Aveva avviato una vendita on line di cani e gatti con microchip che faceva mettere abusivamente da non veterinari, dunque da persone non abilitate a farlo. Per questo motivo i carabinieri forestali di Empoli hanno denunciato a Fucecchio (Firenze) una donna dopo che aveva venduto un cucciolo di Samoiedo. E' stato proprio questo passaggio ad aver fatto scoprire la truffa dei microchip farlocchi.

Gli investigatori forestali sono riusciti ad avviare l’indagine dopo aver notato che l’iscrizione all’anagrafe canina non restituiva corrispondenza sul microchip inserito nel cane. Il chip, infatti, ha i primi tre numeri che corrispondono allo Stato. Per l’Italia è 380. Il cucciolo di Samoiedo aveva invece 990, che non corrisponde ad alcun paese nel mondo.

Così i militari sono arrivati fino alla venditrice e hanno accertato che in casa deteneva diversi cani e gatti. Il numero degli esemplari era però variabile nel tempo e non corrispondeva a nessun elenco preciso. Questo sarebbe stato uno degli indizi, secondo l’accusa che poi ha portato alla denuncia, che alcuni di loro sarebbero stati venduti attraverso Internet. La donna dovrà rispondere ora di due reati: esercizio abusivo della professione veterinaria e maltrattamento di animali. E dovrà chiarire anche chi ha impiantato direttamente il microchip "farlocco" agli animali.

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