A cura di Sonia Campa
Membro del Comitato Scientifico di kodami
Consulente per la relazione uomo-gatto

Si dice che i gatti tricolori, che presentano sul mantello macchie nere, rosse e bianche contemporaneamente, siano sempre femmine. Le ragioni sono genetiche e trasversali alle razze. Proviamo a vedere se si tratta di una regola assoluta o se, in realtà, ammette qualche eccezione.

Anche se a volte questa nozione sembra vestire i panni di un mito o una leggenda trasmessa tra gattofili, è la genetica felina a decretarlo: gli individui che presentano sul mantello chiazze di colore rosso (e sue diluizioni), bianco e nero (e sue diluizioni) sono femmine.

Perché i gatti tricolori sono femmine?

Questo dipende da due fattori. Il primo è che le macchie bianche possono presentarsi indistintamente su maschi e femmine e combinarsi con altri colori. Il secondo, invece, è che solo le femmine possono presentare contemporaneamente macchie rosse e macchie nere (eventualmente diluiti).

Di conseguenza, quello che la genetica ci suggerisce è che gatti con macchie rosse e nere insieme sono sicuramente femmine, dette squama di tartaruga o tartarugate o tortie. Se ci sono anche tigrature, si chiamano torby o tortie tabby. Se ci sono macchie bianche le definiremo tricolori o calico o patched tabby.

Il motivo di questa disparità è molto semplice. Ogni gatto possiede nel proprio corredo cromosomico una coppia di geni sessuali che determinano, tra le altre cose, il sesso. Convenzionalmente si identificano con XY per il maschio e XX per la femmina. Tuttavia, il gene che determina la colorazione rossa del pelo è situato solo sul cromosoma X e si esprime attraverso l'allele dominante O. Il cromosoma Y non porta informazioni inerenti i colori.

In un maschio, allora l'unico cromosoma X può presentarsi in due configurazioni:

  • presentare anche il gene O per il rosso ed il micio sarà totalmente rosso.
  • non presentare l'allele dominante per il rosso ed il micio non avrà macchie rosse

Una femmina, invece, può presentare una coppia di cromosomi sessuali XX in cui:

  • una X porta il gene O per il rosso e l'altra no (ovvero porterà il nero) e la gatta risulterà tartarugata
  • nessuna delle due X porta il gene O e allora la gatta non presenterà macchie rosse
  • entrambe le X portano il gene O e allora la gatta sarà integralmente rossa.

Ciascuna di queste configurazioni, poi, possono combinarsi con il gene S che in entrambi i sessi determina la presenza di eventuali macchie bianche.

Esistono gatti di tre colori maschi?

Seppur geneticamente molto rare, a questa regola esistono delle eccezioni. Può infatti sporadicamente capitare che nascano dei maschi tricolori o squama di tartaruga. Questo, di solito, si deve a “difetti” del genoma per cui un maschio può presentare una X in più che produce gli stessi effetti “tartarugati” visibili su una femmina. Oppure l'alterazione può dipendere da errori durante la formazione degli embrioni. Generalmente si tratta di maschi sterili ma anche questo ha le sue eccezioni: alcuni tartarugati possono essere comunque fertili ma trasmettere solo una parte del loro corredo cromatico.

Miti e leggende attorno ai gatti tartarugati

Tranne le razze che prevedano specifiche colorazioni (ad esempio i Blu di Russia, Certosini, Korat, gli Abissini/Somali, i Bombay e certe derivazioni di ibridi), la maggior parte ammette la colorazione squama di tartaruga. Tuttavia, come accade sempre quando si parla di gatti, l'uomo ridefinisce la realtà con i propri costrutti culturali e il proprio gusto estetico per cui questa colorazione è ammantata da credenze e miti. Alcuni riguardo il carattere delle gatte che risulterebbe essere particolarmente caparbio, con un preciso piglio territoriale e dotato di ottime attitudine materne. A livello di popolarità, invece, si ritiene che le squama di tartaruga siano spesso le più difficili da dare in adozione perché alcuni non le ritengono particolarmente attraenti.

Nessuna di queste idee, tuttavia, è sostenuta da evidenze scientifiche.