ruea ad Ayutthaya e In Buri a Sing Buri. Quasi 60mila famiglie hanno dovuto affrontare inondazioni improvvise nel nord del Paese, dalla fine di settembre. E con loro, a soffrire sono gli animali domestici ma anche i cani e i gatti randagi che vivono, diffusissimi, nei quartieri, così come quelli che sono accuditi nei rifugi. Ma l’emergenza non è ancora rientrata: le autorità hanno affermato che 12 province lungo il fiume Chao Phraya, tra cui Bangkok e la vecchia capitale Ayutthaya, devono prepararsi a nuovi allagamenti. E si teme anche per l’arrivo di un nuovo monsone che potrebbe ulteriormente aggravare la situazione.

Rifugiati anche sui tetti per sfuggire all’acqua

alcuni abitanti del villaggio hanno lasciato le case e vivono per le strade con i loro animali domestici (credits:@SoiDog)
in foto: alcuni abitanti del villaggio hanno lasciato le case e vivono per le strade con i loro animali domestici (credits:@SoiDog)

«Le persone hanno avuto abbastanza tempo per lasciare le loro case e portare con sé i loro animali domestici – racconta Sakdapol Thongjan, responsabile delle relazioni di Soi Dog – 2.000 sacchi di cibo per cani e 230 sacchi di cibo per gatti sono stati forniti alle organizzazioni locali nei distretti colpiti dall'alluvione. Abbiamo incontrato alcune persone che ora vivono sotto le tende sulla strada, e altre che vivono ancora nelle loro case ai piani superiori. Tuttavia, la situazione sta migliorando poiché in alcune aree abbiamo riscontrato un livello dell'acqua inferiore». Continuano intanto i contatti con le autorità locali per prepararsi ad altri possibili eventi disastrosi. La Soi Dog Foundation, infatti, già ha aiutato un gran numero di animali sfollati dalle inondazioni nel corso degli anni: a Nakhon Si Thammarat lo scorso anno, a Ubon Ratchathani nel 2019 e a Bangkok tra il 2011 e il 2012. Non ha solo portato cibo, ma ha anche fornito assistenza per sterilizzazione, vaccinazione e ricongiungimento degli animali smarriti con i loro proprietari.

A Ta Nod, il tempio di Ayutthaya, già in difficoltà per la pandemia 

Il capo monaco buddista nel tempio di Ta Nod ad Ayutthaya e i circa 300 cani e gatti che accudisce (credits:@SoiDog)
in foto: Il capo monaco buddista nel tempio di Ta Nod ad Ayutthaya e i circa 300 cani e gatti che accudisce (credits:@SoiDog)

Il capo monaco Phra Khru Aobprachit Boonyarat, che si prende cura di oltre 300 cani e gatti nel tempio Ta Nod di Ayutthaya, ha spiegato che le donazioni di cibo per animali erano già basse a causa della pandemia e che le inondazioni le hanno ulteriormente ridotte. «L'epidemia di Covid-19 ha portato a una significativa riduzione delle donazioni e da allora abbiamo riscontrato problemi nella cura dei nostri cani e gatti", ha detto il monaco che gestisce il tempio nel cuore della città thailandese, a circa 80 km a nord di Bangkok, che fu la capitale del Regno del Siam fino a quando non venne rasa al suolo dai birmani nel 1767.  All'inizio nel tempio buddista, che sorge vicino all'area archeologica della storica capitale thailandese meta ogni anno di migliaia di visitatori, c'erano soltanto una ventina di cani e gatti, ma il continuo flusso di persone che continuava ad abbandonare i propri animali domestici ha portato all’attuale situazione con quasi 300 randagi da sfamare e scarse riserve di cibo a causa della mancanza di donazioni.

Gli appelli, la raccolta fondi per il cibo e, in futuro, una clinica mobile

40 tonnellate di cibo sono già state consegnate da Soi Dog, altre 19 arriveranno nei prossimi giorni (credits:@SoiDog)
in foto: 40 tonnellate di cibo sono già state consegnate da Soi Dog, altre 19 arriveranno nei prossimi giorni (credits:@SoiDog)

Con le acque alluvionali persistenti e ulteriori previsioni di pioggia, la fondazione ha lanciato un appello per gestire l’emergenza e chiede assistenza pubblica per assicurarsi di avere le risorse per continuare a prendersi cura degli animali sfollati. «Ma ovviamente qualsiasi supporto, sia da parte di privati che di organizzazioni, è molto apprezzato in questi tempi incerti – sottolinea Sakdapol  Thongjan. – Questi animali fanno parte delle nostre comunità e hanno bisogno di noi ora più che mai».

L’organizzazione era già stata chiamata in passato dalle istituzioni locali per assistenza post alluvioni e per realizzare un rapporto su cani e gatti che stavano morendo per la fame. Il 13 ottobre il primo stock di aiuti ha portato nelle zone più colpite circa 40 tonnellate di cibo. «Ma prevediamo di donare circa 19 tonnellate la prossima settimana» conclude Sakdapol sottolineando che «per il prossimo futuro stiamo pianificando di istituire una clinica mobile per eseguire il programma CNVR (I Catch l Neuter l Vaccinate l Return) per il controllo della popolazione canina». Sin dalla sua fondazione, infatti, la sterilizzazione e il successivo rilascio nel territorio degli animali, sono stati tra le priorità dell'organizzazione fondata dai due inglesi che si erano innamorati di Phuket e della Thailandia durante un viaggio e che non l'hanno più lasciata per aiutare i suoi randagi, combattendo  con ogni arma anche il terribile commercio di carne di cane che affligge non solo la Thailandia ma l'intero sud est asiatico e, ovviamente, la Cina.

Immagine di copertina: sono circa 3000 i cani e i gatti scampati alle alluvioni delle scorse settimane in Thilandia che ora hanno bisogno di essere assistiti (credits:@SoiDog)