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1 Ottobre 2023
10:28

Scoperto traffico illecito di cani tra la Serbia e l’Italia

Si sono concluse le attività di indagine dei Forestali di Savona e Calizzano in merito a un presunto traffico illecito di cani da caccia venduti in Liguria e Piemonte. Identificato l’autore e denunciato. I cani arrivavano dalla Serbia con documenti falsi e senza certificazioni sanitarie.

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Si sono concluse positivamente le indagini, partite nel mese di ottobre del 2022 dopo una segnalazione pervenuta ai militari di Calizzano, su un traffico illecito di cani da caccia che coinvolgeva non solo il savonese e l'imperiese ma anche alcune province piemontesi, tra cui Asti.

Grazie al lavoro del Nipaaf di Savona, il Nucleo di Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale e del Nucleo Carabinieri Forestale di Calizzano, le forze dell'ordine sono riuscite a scoprire le modalità della rete di vendita degli animali che avveniva vicino ad alcuni caselli autostradali, documentando l'introduzione illegale di 23 cani di diverse razze di segugio, Posavatz, della Vestfalia e Tricolor Serbo, che venivano poi rivenduti per cifre comprese tra 800 e 2mila euro.

La svolta è avvenuta nel marzo 2023 quando i militari del Nipaaf con i Forestali e il Norm di Cairo Montenotte sono riusciti a fermare un cittadino serbo che stava introducendo illegalmente 3 cani da caccia al cinghiale, già destinati alla vendita. Gli esemplari sono stati sequestrati e dopo aver superato i controlli dei medici veterinari dell'Asl 2, sono stati affidati in custodia al canile comunale di Cairo Montenotte. Ma durante gli accertamenti era emerso che i documenti di accompagnamento dei cani erano falsi, mancavano le previste certificazioni sanitarie e uno di loro risultava anche privo del microchip identificativo. La conclusione delle indagini preliminari ha perciò portato ad identificare l’uomo come l'autore del traffico e a denunciarlo.

Il traffico illecito di cani, trasformati in vera e propria merce per trarne profitto, non è certo l’unico delitto contro gli animali gestito dalla criminalità: per descrivere la cattiveria umana si possono annoverare i combattimenti tra cani, le corse clandestine di cavalli, la pesca di frodo, il traffico di fauna selvatica, ecc,. Difficile dire quale sia il peggiore, di certo, però, si sa quale sia quello più ambito dai criminali visto che movimenta circa 300 milioni di euro all’anno: il traffico di cuccioli, soprattutto di cani.

Questi animali nascono in vere e proprie “fabbriche di cuccioli”, strutture che ospitano decine o centinaia di mamme fattrici per la riproduzione. Quando hanno ancora 30–40 giorni, i piccoli vengono strappati alla mamma e nascosti nei bagagliai i piccoli vengono strappati alla mamma e nascosti nei bagagliai di auto o furgoni e iniziano viaggi che possono durare anche oltre 12 ore. E quando arrivano nel nostro Paese, se ci arrivano, vengono venduti ad allevamenti, presso i caselli autostradali e sempre più frequentemente su internet.

Neanche a dire che in questo squallido commercio di animali spesso manca ovviamente anche il più banale controllo sanitario. Che, al contrario, sarebbe indispensabile visto che il precoce distacco dalla madre può causare ai cuccioli non solo traumi affettivi, ma anche gravi problemi di salute. Privi delle difese immunitarie, infatti, i cuccioli possono contrarre malattie mortali, come il cimurro e la parvovirosi. Persino la rabbia, un pericolo anche per l'uomo.

È importante sottolineare un fatto, però: senza condannare chi desidera un cane di razza, è pur vero che è esattamente questa la motivazione principale che alimenta il traffico. È, infatti, proprio dietro l’acquisto del cucciolo di razza che può celarsi una spirale di maltrattamento, malattia e decessi; è proprio per soddisfare questo desiderio che si generano le massicce riproduzioni di cani, lo sfruttamento delle madri “fattrici”, i viaggi interminabili in condizioni talmente precarie da provocare spesso la morte prima dell’arrivo a destinazione.

Le stime indicano che 8 milioni di cuccioli sono “trafficati” ogni anno in Europa per soddisfare la domanda del cane di razza: i riproduttori si trovano in prevalenza in alcuni Stati dell’Est Europa, mentre gli Stati che alimentano questo mercato sono l’Italia, che si pone come uno degli Stati maggiormente interessati da questo fenomeno, insieme alla Spagna e alla Germania. Gli acquirenti di questi cani spesso e volentieri sono all’oscuro della provenienza illecita e di quello che hanno passato i cuccioli, e proprio per questo è importantissimo, al fine di fermare questo orribile mercato, fare molta attenzione a dove si acquistano. Meglio ancora, sarebbe proprio cambiare idea e optare per un’adozione in canile, dove non mancano di certo i cuccioli, ma dove soprattutto si ha l’opportunità di conoscere e frequentare il proprio futuro compagno di avventure capendo se si è adatti l’uno all’altro.

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Simona Sirianni
Giornalista
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