23 Gennaio 2022
17:00

Struvite del gatto: cause, diagnosi e cure

Anche nell'apparato urinario dei gatti possono venire a formarsi piccole formazioni minerali, tra cui la struvite. La presenza di questi corpi può far insorgere nel gatto alcune patologie. Cosa fare?

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Professore universitario di Fisiopatologia veterinaria
Articolo a cura del Dott. Giuseppe Borzacchiello
Medico Veterinario e Professore universitario, esperto di patologia animale
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La struvite è un minerale che si può formare nell'apparato urinario dei gatti. Può dare origine a delle masse solide dette calcoli che possono ostruire meccanicamente il flusso delle urine e/o  essere associati ad infezioni. La diagnosi si basa oltre che sulla sintomatologia clinica sui rilievi analitici e microscopici dell'esame delle urine. In alcuni casi la terapia può essere dietetica oppure, se i calcoli sono di grandi dimensioni, è  chirurgica

Che cos'è la struvite nel gatto

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La struvite è un minerale composto da magnesio, fosforo e ammonio che può formarsi normalmente nell'apparato urinario dei gatti. Difficilmente la formazione di struvite dà luogo a problematiche cliniche in animali giovani.

Cause

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Quando i cristalli di struvite si aggregano tra di loro anche grazie alla presenza di proteine e detriti cellulari  si possono formare tappi o calcoli  di varie dimensioni che possono arrivare ad ostruire le vie urinarie.  Circa il 50% dei calcoli nei gatti è formato da struvite. Le cause precise non sono ancora del tutto note. L'alimentazione e l'acqua  ricca di minerali che costituiscono la struvite (principalmente magnesio e fosforo) sono da considerare tra i fattori di rischio. Altri fattori noti sono: presenza di batteri che grazie ad un'enzima favoriscono la formazione di calcoli di struvite,  la capacità dei felini di concentrare le urine, produzione di urine alcaline, obesità, stress.

Sintomi

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I gatti possono formare normalmente nell'apparato urinario la struvite. Quando però la struvite forma calcoli allora può essere presente una sintomatologia clinica perché i calcoli  irritano la parete delle strutture dell'apparato urinario e in questo caso si parla di sindrome delle vie basse urinarie del gatto (più frequente nei maschi). I sintomi più comuni sono: difficoltà ad urinare, aumentata frequenza della minzione, presenza di sangue nelle urine, dolore alla minzione. Il gatto che ha dolore inarca la schiena, allarga le zampe posteriori e piega la testa in avanti e verso il basso. La presenza di questi segni è indicativa di ostruzione al flusso urinario.

Diagnosi

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Il sospetto clinico sulla base della sintomatologia può essere confermato con un esame delle urine. I gatti affetti da struvite hanno urine molto concentrate e pH alcalino. Inoltre, l'esame microscopico delle urine potrà identificare la struvite. E' possibile eseguire uno studio radiografico per identificare i calcoli che sono radiopachi, oppure un' ecografia dell'apparato urinario per le stesse finalità.

Terapia

La terapia può basarsi esclusivamente sulla dieta per cui vanno somministrati mangimi specifici per un periodo di circa due mesi a cui si possono aggiunger prodotti in grado di acidificare le urine. Nella femmina per ragioni anatomiche si può provare la rimozione dei calcoli attraverso un cistoscopia oppure in generale i calcoli possono essere rimossi  dalla vescica mediante chirurgia se di grandi dimensioni. Se i calcoli sono piccoli possono essere rimossi mediante una manovra che possa farli espellere. In ogni caso una volta estratti i calcoli vanno inviati al laboratorio per la loro caratterizzazione.

Prevenzione

La prevenzione si basa sulla limitazione dei vari fattori di rischio elencati prediligendo una dieta con alimenti umidi. Gatti affetti da struvite o che hanno sofferto di calcolosi devono seguire una specifica dieta formulata per questo problema.

Alimenti da evitare

Bisogna evitare cibi altamente proteici perché sono ricche di azoto che può accumularsi nella vescica del gatto dando origine alla struvite.

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Giuseppe Borzacchiello
Professore universitario di Fisiopatologia veterinaria
Sono professore universitario di ruolo presso il Dipartimento di Medicina veterinaria e Produzioni animali dell’Università degli studi di Napoli Federico II e titolare della cattedra di Fisiopatologia degli animali domestici. Ho insegnato in diverse Università italiane, corsi di perfezionamento e master universitari. Appassionato di animali e di cani in particolare, mi occupo da oltre vent’anni di ricerca scientifica nel campo della patologia spontanea degli animali domestici e di tematiche inerenti l’oncologia comparata.
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