Gli auguri di Natale agli italiani quest’anno Silvio Berlusconi li fa insieme a una new entry della famiglia: si chiama Gilda e l’ex premier ne è già innamoratissimo tanto che, con lei in braccio e davanti a un luccicante albero addobbato, augura a tutti «di poter trascorrere qualche ora di gioia e dì serenità con le persone a cui volete bene, come farò io».

Il candidato del Centrodestra al Quirinale ha accolto nell’ormai numerosa "colonia canina" di Arcore, una nuova cagnolina. Si tratta di una Shih Tzu di pochi mesi di colore chiaro, con le orecchie e la sommità del capo pezzate di nero.

Del resto Berlusconi è riconosciuto come un grande amante degli animali e in particolare dei cani. Nel 2017 l’onorevole Michela Brambilla, presidente della Lega Italiana Difesa Animali e Ambiente (LEIDAA), raccontò a “Un giorno da pecora” la svolta animalista del leader di Forza Italia che lo portò ad adottare addirittura 21 cani, di cui alcuni vivevano con lui e altri con la figlia Marina.

Ad Arcore allora, oltre ad esserci ancora Francesca Pascale, c’erano Dudù, il conosciutissimo barboncino che Berlusconi aveva sempre con sé sia che andasse da Vespa a Porta a Porta o all’incontro ufficiale con Putin, Dudina, Harley e i tre cuccioli di Dudù e Dudina, Wendy, Peter e Trilly. E poi c’erano Sole, Luna e Stella, tre incroci di maremmano abbandonati in uno scatolone e salvati dal Rifugio dei Fratelli Minori di Olbia e portati a Villa Certosa. E infine, Rambo, un trovatello salvato da un incidente.

«Gli animali non sono cose»

Nel 2019, quando Michela Brambilla in qualità di presidente della Leidaa e dell’Intergruppo parlamentare per i diritti degli animali, lanciò una campagna animalista che chiedeva di inserire nell’ordinamento giuridico italiano il principio che gli animali sono esseri senzienti e, come tali, soggetti portatori di diritti e non semplicemente «res», ovvero cose, Berlusconi la sostenne con forza, convinto che essendo «un principio sancito a livello europeo» per darvi concreta attuazione anche da noi, fosse necessario e più che giusto «che fosse affermato anche nella Costituzione».

Il Disegno di legge che modifica gli articoli 9 e 41 per disciplinare costituzionalmente l’ambiente e gli animali, non è ancora stato approvato definitivamente, ma a novembre, un ulteriore passo avanti è stato fatto. Dopo i primi “sì” di Senato e Camera, è arrivato anche il secondo “sì” da parte dal Senato e il provvedimento adesso torna all’esame della Camera, per la quarta e ultima lettura.

In caso di approvazione, gli animali finalmente entrerebbero per la prima volta in modo esplicito nella Costituzione italiana e la loro tutela verrebbe garantita al livello legislativo più alto con un riferimento alle leggi statali.

La razza degli imperatori cinesi

Originario del Tibet, lo Shih Tzu è molto amato dalle famiglie occidentali perché viene considerato uno dei cani da compagnia più belli.  Il "piccolo leone" o "figlio del leone", questa la traduzione del nome cinese, appare già in documenti risalenti al XVI secolo, ma solo nel XVII secolo viene portato dal Tibet a Pechino, diventando il cane preferito dalla corte imperiale cinese. La razza non venne mai esportata fino al 1912. Solo nel 1931 il primo esemplare entrò in Inghilterra. E solo nel 1934 venne riconosciuta dagli standard internazionali come razza separata dalle altre razze cinesi.

Nonostante la piccola taglia, lo Shih Tzu è molto robusto, è ricoperto da un manto lungo e abbondante. La sua testa è larga e rotonda e il pelo lungo gli ricade sugli occhi. Ha una barba folta e il suo muso è definito a crisantemo, ovvero con baffi e peli rivolti verso l’alto. Il muso è corto e piatto e anch’esso molto peloso. Gli occhi sono grandi, rotondi e distanziati. Le orecchie sono pendenti e ricoperte da pelo.

È intelligente, si affeziona moltissimo alla propria famiglia nei confronti della quale è molto geloso e non apprezza particolarmente le incursioni degli sconosciuti. Ama difendere il suo umano di riferimento e, insieme a lui, anche la sua intoccabile cuccia.