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27 Settembre 2023
12:21

Traffico illecito di cani da caccia scoperto tra Liguria e Piemonte

Scoperto un traffico illecito di cani da caccia tra Liguria e Piemonte. L'operazione dei Carabinieri Forestali ha portato alla denuncia di un uomo, che avrebbe importato dalla Serbia 23 esemplari addestrati per la caccia al cinghiale, privi di documenti e certificazioni sanitarie.

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(Credits jacqueline macou da Pixabay)

Le indagini della Procura di Savona e dei Carabinieri Forestali di Savona e Calizzano hanno portato alla scoperta di un traffico illecito di cani da caccia tra Liguria e Piemonte. Tutto ha avuto inizio nell'ottobre del 2022 quando era stata segnalata la vendita di cani Segugio Posavatz vicino ad alcuni caselli autostradali.

I Carabinieri hanno così portato alla luce una estesa rete di vendita di animali che spaziava anche al di fuori del territorio savonese arrivando alle province di Alessandria e Cuneo. A marzo di quest'anno i militari del Nipaaf, con il supporto del Nucleo Carabinieri Forestale di Savona e del NORM della Compagnia Carabinieri di Cairo Montenotte, hanno fermato un uomo di nazionalità serba che stava trasportando illegalmente tre cani da caccia destinati alla vendita. I cani sono stati quindi sequestrati e, a seguito dei controlli medici da parte di Asl2, affidati al canile di Cairo Montenotte. I loro documenti di accompagnamento sono risultati falsi e uno dei tre era privo di microchip.

Le successive indagini hanno permesso di verificare come l'uomo importasse in Italia dalla Serbia cani addestrati per la caccia al cinghiale privi di documenti e certificazioni sanitarie. In totale i Carabinieri hanno documentato la vendita illegale di 23 esemplari tra Posavatz, Vestfalia e Tricolor Serbo rivenduti a cifre che spaziavano tra gli 800 e i 2 mila euro.

«La documentazione sanitaria richiesta per l’introduzione di animali all’interno dei confini nazionali è finalizzata a contenere il pericolo di diffusione di malattie – commentano in una nota dal comando dei Carabinieri Forestali di Savona – e in particolare, nel caso di provenienza da Paesi extra UE, a scongiurare l’introduzione della rabbia silvestre, a volte endemica in taluni Paesi. Il responsabile di incauti acquisti di animali potrebbero così concorrere alla diffusione di malattie e risponderne penalmente ex art. 500 del Codice Penale».

L'operazione dei Carabinieri si inserisce in un contesto ligure a dir poco delicato. Una terra stretta da montagna e mare dove la convivenza tra uomo e animale porta spesso a contrasti e situazioni di potenziale pericolo per entrambi. Il tutto mentre continuano a far discutere le politiche di Regione Liguria in tema di caccia e di abbattimenti, una situazione di tensione che nei giorni scorsi ha toccato anche il Salone Nautico di Genova, evento clou per il capoluogo ligure.

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Pietro Zampedroni
Giornalista
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